carissimi,
diagnosi perfetta!!!!
Vi allego un mio documento che mi piacerebbe proporre ai colleghi italiani al
fine di proporre al MIUR un nuovo progetto nazionaledi ricerca basato su un
modello diverso dai PNRR ecc.
Raf
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From: nexa <[email protected]> on behalf of de petra giulio
<[email protected]>
Sent: Thursday, February 13, 2025 8:49 AM
Cc: [email protected] <[email protected]>
Subject: Re: [nexa] [ Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie
dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
riformiamo i socialSintesi perfetta caro Beppe. Ti sei dimenticato solo di citare tra gli attori le innumerevoli società nate e sopravvissute per far funzionare meccanismi che hai descritto e finanziate unicamente con i fondi della ricerca. . Il giorno mer 12 feb 2025 alle 02:41 Giuseppe Attardi <[email protected]<mailto:[email protected]>> ha scritto: C’è stato un clamoroso risultato che non troverai scritto da nessuna parte. I progetti europei, da ESPRIT in poi, avevano l’obiettivo di rendere più competitiva l’industria europea. Ricordate infatti che erano mirati alle aziende: un requisito di ammissione era che il consorzio comprendesse due aziende di due stati diversi. Il risultato ottenuto in quei decenni è stata la completa distruzione di tutte le principali aziende informatiche europee. È un classico della politica economica-industriale europea. Siccome per una malintesa adesione acritica alle regole di mercato liberista sono vietati gli aiuti di stato, anziché aiutare le aziende direttamente a migliorare le loro capacità produttive, si ricorre al sotterfugio di finanziarle indirettamente con fondi cosiddetti di ricerca. Per questo stesso motivo, i piani di ricerca vengono redatti da esperti delle stesse aziende private da sostenere. Solo che queste hanno bisogno di soldi per coprire spese e perdite, quindi fanno ricerca solo per finta e si pagano dipendenti che fanno tutt’altro. Ma tant’è: una volta ottenuti i finanziamenti, a nessuno interessa dei risultati. Basta produrre rapporti contabili per dimostrare che si sono spesi davvero i soldi e qualche relazione finale per intortare i revisori, che sono esperti di altre aziende e che quindi stanno al gioco. Tutti partecipano al gioco e gli sta bene così: le aziende incassano qualche spicciolo, i funzionari della commissiine hanno una corte che li adula e vezzeggia in cambio del boccone di pane, i politici possono vantarsi di finanziare la ricerca, i ricercatori si accontentano dei brandelli che scivolano tra le dita e arrivano a loro. Gli USA invece, patria del neoliberismo, non si fanno remore ad aiutare le proprie aziende. Tesla e Starlink non sarebbero sopravvissute senza aiuti o cospicue commesse del governo. — > On 12 Feb 2025, at 00:04, > [email protected]<mailto:[email protected]> > wrote: > > From: Enrico Nardelli > To: [email protected]<mailto:[email protected]> > Sent: Tuesday, February 11, 2025 4:12 PM > Subject: [nexa] Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – > ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social > > > Scusatemi, è tanto tempo che ho questa domanda in testa. > > Qualcuno è a conoscenza di qualche pubblicazione che presenti sinteticamente > spese effettuate e risultati ottenuti in quarant'anni di programmi di ricerca > e sviluppo dell'Unione Europea in tema di tecnologie dell'informazione? So > che ci sono le relazioni di monitoraggio finali dei vari programmi quadro che > sono stati svolti (il primo programma ESPRIT è partito nel 1983, poi > sostituito dai programmi IST nel 1999), ma ero interessato a qualcosa di più > sintetico.
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