Message: 1
Date: Thu, 6 Mar 2025 14:44:15 +0100
From: "J.C. DE MARTIN" <[email protected]>
To: Nexa <[email protected]>
Subject: [nexa] La Stampa: "Giochi online, pubblicità, denaro in
prestito: il registro scolastico elettronico diventa un mercato"
Message-ID: <[email protected]>
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*Giochi online, pubblicità, denaro in prestito: il registro scolastico
elettronico diventa un mercato*
/Scoppia la polemica per alcuni contenuti della piattaforma “ClasseViva”
accessibili a genitori e studenti. Le associazioni: «Gravissimo
sfruttare questo strumento per scopi commerciali, intervenga Valditara».
La replica del Gruppo Spaggiari: «Sono giochi educativi»/
grazie. ha colpito molto anche me. incredibile, dopo venticinque anni a
raccontare l'ovvio, cioè la dilagante alienazione tecnica dai GAFAM al
registro elettronico, ora pare che sia tutto... ovvio. ovvio che una
società de facto monopolista del registro elettronico si comporti in
maniera tanto scorretta. cose note del resto a qualsiasi genitore o
insegnante che abbia mai aperto il registro elettronico: ovvero milioni
di persone da quando è stato reso operativo.
ho l'impressione che i nodi vengano al pettine, ogni giorno si "scopre"
che siamo dipendenti a livello sociale da sistemi tossici (vedi
Starlink, unica opzione concreta per le navi che salvano migranti nel
mediterraneo).
d'altra parte, c'è un rischio concreto che i decisori (esistono? a volte
viene il dubbio che nessuno decida nulla...), di fronte a simili
informazioni, si spostino sui soliti noti (sempre GAFAM o wannabe tali,
magari con una spruzzata di "green", e sostenibilità, e un po' di IA che
piace tanto);
o che qualche ministro, o funzionario tiri fuori CINECA o simili
strutture per fornire programmi da costruirsi ad hoc, perlopiù
scarsamente utilizzabili [1]
beh... ma se invece ogni scuola si facesse un sistema proprio, F/LOSS,
autogestito, federabile, federato? con pochi soldini e tanta voglia di
voltare pagina, quindi impegno degli insegnanti, del personale, degli
studenti, di tutti? non è poi così assurdo. per niente assurdo. si
facesse un SSO per ogni utente (no, senza SPID, grazie. ci sono sistemi
migliori), da cui accedere a un cloud - Moodle - videoconf - peertube -
mail, ecc ecc: tutte possibilità ormai alla portata di chiunque. ci sono
un sacco di aziende in grado di offrire servizi per transizioni del
genere. oltre a GARR, naturalmente, che potrebbe fornire quantomeno
delle demo (già ci sono, per la verità).
benissimo la denuncia. necessaria. però prima che tutto cada nel
dimenticatoio, chi può decidere di smettere di usare 'sta roba
proprietaria e passare decisamente ad altro, lo faccia.
le transizioni sono cose lunghe, complesse, talvolta dolorose, sempre
faticose: senz'altro non ci automatismi validi per ogni situazione. La
buona notizia (non sono certo che la giornalista ne sia al corrente) è
che esistono alternative, ben testate, decentralizzate, autonome,
F/LOSS. Quindi la questione è politica, sociale e culturale: dall'alto
(i decisori) e dal basso (le persone che decidono di cambiare): non tecnica.
l'articolo:
https://zerbino.esiliati.org/#FFrv2MK7gNzAB-G3Ev7U2Q,8QIMfdRlcU9EvhTJ9m7Stg,elisa-forte_la-stampa_suk_06-marzo-2025.png
buona giornata
k.
[1] non ho nulla contro CINECA. constato solo che molti di quei software
sono difficili da utilizzare, almeno per me. IMHO dipende in primo luogo
da una mancanza di cura, termine che apre a tutta una serie di
ragionamenti, ad esempio alla necessità per degli ingranaggi umani delle
piramidi tecnoburocratiche, perlopiù maschietti un po' frustrati ma con
ego smisurati, di abbandonare la mentalità industriale e dedicarsi da
buoni artigiani alla cura dei sistemi che fanno: smetterla con le beta
permanenti e l'"innovazione" continua di funzionalità disfunzionali e
non richieste.
ELISA FORTE
05 Marzo 2025
Giochi elettronici e offerte commerciali: li trovi dove non te
l’aspetti. Persino sul registro elettronico scolastico, lo strumento di
comunicazione per eccellenza che mette in relazione la scuola italiana
con le famiglie degli studenti. Ogni giorno il servizio “ClasseViva”
viene utilizzato da 300 mila insegnanti in 2800 scuole: sulla
piattaforma vengono riportati ritardi, assenze, voti, materiali
didattici, compiti da fare a casa e lezioni svolte in classe. Il
registro elettronico è fornito dal Gruppo Spaggiari, colosso
dell’education in Italia. Nato nel 1926 come casa editrice man mano
l’azienda di Parma si è trasformata in una società di software che
genera un fatturato di 33 milioni di euro (dati 2022).
*Minigames e contenuti commerciali*
All’interno del registro elettronico – strumento imprescindibile che ha
snellito le comunicazioni con le famiglie e che permette alla scuola di
risparmiare ogni anno centinaia di tonnellate di carta – finiscono sotto
accusa varie sezioni, accessibili sia dall’area genitori che da quella
in uso dagli studenti. La sezione dei Minigames (ma ce n’era davvero
bisogno?) si trova nei “Contenuti Extra”. E poi c’è la parte dei Servizi
agli Studenti, piena zeppa di link che portano a siti commerciali o a
servizi a pagamento ben profilati e costruiti a misura dei veri o
presunti bisogni di famiglie e studenti.
[...]
continua qui (probabile paywall):
https://www.lastampa.it/cronaca/2025/03/05/news/scuola_registro_elettronico_polemiche_valditara-15036283/
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