Buongiorno, Giacomo,

grazie dell'osservazione. Non sono in grado di dire chi sia in buona fede e chi 
no.

L'impresa tecnologica è stata e rimane soffusa di fede religiosa, intrisa di 
spirito di trascendenza, di visioni del paradiso
e delle idee di un nuovo Eden, di un'anima artificiale, di una mente immortale
e di una trasmigrazione delle anime degli uomini dai corpi alle macchine, fino 
all'estasi religiosa per il cyberspazio,
all'Armaggedon della guerra nucleare e e all'ascesa dei santi, 
nell'esplorazione spaziale.

Ne ricostruisce la storia, le implicazione teoriche, il carattere elitario e 
l'affinità culturale con la rappresentazione dello sforzo virile
David Noble, in La religione della tecnologia. Divinità dell'uomo e spirito 
d'invenzione (1997), Edizioni di Comunità, Torino 2000.

Quando si abbia presente quella storia, i messianesimi d'accatto contemporanei 
appaiono per quel che sono.

Un caro saluto,
Daniela

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Da: nexa <[email protected]> per conto di Giacomo Tesio 
<[email protected]>
Inviato: mercoledì 11 giugno 2025 21:17
A: [email protected]
Oggetto: Re: [nexa]  When billion-dollar AIs break down over puzzles a child 
can do, it’s time to rethink the hype

Ciao Daniela,

Il 10 Giugno 2025 21:56:57 UTC, Daniela Tafani <[email protected]> ha 
scritto:
>
> More than a quarter of a century later, when a task is close to the training 
> data,
> these systems work pretty well. But as they stray further away from that data,
> they often break down, as they did in the Apple paper’s more stringent tests.
> Such limits arguably remain the single most important serious weakness in 
> LLMs.
>
> The hope, as always, has been that “scaling” the models by making them
> bigger, would solve these problems.

Attenzione che questo passggio assume una buona fede incompatibile con
la comprensione della programmazione statistica.

In altri termini: o chi sosteneva di credere questa sciocchezza non comprendeva
il funzionamento di una "rete neurale artificiale" [1] o stava ingannando
gli interlocutori.

E visto che comunque dei risultati tecnicamente interessanti (ancorché
inutili) queste persone li hanno ottenuti, mostrando adeguata comprensione
tecnica di tali macchine virtuali, siamo costretti a scartare la prima ipotesi.


Giacomo

[1] meglio descrivibili come mappatori statistici di vettori / vector mapping 
machines

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