Grazie Giacomo,
                credo di aver capito; ci torno su m.


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Da: Giacomo Tesio <[email protected]>
Inviato: venerdì 6 marzo 2026 14:26
A: Marco Ricolfi <[email protected]>
Cc: [email protected]
Oggetto: Re: R: [nexa] R: keep android open

Ciao Marco,

On Thu, 5 Mar 2026 22:31:33 +0000 Marco Ricolfi wrote:

> Quando dici che Google vincola contrattualmente i produttori di
> smartphone affinché limitino gli acquirenti di tale hardware, cosa
> vuoi dire esattamente?

nulla di nuovo, in realtà:

https://dazeinfo.com/2023/11/16/google-samsung-8-billion-deal-stay-default-on-samsung-mobile-phones-tech-giants-courtroom-secrets/<https://url.de.m.mimecastprotect.com/s/OPxPCPjnBAsWRKJT0hESx6dZK?domain=dazeinfo.com>

Google stabilisce contratti stringenti con i produttori di cellulari
che includono i suoi software proprietari (necessari al funzionamento
di un android, che è solo parzialmente open source): è grazie a questi
contratti che può far limitare a livello hardware la scelta degli
acquirenti, costringendoli a mantenere i propri prodotti come Google
Play, GMail o i Google Play Services.
Software che possono essere disabilitati (forse...), ma non rimossi.
A meno di rootare il cellulare, un processo fuori dalla portata della
maggioranza degli acquirenti e che tipicamente invalida la
garanzia dell'hardware acquistato.


Analogamente, è e sarà sempre più difficile installare software che
Google non vuole si diffondano (NewPipe, Tabular, PipePipe etc...).

Tutto quel "ecosistema" che descrivi, si basa su questi accordi
commerciali anti-concorrenziali fra Google e i produttori hardware.


Per far venir giù il castello di carte sarebbe sufficiente imporre ai
produttori di hardware (inclusi smartphone e tablet) che vendono in
Unione Europea l'obbligo di garantire agli acquirenti il pieno possesso
dei dispositivi venduti, con la ovvia possibilità di installare,
sostituire o disinstallare qualsiasi software di proprio gradimento.

Esattamente come avviene per qualsiasi desktop PC.


Insomma, mentre Apple si fabbrica gli iPhone su cui mette il proprio
sistema operativo e le proprie barriere di ingresso, per gli altri
smartphone e table esiste un mercato "tradizionale", il cui
funzionamento viene alterato da queste pratiche anti concorrenziali
di Google.


Giacomo

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