> i numeri della resistenza italiana al nazifascismo non arrivano al 7 per 
> mille, altro che 7 per cento...
> E la narrazione di Thiel e Karp (vedasi manifesto Palantir) è 
> sorprendentemente simile a quella dei loro epigoni dell'epoca...

Già, ma chi erano quei 300000? 
C'erano, certo, i partigiani contadini, operai, ma una parte consistente, 
specie nell'organizzazione politica, nella propaganda clandestina, era composta 
da 
liceali educati al pensiero critico (all'epoca il classico batteva lo 
scientifico 3 a 1 con oltre il 30% di iscritti).
Questi ragazzi avevano maturato una ripugnanza verso il regime, le leggi 
razziali e la guerra tale da rischiare la vita.
E la vita l'avrebbero sicuramente persa in gran numero se non fossero stati 
organizzati, in formazioni, in battaglioni, in brigate. Era già una lotta 
impari, figuriamoci da soli.

Veniamo ad oggi.
Chi sono questi 3 milioni fuori dai social? Non mi risulta ci siano studi in 
merito. Immagino che una parte consistente sia formata da anziani e/o da 
persone con patologie tali da non permettere loro l'utilizzo di un apparecchio 
informatico.
Ma mettiamo che ci siano, tra questi, 300000 giovani.
Dove sono? Si vedono tra di loro? Si organizzano, discutono, propongono 
alternative?
Una volta c'erano i Lug. A casa conservo ancora il manifesto del LinuxDay che 
organizzammo nel 2003, due titoli: "Il pluralismo del software nella pubblica 
amministrazione" e "Hacker: eroi della rivoluzione informatica". Ventitre anni 
dopo, come dimostra il post dal titolo "Cloud Defence, an exposed European 
flank" di qualche giorno fa, il software nella P.A. è saldamente in mano alle 
BigTech.

A.

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