Riporto qui un post di Alberto Puliafito, pubblicato su Facebook::
https://www.facebook.com/share/p/18kiudNQqK/

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🦜🤖 Ci sono molte cose interessanti nelle precisazioni di Emily Bender sui
pappagalli stocastici. Queste precisazioni, finalmente, potrebbero aiutarci
a depurare il dibattito e a concentrarci sulla parte del lavoro di Bender
che è davvero importante: lo studio e la critica dei rapporti di potere
dentro l'industria delle intelligenze artificiali.

Ma andiamo con ordine.

La prima cosa interessante è il fatto stesso che ci sia stato il bisogno,
cinque anni dopo la pubblicazione di "On the Dangers of Stochastic
Parrots", di fare delle precisazioni.

La seconda è il chiarimento sul fatto che "pappagalli stocastici" è solo
una metafora e non un'ipotesi empirica.

La terza è il fatto che secondo Bender "pappagalli stocastici" non dovrebbe
essere usato come "insulto" nei confronti della tecnologia. Suo malgrado,
però, è quel che è stato fatto.

La quarta e più importante, per me, è questo passaggio qui sulla
comprensione: "It is true that image/text models, for example, that can be
used to map from linguistic strings to images or vice versa, can be argued
to meet the definition of understanding in Bender & Koller 2020 — albeit in
an extremely thin way".

Si può provare a sostenere che questa non sia una retromarcia. Ma è una
retromarcia bella grossa, per quanto manovrata con delicatezza e ottima
arte retorica. Nel 2020, nel 2021 e fino al 2024 almeno, Bender affermava
che non si potesse parlare di "understanding" da parte dei modelli secondo
la sua stessa definizione. Adesso, invece, c'è uno spiraglio. E uno
spiraglio è diverso da "non c'è understanding". Molto diverso.

Da qui in avanti mi aspetto una serie di lente ma inesorabili operazioni di
riposizionamento da parte di molte persone che hanno usato –
impropriamente, come dice oggi Bender stessa, finalmente – la metafora dei
pappagalli stocastici per sminuire i large language model.

Ovviamente gli errori e i danni fatti dai detrattori e dai minimizzatori
non verrano mai riconosciuti come tali, ma questo è comunque un punto di
non ritorno sia per i critici a priori di queste tecnologie sia per chi ha
usato i pappagalli per costruirsi un posizionamento personale.

La metafora – non ipotesi empirica – dei pappagalli stocastici, per quanto
affascinante, era già riduttiva quando è stata proposta. In questi cinque
anni lo è diventata sempre di più ma nel frattempo è diventata addirittura
identitaria, ingombrando il dibattito e portandolo completamente fuori
fuoco.

Adesso che quella metafora perde i pezzi, resta, appunto, la parte del
lavoro di Bender che era la più utile fin dall’inizio: la critica al potere.

Link:

1) Climbing towards NLU: On Meaning, Form, and Understanding in the Age of
Data (Emily M. Bender, Alexander Koller, 2020)
https://aclanthology.org/2020.acl-main.463/

2) On the Dangers of Stochastic Parrots: Can Language Models Be Too Big? 🦜
(Emily M. Bender, Timnit Gebru, Angelina McMillan-Major, Shmargaret
Shmitchell, 2021 https://dl.acm.org/doi/10.1145/3442188.3445922 )

3) Stochastic Parrots 🦜: Frequently Unasked Questions (Emily M. Bender,
https://medium.com/@emilymenonbender/stochastic-parrots-frequently-unasked-questions-49c2e7d22d11
)

4) Video, Chatbot Critics: Chatbots as Stochastic Parrots, Emily M. Bender
https://www.youtube.com/watch?v=f4OZ7B2iP_E

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