Abbiamo depositato davanti al Tribunale di Pisa un ricorso in via
d’urgenza ex art. 700 c.p.c. contro Banca Popolare Etica, per ottenere
il ripristino immediato dell’operatività del nostro conto corrente.

Il 26 agosto l’OFAC statunitense ha inserito Autistici/Inventati nella
lista SDN di soggetti sanzionati, ai sensi dell’Executive Order 13224.
Il 1° settembre la banca, con incredibile solerzia, ha disposto una
“limitazione temporanea dell’operatività” del conto, sospendendone ogni
tipo di possibile operazione, senza indicare alcuna norma a fondamento,
senza fissare un termine, senza chiederci un solo documento. Non siamo
sottoposti ad alcun procedimento in Italia, non figuriamo in alcuna
lista ONU o dell’Unione europea, non abbiamo ricevuto alcuna specifica
contestazione. Siamo stati inclusi in un regime sanzionatorio da parte
del governo degli Stati Uniti in mancanza di alcun contraddittorio,
senza nessuna possibilità di difesa e senza che sia mai stato richiesto
di intervenire per la rimozione di particolari contenuti o per
adeguarci a previsioni di legge presuntamente violate.

Nessuna norma che abbia efficacia all’interno dell’ordinamento italiano
impone di congelare fondi sulla base di una designazione statunitense.

A noi la banca ha scritto di star facendo non meglio specificati
«approfondimenti istruttori». Al pubblico, lo stesso giorno, ha
dichiarato che il conto aveva fino alla designazione un’operatività
regolare e un profilo antiriciclaggio medio, indicando come ragione
vera il timore di sanzioni secondarie americane. 

In verità, non c’era nulla da approfondire. Una banca che ha fatto
dell’etica la propria ragione sociale non solo ha compiaciuto
spontaneamente e senza esservi tenuta un ordine esecutivo proveniente
da uno stato straniero, che nessuna legge italiana o europea le impone
di applicare, ma è addirittura andata oltre i desiderata di chi si
crede padrone del mondo, anticipando perfino il termine del 25
settembre concesso dalla licenza generale OFAC n. 36 per la definizione
dei rapporti in corso.

Chiediamo al Tribunale il ripristino della piena operatività del
rapporto; in subordine, il trasferimento del saldo su un conto di
nostra indicazione.

Se l’iscrizione in una lista amministrativa straniera, decisa senza
contraddittorio e senza controllo giurisdizionale, basta a privare
un’associazione europea dell’accesso ai propri fondi, diviene evidente
che il perimetro delle libertà associative in Italia cessa di essere
garantito come la Costituzione impone e viene a essere sottratto al
controllo sia del legislatore che dei giudici italiani.

A fronte di tutto questo, l’unica esigenza etica che vediamo è
resistere a questa plateale violazione dello stato di diritto.

https://keepitfree.ai/it/announcements/ai-odv-presenta-ricorso-contro-banca-etica/
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