http://daily.wired.it/news/internet/2012/06/01/come-funziona-liquid-feedback-346667.html

LiquidFeedback, la piattaforma per la politica partecipata

Si può decidere (e votare) in Rete? Il quesito è attuale, in un momento in cui 
la richiesta di trasparenza nel processo decisionale si sta facendo sempre più 
insistente e in cui il peso dell'opinione pubblica si sta facendo rilevante. La 
piattaforma open source LiquidFeedback dà una prima risposta. Fra gli 
ingredienti della scalata politica del Piratenpartei (Partito Pirata tedesco), 
è utilizzata dallo scorso dicembre dal Partito Pirata italiano. E Wired.it si è 
addentrato nella soluzione con uno dei pirati nostrani. " Per entrare in 
LiquidFeedback", ci spiega Carlo Brancati, " bisogna iscriversi al partito e 
ottenere la certificazione di un altro pirata". In questa fase l' 
autenticazione tramite documento di identità e, una volta spostatici su 
Internet, risolve il problema dell'anonimato in Rete. L'impossibilità di 
esprimere il proprio parere in maniera certificata e certificabile è infatti il 
grande limite delle interrogazioni online: chi si espone su, ad esempio, 
firmiamo.it o avaaz.org può farlo svariate volte. Su LiquidFeedback i pirati 
possono comunque decidere di non presentarsi con nome e cognome, ma l'eventuale 
nickname corrisponde a un'identità precisa e avente diritto di un voto. 

Chiunque può fare un proposta e sottoporla al giudizio popolare in un 
determinato lasso di tempo. Ed è possibile concedere la delega a un altro 
utente nel caso in cui sia più competente in una determinata materia o riscuota 
la fiducia di chi ha deciso di non esprimersi direttamente. " Si tratta di una 
sorta di assemblea permanente", racconta Brancati e sostituisce qualsiasi altra 
forma di votazione. Quello che viene deciso in LiquidFeedback è legge, 
all'interno del partito chiaramente. Il numero di utenti attivi in Italia è 
limitato, " gli iscritti sono 80 e a partecipare siamo in una trentina", ma gli 
oltre 8mila iscritti alla piattaforma tedesca costituiscono un esempio 
rilevante del funzionamento della stessa. Se la partecipazione aumenta, ci 
tiene a sottolineare Brancati, " non si rischia che il potere si accentri sui 
singoli, finché si è in pochi e c'è il sistema delle deleghe è così, ci sono 
persone che possono fare il bello e il cattivo tempo". 

Le deleghe, è bene precisarlo, si possono revocare qualora l'utente non si 
senta più rappresentato dalla persona inizialmente scelta e si sono dimostrate 
essere in Germania il tratto distintivo della soluzione, fungendo dal fil rouge 
fra democrazia rappresentativa e partecipativa. Brancati parla anche di " 
dittatura degli attivi", altra problematica legata alla presenza di pochi 
soggetti: se a una proposta si danno pochi giorni di tempo per essere votata è 
possibile che l'utenza meno incline a connettersi rimanga tagliata fuori. 
L'assenza di moderazione e di limiti al genere di proposte rischia inoltre di 
portare a un' estremizzazione del concetto stesso di democrazia e a rendere 
vana l'utilità della piattaforma: " Con i grandi numeri non accade, è la 
comunità a selezionare quello di cui vale pena discutere", ritiene Brancati. 
Anche Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale e iscritto al partito, è 
convinto che per quanto caratterizzata da " difetti di gioventù come qualsiasi 
progetto sperimentale" la soluzione possa essere sfruttata su larga scala e 
andando a integrare i classici sistemi elettorali. 

Il Movimento 5 Stelle, ci spiega Mattia Calise, " sta valutando in alcune zone 
l'utilizzo di LiquidFeedback. Per ora non votiamo online perché c'è il problema 
dell'autenticazione, la legge italiana non lo permette". Il giovane consigliere 
comunale milanese spiega che Internet viene sfruttata durante la redazione dei 
progetti, pubblicati sulla piattaforma di scrittura condivisa PBworks, o come 
mezzo per raccogliere le candidature. " Per scegliere il portavoce candidato 
sindaco di Milano abbiamo dato la possibilità di compilare un form online, 
caricare il proprio curriculum, una foto e un video di presentazione", racconta 
Calise. La selezione da parte degli iscritti al movimento è però avvenuta in 
una sede fisica. 

Anche per ciò che concerne LiquidFeedback l'aspetto della consultazione è 
particolarmente interessante. Si pensi al dibattito in corso su presidente e 
commissari Agcom in via di elezione: trasferire la discussione preliminare su 
una piattaforma di questo tipo garantirebbe quella trasparenza invocata a gran 
voce e permetterebbe a chi vuole farsi avanti di proporsi in maniera esaustiva. 
E, appunto, trasparente.



_______________________________________________
Open mailing list
[email protected]
http://lists.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open

Rispondere a