Il Manifesto pagina 6
Titolo: "Le 5 stelle un partito proprietario"
di Matteo Bartocci 

E’ un “portavoce” del partito, come del resto ce ne sono migliaia. Tanti quanti 
sono i membri, gli iscritti, perché per i pirati funziona così: chiunque può 
rappresentare il gruppo, anche in tv. Basta che presenti le posizioni 
“ufficiali” del partito, non le proprie. Carlo von lynX (il suo nickname in 
rete), informatico e musicista, all’apparenza meno di quarant’anni, è dunque un 
“portavoce” del Piratenpartei. Ma da qualche giorno ha una “qualifica” in più. 
I pirati tedeschi gli hanno assegnato il compito di occuparsi dell’Italia. Di 
tenere i rapporti, insomma, coi “cugini” del partito pirata italiano.
Il suo nuovo incarico lo porta in questi giorni nel nostro paese. Parteciperà 
ad un dibattito nel salotto tv di Gad Lerner, poi sarà ad un incontro pubblico 
alla festa di Sel a Roma e altre iniziative.

D. Il partito pirata parla sempre più di democrazia, di partecipazione. Si ha 
la sensazione che i vostri temi forti – la battaglia contro i padroni del 
copyright, per una cultura e un sapere condiviso – siano stati messi un po’ da 
parte.

Anche in Germania, proprio come in Svezia, il movimento dei pirati è partito 
con una rivendicazione di libertà: libertà di usare e di condividere le 
conoscenze, la cultura, i libri, la musica. Poi, però, gradino dopo gradino, 
con l’apporto di migliaia di suggerimenti, il nostro programma s’è arricchito. 
E oggi credo che sia proprio quella la nostra idea-forza: la partecipazione, la 
democrazia partecipata.

D. Non è proprio un’idea originalissima, se n’è già parlato.

A parte che potrei risponderti che molti la propongono ma pochi la praticano, 
ti dico che a differenza di altri, noi abbiamo trovato un qualcosa in più. 
Esattamente quel “qualcosa” che spiega gran parte del nostro successo...

D. A cosa ti riferisci?

Alla Liquid Feedback.

D. Di cosa si tratta?

Formalmente di un software ma in realtà è molto di più: è un nuovo modo di 
concepire la democrazia. Funziona così: i membri di un gruppo, in questo caso 
il Piratenpartei, possono proporre e scrivere un progetto, su qualsiasi 
argomento. Se la proposta riscuote un'interesse di base da parte degli altri 
membri, passa il primo quorum ed entra in quella che chiamiamo “fase di 
dibattito”. Tutti possono proporre integrazioni, modifiche; anche modifiche 
sostanziali, in forma di proposte alternative. Dopo una fase di verifica si 
arriva al voto. Con una grande differenza però rispetto ai metodi tradizionali. 
Perché qui si afferma il principio della delega: se io non sono competente su 
una materia affido il mio voto ad una persona più esperta di me. Delega che 
posso ritirare in qualsiasi momento. E poi, soprattutto, a quel punto entra in 
funzione il metodo Schulze. E’ un algoritmo che determina la sintesi fra tutti 
i voti espressi. Sì, perché col voto un iscritto non si limita a indicare la 
sua preferenza ma può anche indicare la tesi che lo convince di meno, può 
indicare una graduatoria di preferenze rispetto alle soluzioni proposte. Il 
metodo Schulze traduce tutto ciò, in una proposta unica.

D. Più o meno, insomma, come avviene in Wikipedia…

Il metodo, all’inizio, potrebbe somigliargli. Con una differenza però, 
sostanziale: qui non ci sono moderatori. Qui tutti pesano allo stesso modo.

D. Da come parli sembra che un software possa sostituire la politica, è così?

Veramente resta sempre politica anche dentro quel software. Eliminiamo 
solamente alcune strutture verticali che fino ad oggi erano inevitabili. E poi 
noi pirati la politica la facciamo anche in strada. Proprio oggi a Berlino le 
persone sono scese in piazza contro Acta, l’accordo internazionale che se 
ratificato distruggerà la libertà in rete. Persone vere, non virtuali.

D. Ti sei fatto un’idea da dove viene il vostro successo elettorale? A quali 
partiti, insomma, avete preso i voti?

Ci sono studi e statistiche. A Berlino abbiamo pescato nell’elettorato di 
sinistra ma soprattutto dall’area del non voto. Poi, negli altri Land, abbiamo 
preso davvero da tutti i partiti.

D. Avete “pescato” a sinistra, dici. Eppure, tanta parte della sinistra vi 
accusa di essere indeterminati, vaghi quando si parla dei grandi temi 
dell’economia, del dominio della Bce, della dittatura finanziaria in Europa.

E’ un tema complessissimo. In Liquid Feedback abbiamo sviluppato una dozzina di 
modelli nel tentativo di tenere assieme il welfare ed un'economia sostenibile. 
Io penso che ne uscirà un’idea visionaria, probabilmente. Ma sarà la sintesi 
fra le aspirazioni e l'intelligenza collettiva di migliaia di persone.

D. L’ultima domanda è sull’Italia. Qualcuno, fra gli osservatori più 
superficiali, accosta i pirati tedeschi a Beppe Grillo. Considerate le “5 
Stelle” un pezzo del vostro movimento?

Da quel che vedo sono diversi i partiti e le forze  politiche italiane che 
simpatizzano - o dicono di simpatizzare - coi pirati. Io credo, però, che un 
buon metodo di indagine, se si vuole capire la situazione, sia quello di 
partire dagli Statuti. In Germania facciamo così. Bene, nel caso del “5 Stelle” 
mi sono trovato di fronte ad un non-statuto, come lo chiamano, che invece di 
definire metodi democratici di organizzazione prevede solamente il copyright 
del marchio. C’è qualcuno, insomma, proprietario del movimento, c’è qualcuno 
che ne può disporre. E’ un approccio assolutamente incompatibile al nostro. A 
noi piacciono gli statuti con la partecipazione orizzontale. Esattamente come 
quello del partito pirata italiano.

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Nella pagina c'è anche una schedina dal titolo: "Dopo la Germania sbarcano in 
Italia", una decina di righe ma quella 
non riesco proprio a "controlvuarla"
Ciao


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