Il giorno 17/giu/2012, alle ore 12:05, Open: Shining wrote

> non vedo male, nello spirito della dodicesima
> disposizione finale della Costituzione, rimarcare l'estraneità del
> fascismo alla società democratica. Questo, oltre a essere testimonianza
> dei valori fondativi, può servire a disarticolare organizzazioni grosse
> e pericolose quando alzano troppo la cresta. ;-)
> 

+1, +10,  +100, + 1000 
(citazione dalla celebre frase del Che: 
"Dieci, cento mille Vietnam...")

La discussione scherzosa si è fatta seria (se restiamo sullo scherzo, direi
che sono contrario al punto "9" della filastrocca: sono in cassa integrazione
ma non voglio "lavorare". Voglio un reddito. Il lavoro non mi ha mai
appassionato molto...). Ed io credo che shining abbia perfettamente
ragione.

Sia chiaro, però, neanch'io, come Shining del resto, credo che Marco abbia 
torto.
Soprattutto quando
> Marco scrive: "Questo senza contare che se passa il principio
> che puoi proibire le idee, poi rischi di perdere il controllo su quali 
> vengono proibite. 

E' vero, e ne abbiamo tutti conferma quotidiana. Anche la parte più avanzata
e aperta della comunità ebraica romana, per esempio, è convinta che non
servano la proibizione o i divieti. Non serve, insomma, il silenzio attorno al
nazifascismo. Al contrario serve parlarne, discutere, informare. Io credo
però che la soluzione sia più semplice di quanto possa sembrare: perché ricordo
un'intervista ad un pirata tedesco, ora non ricordo il giornale nè il periodo ma
comunque pocotempo fa, nella quale si diceva molto semplicemente (a proposito 
dei tentativi
di infiltrazione neonaziste fra i pirati): "Non ce n'è la possibilità. Noi 
siamo 
intolleranti con gli intolleranti". Credo che ribadirlo in ogni occasione
serva a qualificarci.

L'ultima, sull'analisi storica di Marco. Vedi, io ho passato - come te credo - 
quegli anni drammatici. Ora mi fanno paura, soprattutto perché vedo che 
a destra vogliono ricreare quel clima. Da tempo, ho fatto una scelta pacifista.
Che non è però porgere l'altra guancia. E' qualcosa di diverso. Non uso, nè
userò mai la violenza e la sopraffazione, non per una scelta etica - o solo 
etica - 
ma perché penso che qualsiasi autorità si instauri con questo metodo, sia già 
compromessa. Sia già malata, corrotta. La violenza è tipica dei miei nemici, 
non accetto le loro logiche. 
Detto, questo, però....  sono costretto a fare ulteriori riflessioni. E penso 
che
quando 35 anni fa, a piazza Risorgimento, siamo stati costretti a difendere 
con i bastoni e i sassi, il diritto a tenere aperta la sezione del Pci, non 
abbiamo
fatto violenza. Anche se qualcuno fra i criminali fascisti s'è trovato con la
testa rotta. Penso che abbiamo difeso la democrazia. Per tutti, anche per i 
fascisti.
E ancora... Ti ripeto. Non solo non mi piace il clima degli anni '70. ma ne ho
paura. Paura vera, perché mio figlio diciassettenne - militante di un 
collettivo 
antagonista - rischia di diventarne vittima. Costretto molte sere ad andare a 
dormire dalla
madre, perché sotto casa mia stazionano quelli di "Casa Pound". Io non 
so se il mio amico Sansonetti abbia fatto bene o male ad andare a confrontarsi 
con loro
in assemblee pubbliche. Non lo so, io non avrei nulla da dir loro, per cui
non ci sarei andato. Ma può essere che sia io a sbagliare. So però che vorrei 
che 
la sede di casa Pound qui sotto casa fosse chiusa. In qualsiasi modo...
Ciao
s.

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