http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/08/porcellum-dell%E2%80%99informatica-pubblica/319974/

 di Guido Scorza | 8 agosto 2012


E’ una storia che ha dell’incredibile, un autentico porcellum di mezza
estate che vale miliardi di euro e che minaccia di compromettere, per
sempre, il sistema degli appalti pubblici in materia di beni e servizi
informatici, garantendo lauti guadagni ai soliti amici degli amici, in
danno, naturalmente, della pubblica amministrazione e, dunque, delle
nostre tasche.

Eccoli i fatti che, da soli, raccontano la rilevanza degli interessi in
gioco e la caparbietà con la quale i protagonisti del porcellum hanno
perseguito il loro obiettivo.

Nel giugno di quest’anno, con il c.d. Decreto Legge sviluppo il Governo
ha affidato alla Consip S.p.A. – la società che ha in carico la gestione
della più parte degli appalti pubblici in materia di informatica e
telecomunicazioni – l’emissione dei pareri di congruità
tecnico-economica che le pubbliche amministrazioni devono richiedere
prima di procedere all’acquisto di beni o servizi informatici.

Per avere un’idea di quanto vale la partita, basti pensare che i pareri
riguardano, ogni anno, contratti che valgono, in media due, tre miliardi
di euro che, in una buona metà dei casi coinvolgono direttamente Consip
come centrale di committenza.

Si trattava di un’evidente anomalia giacché si chiedeva a un soggetto
direttamente coinvolto nella vendita dei beni e servizi di pronunciarsi
sulla congruità della vendita stessa.

Passano un pugno di giorni – esattamente cinque – e lo stesso Governo,
con il Decreto Legge Crescitalia, affida le medesime funzioni alla Sogei
S.p.A..

Dalla padella alla brace, perché la Sogei è la società di Information &
Communication Technology del ministero dell’Economia e delle Finanze,
uno dei più grandi fornitori di servizi informatici e telematici
operanti sul mercato ed ha, ovviamente, rapporti e relazioni commerciali
con altrettanti fornitori di analoghi servizi.

Affidare a Sogei il compito di emettere i pareri di congruità sui
contratti che la pubblica amministrazione dovrà concludere in materia
informatica e telematica e come affidare alla Fiat il compito di
emettere i pareri di congruità sugli acquisti di autoveicoli da parte
della pubblica amministrazione.

Qualcuno deve aver rilevato l’insostenibile anomalia perché in sede di
conversione del Decreto Legge, il compito di emettere i pareri di
congruità viene attribuito alla neonata Agenzia per l’agenda digitale
italiana, il nuovo ente pubblico – istituito proprio con il decreto
legge Sviluppo – chiamato a sostituire Digit Pa, l’agenzia per la
diffusione delle tecnologie dell’innovazione e il dipartimento per la
digitalizzazione della Presidenza del consiglio dei Ministri frattanto
soppressi.

Fine della storia dunque e vittoria del buon senso?

Neppure per idea.

Le solite lobby affaristiche italiane non gettano la spugna e così,
quasi a sorpresa, la materia finisce con l’entrare anche nella legge di
conversione del decreto legge sulla spending review.

Siamo al paradosso perché viene previsto che, ferma restando la
competenza dell’Agenzia per l’agenda digitale ad esprimere i pareri di
congruità tecnico-economica, toccherà a Consip S.p.A. svolgere
l’istruttoria necessaria al loro rilascio.

Si affida ad un’Autorità, auspicabilmente indipendente, il compito di
esprimere un parere sulla base delle informazioni raccolte da una delle
parti coinvolte.

Ve l’immaginate un giudice chiamato a decidere sulla base delle sole
prove raccolte dall’imputato?

E’ un capolavoro di ipocrisia istituzionale che rischia di essere
pericoloso preludio alla restituzione “sostanziale” alla Consip del
compito di rilasciare i pareri di congruità tecnico-economica.

L’espletamento dell’attività istruttoria, si tradurrà presto nella
redazione dei pareri che saranno poi trasmessi all’Agenzia, ridotta al
ruolo di mero vidimatore delle opinioni confezionate dalla Consip.

Ciò che il Parlamento ha fatto uscire dalla porta, rientrerebbe così
dalla finestra.

Altro che spending review, Sviluppo Italia e Crescitalia.

Miliardi di euro ogni anno saranno amministrati secondo le logiche di
sempre e, anzi, probabilmente peggio e l’interesse ad una reale
informatizzazione del Paese cederà, ancora una volta, il passo agli
interessi economici di pochi esattamente come accaduto sin qui.


-- 
lilo
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