Bersani, Monti e Berlusconi vogliono comprare gli F-35.

A tutti i costi.

A Presa Diretta solo Ingroia e Grillo dicono No!

Un cacciabombardiere F-35 costa più di 500 milioni di euro. Fatti i conti 90 
F-35 ci costeranno più di 46 miliardi di euro. Sono i costi spaventosi 
denunciati ieri sera a Presa Diretta da Winslow Weeler, uno dei principali 
esperti americani di armamenti.

Ma Bersani, Monti e Berlusconi li vogliono comprare lo stesso. Ognuno lo dice a 
modo suo. Berlusconi dice che è contrario ma che deve rispettare gli impegni 
internazionali. Peccato che non ci sia alcun impegno e nessun obbligo. Monti 
accusa Bersani e Berlusconi di averli voluti, rivendica di averli tagliati ma 
conferma l’acquisto. Bersani fa un giro di valzer: non sono una priorità, forse 
li taglieremo, vedremo quando saremo al governo, ne discuteremo con i 
generali,.. e infine dice chiaramente che non possiamo farne a meno.

A Presa Diretta solo Antonio Ingroia e Beppe Grillo pronunciano un chiaro No 
agli F35.

Ma ritorniamo sul nodo più spinoso: i costi.

Fino a ieri sapevamo che un F-35 sarebbe costato 100-120 milioni di euro. Ma 
non avevamo preso in considerazione i costi di gestione e di manutenzione che 
sono pazzeschi. Facendo la somma si arriva alla più impressionante delle cifre: 
500 milioni di euro. Che moltiplicata per 90 F35 arriva a 46 miliardi di euro. 
Una somma enorme che saremo costretti a pagare nell’arco dei prossimi 20 anni.

E’ stato dimostrato che con questi soldi si possono creare 230mila posti di 
lavoro, investire sui giovani, sulla università, sulla cultura, costruire asili 
nido, sostenere le famiglie in difficoltà, costruire nuovi treni per i 
pendolari, mettere in sicurezza il territorio e le scuole,…

Gli F-35 sono una delle più mostruose armi da guerra mai esistite sulla faccia 
della terra. Sono vietati dalla nostra Costituzione che la guerra la “ripudia”. 
Sono una delle più spaventose macchine mangiasoldi della storia, macchine che 
tolgono letteralmente il pane dalla bocca a più di un miliardo di affamati e 
che oggi rappresentano un cappio appeso al collo dei nostri giovani.

Sono arrabbiato perché non si può prendere in giro la gente in questo modo. 
Sono arrabbiato perché non posso sopportare l’idea che noi facciamo queste cose 
mentre tanta gente muore letteralmente di fame, di sete, per la mancanza di una 
medicina o di un lavoro. Sono arrabbiato perché so che da oggi su questo 
scandalo torna a calare la censura e milioni di italiani torneranno a votare 
senza sapere quale cosa li aspetta.

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