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 L'origine dell'ingovernabilità
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La presente situazione politica lascia insoddisfatti molti, che continuano a 
contendersi maggioranze inesistenti, ed esterrefatti pochi che, non 
appartenendo ad alcuna fazione ma sentendosi UNO col TUTTO, s'interrogano se 
non sia meglio, in fin dei conti, un despota unico al posto di una miriade di 
tirannucci.

Da qualche parte esisterà pure nel mondo qualche pensatore che non sappia 
suonare soltanto un disco incantato senza mai intonare una nuova melodia. Ma il 
cercarlo può portarci via tanta di quella vita che sarà meglio provare ad usare 
il nostro modestissimo cervelletto, sperando di poterci capire qualcosa.


Ed in vero le cose appaiono semplici e le conclusioni chiare a chi osserva il 
mondo e ragiona con occhi e gangli propri. L'esserci fidati di una 
interpretazione della democrazia ridotta ai minimi termini del ricambio nei 
ruoli del solo àmbito di Governo ha causato:

1) una strutturazione della società in indissolvibili categorie,
2) un ammassarsi di ambizioni ed attenzioni verso i vertici,

con conseguente atavica, costante ingovernabilità che oggi si manifesta in 
tutta la sua purulenza.


Ora distacchiamoci da tutto questo e proviamo ad immaginare una Democrazia che, 
fin dal primo momento della sua dichiarazione, più di sei decenni fa, avesse 
periodicamente restituito, come avrebbe dovuto, il Pubblico Impiego al popolo 
sovrano, permettendo la partecipazione a turno di ogni cittadino preparato. La 
società si sarebbe strutturata in modo ben diverso. Essa avrebbe avuto, sì, al 
suo interno alcune categorie le cui arti ad elevata specializzazione 
difficilmente potevano essere praticate da tutti, ma avrebbe beneficiato anche 
di una maggioranza di umani capaci di compiere, con breve addestramento, gran 
numero di lavori, mestieri e professioni.

Pensiamo alla tradizionale categoria dei notai, che sembrano fare chissà che 
mentre è provato (*) che ogni cittadino, con un corso e successivo esame di 
poco conto, può svolgere onorevolmente questa professione potendo quindi, se lo 
desidera, passare a far altro una volta che non la trovasse più interessante o 
redditizia. 

Un mare di attività vengono oggi svolte per tutta la vita da sempre gli stessi 
tizi, i quali non solo impediscono l'evolversi delle professioni ma si 
ritrovano barricati in chiuse scatole che poi è impossibile mettere d'accordo 
nelle verticistiche sedi di Governo, riducendosi la politica a mero mercato 
d'interessi particolari.


E proprio in questo sta la grande forza dell'Armonica Rotazione Sociale: 
construendo un Pubblico Impiego quale consistente serbatoio di attività 
lavorative cui possono, a turno, accedere tutti i cittadini preparati e 
desiderosi di servire, le categorie ad elevata specializzazione si riducono al 
minimo mentre il resto della società si struttura su base aperta e dinamica: 
FLUIDA. Così facendo non vi saranno più rappresentanze politiche separate da 
incrollabili quanto insormontabili interessi di parte e non conterà più chi 
salirà al Governo.

La società, grazie all'Armonica Rotazione Sociale avviata da un Pubblico 
Impiego partecipato a rotazione, viene su CONCORDE ed OMOGENEA. Non vi sono più 
insuperabili interessi a separare le persone ed al contrario l'interesse 
collettivo si afferma in modo estremamente chiaro e facile, avendo piena 
supremazia sui tornaconti privati. I vertici si riducono al minimo e perfino un 
Capo di Governo con forti poteri non fa paura, poiché ad eseguire i suoi ordini 
saranno non più acritici assunti a vita, fedeli al posto fisso, bensì attenti, 
coinvolti cittadini.


L'ingovernabilità non nasce oggi. L'ingovernabilità è stata costruita giorno 
dopo giorno da quei corrotti che, complice una marcia politica fondata sul voto 
di scambio, hanno commesso il crimine di tenersi a vita pubblici impieghi che 
avrebbero dovuto iniziare ad essere partecipati a turno fin dal primo respiro 
della Democrazia. L'ingovernabilità, come ogni altro problema di questa 
società, nasce dall'EMARGINAZIONE, dall'ESCLUSIONE, dalla SUDDITANZA cui 
veniamo costretti noi cittadini dagli accaparratori dei pubblici impieghi, 
ruoli e poteri.

Ora che lo sappiamo, avendolo dovuto capire da soli,
per i tanti ostacoli postici dai "baroni", "professori" e "saggi",
nulla sarà più lo stesso.


Danilo D'Antonio

Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M. (TE)

tel. 339 5014947


Armonica Rotazione Sociale
http://www.hyperlinker.com/ars/



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"... ogni cittadino può trasferire beni immobili, raccogliere dichiarazioni 
giurate, autenticare documenti ..."
     http://www.mininterno.net/fmess.asp?idt=14959


































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