La chiesa non esiste, esistono degli uomini in sottana che
spettegolano quello che gli fa piu' comodo. E esistono un po'
d'appertutto anche se non si fanno chiamare ne' preti, ne' chiesa. La
parte che da' fastidio e' quando ti dicono che 'ste porcate le possono
fare solo loro.

Vojo pure io la macchinetta che stampa passaporti.



Il 31 maggio 2013 18:46, Mauro Pirata <[email protected]> ha scritto:
> la chiesa riesce a convincere miliardi di persone a credere in un essere
> invisibile, che possiedere un sapere illimitato, che riesce ad essere
> contemporaneamente in tutte le parti del mondo, che fondamentalmente è
> buono ma che può portare disgrazie incredibili, che è uno ma più di uno
> allo stesso tempo.
> Ehi, ma questo è Internet!
> Te prego Mauro ... lascia Papaparolibero al posto suo ... dentro
> Flash. Vivo in un posto dove ci sono 60 milioni di credenti (di altra
> confessione) che supercazzolano in sanscrito ed e' già abbastanza
> difficile sostenere queste, figurati quelle di avvenire.it.
> Almeno, cazzo, prendile da qualcosa .va!!!
>
> La moltiplicazione dei pani avviene quando i giudei e i musulmani
> mostrano a quei deficienti dei cristiani che esiste il lievito e da un
> pesce e' possibile fare due filetti, cosi' come conservarlo con il
> sale in un luogo asciutto e strusciarlo piu' volte sul pane lievitato
> per dargli un ph (e quindi un sapore) meno neutro, sfamando decine di
> persone con quello che prima senza lievito e sale ne sfamava una sola.
> Da li' in poi siamo progrediti parecchio in termini di
> moltiplicazione: abbiano iniziato con metalli sempre piu' duri (era
> del rame, del ferro, dell'acciaio) nonche', grazie a ai vari motori a
> vapore/petrolii/alcolii/etc, a non dover piu' frustare la gente (ne'
> gli animali) per spostare pietre come gli ignavi dell'inferno dantesco
> affinche' il papa del momento fosse soddisfatto dalla sua piramiduccia
> casalinga a compensazione del suo vile augello, quindi siam passati
> dalle bighe allo shuttle... fino ad arrivare ai nanocosi che oggi
> stanno facendo ottime cose (es: batterie a durata maggiorata come le
> tette di una siliconata).
>
> Per quanto concerne la condivisione della cultura sono d'accordo col
> Papa solo perchè non implica la sottrazione di qualcosa a qualcuno ne'
> una sostanziale manipolazione chimica della materia, ma solo un
> modesto e trascurabile consumo di corrente elettrica facilmente
> reperibile con un pannellino solare da 4-5 euro che dura per 20 anni.
> Ma anche trascurando Galileo, temo che la chiesa abbia negato questa
> evidenza fin da quando zio Marx e' stato adottato da Stalin.
> Se anche lui riuscisse a spiegarlo in questi termini saremmo a
> cavallo... ma che dico a cavallo... cavalcheremmo dragoni... già ci
> teletrasporteremmo su Alpha Centauri per i pick-nick della domenica...
>
> Eccheccazzo. Dopo Papa Spataro che si voleva laureare acaro ce mancava
> pure il Papa Pirata.
>
>
>
>
>
>
> Il 31 maggio 2013 12:55, Mauro Pirata <[email protected]> ha scritto:
>> a volte succede dove meno te lo aspetti: anche Papa Francesco invita alla
>> Condivisione: «Quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza»
>> Pani e pesci come metafora della conoscenza e della cultura?
>> "Da dove nasce la moltiplicazione dei pani? La risposta sta nell’invito di
>> Gesù ai discepoli «Voi stessi date…», “dare”, condividere. Che cosa
>> condividono i discepoli? Quel poco che hanno. "
>> Ma è proprio quel poco che se condivisio è capace di sfamare tutta la
> folla.
>> "E sono proprio i discepoli smarriti di fronte all’incapacità dei loro
>> mezzi, alla povertà di quello che possono mettere a disposizione, a far
>> accomodare la gente e a distribuire quel poco che hanno che sfamano la
>> folla. Ma anche nella società, una parola chiave di cui non dobbiamo avere
>> paura è “solidarietà”, saper mettere, cioè, a disposizione quello che
>> abbiamo, le nostre umili capacità, perché solo nella condivisione, nel
>> dono, la nostra vita sarà feconda, porterà frutto. Solidarietà: una parola
>> malvista dallo spirito mondano!
>> Una solidarietà che mai si esaurisce, una solidarietà che non finisce di
>> stupirci: che vince il male, l’egoismo, la morte. "
>> e ancora:
>> "Gesù ci fa percorrere la sua strada, quella del servizio, della
>> condivisione, del dono, e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se
>> condiviso, diventa ricchezza, perché scende nella nostra povertà per
>> trasformarla."
>>
>>
> http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/Omelie/Pagine/CORPUS-DOMINI-2013.aspx
>>
>> --
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