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 Tutti a casa! Sì, certo, ma "tutti" chi?
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Arrivò Grillo (che voleva scoperchiare il Parlamento per liberarlo dalla massa 
adulterata), sta spopolando Renzi (che vuol rottamare anche lui a destra ed a 
manca), compaiono i Forconi (che vogliono pure loro mandar tutti a casa) ... ed 
ancora non si amplia la visuale e non si dirige lo sguardo, piuttosto che sui 
soli politici, verso coloro che, zitti zitti, si sono impossessati a vita 
(spesso nella sequela infinita di atti di corruzione dovuti alla logica del 
voto di scambio) di impieghi, poteri e ruoli, di redditi, risorse e spazi 
PUBBLICI, che appartenevano ed appartengono al popolo ed a questo andavano 
(appena dichiarata la Repubblica e conquistata la sovranità popolare) e vanno 
periodicamente restituiti.

E' incredibile come l'intera umanità (perché l'Italia non è dissimile da 
qualsiasi altro Paese di questo mondo) riesca a distinguere chiaramente le 
responsabilità dei politici (in effetti ben illuminati dai media) senza però 
mai accorgersi che questi, gli stessi governanti, sono figli (eticamente, 
intellettualmente e moralmente parlando) più dei CARRIERISTI PUBBLICI, dei 
dipendenti pubblici assunti a vita, che dei loro rispettivi genitori biologici. 
I governanti assurgono in carica a tempo determinato e dopo un po' anche i più 
longevi tra i politici (pur mantenendo abominevoli privilegi) decadono. Al 
contrario i CARRIERISTI PUBBLICI ce li dobbiamo sorbire e portare sulle spalle 
per l'intera durata della loro indegna vita.


Si rifletta una buona volta: non c'è stato un solo governante e politico che 
non abbia subìto l'acculturamento/addomesticamento scolastico, i retrogradi 
programmi di studio concepiti dai carrieristi pubblici, le teorie da loro 
ufficializzate. Come avrebbero potuto, persone sottoposte per decenni alla 
ininterrotta, massiva, spesso dottorale influenza di tre milioni di carrieristi 
posizionatisi in ogni ruolo dello Stato, delle Regioni, Province e Comuni, 
avere una sola idea brillante, indipendente, originale e realmente 
rinnovatrice? Non son dunque solo i politici che vanno rottamati: ogni singolo 
impiego, incarico, potere e ruolo pubblico, dal più umile al più elevato, deve, 
per PRINCIPIO DEMOCRATICO, tornare al popolo dopo un certo tempo. I TIRANNI si 
riconoscono dal fatto che, passano gli anni e perfino i decenni, a volte anche 
i lustri, te li ritrovi sempre davanti, perfino armati, ad imporre le loro 
dispotiche volontà. 


Non solo ai POLITICI di CARRIERA va sbarrato il passo. Vanno anche ed 
innanzitutto LICENZIATI i CARRIERISTI PUBBLICI. Proprio nella periodica 
restituzione di ciò che è pubblico, di ciò che è un bene comune (una proprietà 
collettiva) si configura il FONDAMENTO della DEMOCRAZIA. Pubblico Impiego 
Democratico: assegnato a tempo determinato. Non più un escludente concorso 
(teso a selezionare il peggior individuo, quello così arrogante, prepotente, 
presuntuoso, da pensare di potersi impossessare a vita di qualcosa che a tutti 
appartiene) bensì una inclusiva idoneità al ruolo decida l'ingresso nel settore 
pubblico. Chi vuol far carriera la faccia a casa sua (o comunque in ambito 
privato) non laddove è il popolo il legittimo proprietario.

Proprio alternandoci noi persone per bene, felici di tornare semplici cittadini 
una volta scaduto un temporaneo mandato pubblico, il mondo potrà iniziare a 
girare come avrebbe dovuto e potuto fin dal primo respiro della Res Publica. 
Licenziando coloro che, fedelissimi al posto finto-pubblico fisso, hanno 
applicato indegne leggi, da quelle concepite da politici incapaci contro ogni 
regola di buon senso, a quelle scritte su commissione di ogni cricca, elite, 
lobby e mafia che ha afflitto il Paese, quindi sostituendo costoro con persone 
NON interessate alla carriera ed al privilegio bensì dédite all'interesse 
collettivo, l'Italia inizierà un buon andamento che mai più, fintanto che il 
funzionale PRINCIPIO DEMOCRATICO verrà applicato, abbandonerà. Attorniati da 
coinvolti cittadini, non più da acritici CARRIERISTI PUBBLICI, lo stesso mondo 
politico farà un epocale balzo in avanti.


Affrontiamolo allora una buona volta 'sto benedetto tema della 
DEMOCRATIZZAZIONE delle ISTITUZIONI:


Il Gran Complotto degli statali
http://www.hyperlinker.com/ars/complotto.htm

Presupposti di legge per una P.A. a tempo determinato
http://www.hyperlinker.com/ars/quesiti.htm

Ridefinizione del Patto Sociale
http://www.hyperlinker.com/ars/patto_sociale.html

Pubblico: CONCORSO od IDONEITA' al ruolo?
http://www.hyperlinker.com/ars/idoneitas.htm


Finché le nostre ISTITUZIONI rimarranno una proprietà privata dei CARRIERISTI 
PUBBLICI, dei dipendenti pubblici assunti a vita od aspiranti tali, di coloro 
che son disposti a tutto per arraffare e mantenere un posto finto-pubblico 
fisso, mai nulla cambierà e s'aggiusterà veramente. Nel momento stesso in cui 
costoro saranno LICENZIATI, il mondo diverrà invece una vera, sfolgorante 
maraviglia!


Danilo D'Antonio

Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M. (TE)

tel. 339 5014947


La DEMOCRAZIA esca dal Parlamento
e si spanda per l'intera Res Publica:

coinvolgendo non più solo l'ambito delle DECISIONI
ma innanzitutto quello delle MANSIONI pubbliche.

Licenziare i TIRANNI è un sacro diritto e dovere democratico!
Prendiamo coscienza: DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE della RES PUBLICA.
















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