Quella storia non è ancora finita, ma pare che ci siano novità.
Il discorso è peggio del solito, da una parte libertà d'informazione
e *riproducibilità scientifica*. Dall'altra, una falsa sensazione di
sicurezza.

Sent to you by Cal. via Google Reader: La ricerca censurata
sull’aviaria via Il Post by Il Post on 12/21/11

Il National Science Advisory Board for Biosecurity, un comitato del
ministero della Salute degli Stati Uniti, ha chiesto a due delle più
importanti riviste scientifiche al mondo di non pubblicare i dettagli
di alcuni esperimenti nel timore che possano essere usati dai
terroristi per creare virus letali e nuove epidemie. Il Board si occupa
di supervisionare la diffusione di informazioni scientifiche che
potrebbero rivelarsi pericolose per la società e fino a ora non aveva
mai formulato una simile richiesta, spiegano Denise Grady e William J.
Broad sul New York Times. Gli esperimenti su cui si chiede il silenzio
sono stati realizzati negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi per creare
forme di virus di influenza altamente trasmissibili tra gli esseri
umani. Simili informazioni potrebbero essere usate per creare epidemie
su larga scala, un’eventualità altamente pericolosa.

I ricercatori hanno prodotto in laboratorio una serie di varianti del
virus A(H5N1), quello dell’influenza aviaria che nel 1997 infettò
diciotto persone a Hong Kong, uccidendone sei. Nei dieci anni
successivi questo virus ha contagiato almeno 300 persone, uccidendone
almeno 200 soprattutto nel sud est asiatico e in altre aree della Cina,
dell’Iraq, dell’Egitto e della Turchia. Come dimostrano i dati, gli
effetti del virus possono essere letali nella maggior parte dei casi,
ma fortunatamente la malattia rimane sporadica e insorge solo in
determinate circostanze e per contagio da animale (in genere pollame) a
uomo, e solo in rarissimi casi tra esseri umani, senza diffusione oltre
la prima generazione di contatti (Harpo contagia Groucho, che però non
contagia Zeppo). Una mutazione potrebbe però rendere il virus più
facilmente trasmissibile tra esseri umani, rendendolo molto più
pericoloso.

Il Board ha chiesto alle riviste Science e Nature di non diffondere
alcuni dettagli sulle ricerche scientifiche legate agli ultimi
esperimenti su A(H5N1). Secondo i membri del comitato, sarebbe
consigliabile pubblicare solamente le conclusioni dello studio «ma non
i dettagli sulle sperimentazioni e i dati sulla mutazione che
consentirebbero di ripetere l’esperimento». Di fatto, il Board sta
chiedendo alla comunità scientifica di rinunciare, almeno in parte, a
uno dei pilastri del metodo scientifico: la possibilità di replicare un
determinato esperimento per verificarne l’efficacia e controllare la
fondatezza delle scoperte a esso legate.

Come ricordano sul New York Times, il Board non ha comunque il potere
di imporre una censura sui contenuti delle riviste scientifiche, ma
solo di comunicare consigli e offrire consulenze su che cosa sia
opportuno tralasciare per motivi di sicurezza. Il responsabile di
Science, Bruce Alberts, ha confermato di aver ricevuto le
raccomandazioni e di aver avviato un confronto, che porterà
probabilmente alla mancata pubblicazione di alcune informazioni sullo
studio. Alberts chiede però garanzie al governo degli Stati Uniti sulla
creazione di un sistema che permetta comunque agli scienziati che ne
avranno titolo di consultare il materiale non pubblicato.

Le due riviste scientifiche stanno discutendo da mesi con diversi
ricercatori e le autorità statunitensi l’opportunità di pubblicare le
ricerche. Gli scienziati che si sono occupati di una serie di
esperimenti nei Paesi Bassi hanno invece rivelato già alcuni dati,
anticipandoli nel corso di una conferenza a Malta lo scorso settembre.
I ricercatori sono tradizionalmente contrari alla censura di
informazioni che riguardano le ricerche scientifiche, ma secondo
Alberts i pericoli che potrebbero derivare dalla diffusione dei dati su
A(H5N1) devono spingere alla massima prudenza: «Si tratta di un momento
molto delicato, e dobbiamo essere cauti nel tipo di precedente che
stiamo per creare».

Le ricerche sui virus sono state condotte dall’Erasmus Medical Center
di Rotterdam (Paesi Bassi) e dalla University of Wisconsin-Madison
(Stati Uniti) con un finanziamento fornito dagli Istituti Nazionali di
Sanità (National Institutes of Health – NIH), un’agenzia del ministero
della Salute statunitense. Gli studi furono avviati per capire quali
eventuali cambiamenti genetici potrebbero rendere il virus più facile
da trasmettere tra gli esseri umani. Con questo sistema, i ricercatori
possono essere qualche passo avanti rispetto alla naturale evoluzione
del virus e quindi in grado di rilevare più facilmente i segnali che
indicano una sua trasformazione. I responsabili degli NIH speravano
anche di ottenere farmaci più efficienti per combatterlo.

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