Abbiamo qualche soluzione tecnologica riottosa da proporgli?

http://www.lavika.it/2012/01/telejato-chiude-pino-maniaci-e-in-pericolo/

>Potrebbe rischiare seriamente di essere ucciso nel giro di poche settimane

>Di Fabio Giuffrida

>La tv antimafia in tre stanze la chiama il quotidiano “La Repubblica”, quasi 
>sbalordito di come una tv così piccola sia in grado di destare tanto scalpore 
>e sia in grado, con mezzi e risorse appena sufficienti, di portare avanti una 
>battaglia più grossa di loro e che tanto gli è costata.

>Dalla rottura di quattro costole a Pino Maniaci ai danneggiamenti della 
>macchina di Telejato. La definiscono una tv comunitaria con sede a Partinico. 
>Una gestione familiare, uno studio più piccolo della vostra cucina e poca 
>tecnologia. Non ci sono le luci che eliminano le rughe di Barbara D’Urso né il 
>maxischermo che tutti gli studi Mediaset e Rai possono permettersi. Non si 
>pagano cachet: Maniaci non legge soltanto le notizie come avviene in un 
>normale telegiornale. E’ una conduzione atipica, con una durata piuttosto 
>lunga. E’ lui, in prima persona, che scende in strada, che dice la sua e che 
>fa grosse insinuazioni. Cose che tutti sanno e che vorrebbero dire ma che, per 
>un motivo o un altro, non dicono. Forse per paura, forse per omertà.

>Lui non ha paura di nessuno. Si fa il doppio nodo della cravatta: trucco che 
>gli ha insegnato il padre e che gli ha permesso di sventare un tentativo di 
>soffocamento da parte del mafioso di turno. Pino Maniaci non ama i salotti 
>televisivi né ama fare il “giornalaio” come qualche pseudo giornalista ancora 
>si ostina a fare. Non ama stare dietro una scrivania a comporre odi e fare 
>lodi. Ha la lingua lunga: non per leccare ma per sputtanare. Per smascherare 
>chi meriterebbe di stare in carcere e chi continua a stuprare il territorio 
>siciliano. Se non ce l’ha fatta la mafia ad eliminare Pino Maniaci, adesso 
>potrebbe riuscirci il digitale terrestre: per la tv comunitaria Telejato non 
>ci sarebbe più spazio e, quindi, sarebbe costretta a chiudere i battenti e a 
>mettere nel cassetto la sua storica battaglia contro la mafia. Il digitale 
>terrestre avrebbe dovuto garantire maggiore pluralismo d’informazione ma, 
>stando così le cose, aprirà le porte ai soliti potenti imprenditori e 
>regalando canali a gò gò alla Rai che non sa più cosa sperimentare: Rai 
>Storia, Rai4, Rai5, Rai Gulp.. Manca soltanto Rai “Boh”! Il problema non è 
>soltanto che Telejato potrebbe chiudere, il vero dramma è che Pino Maniaci 
>potrebbe rischiare seriamente di essere ucciso nel giro di poche settimane: la 
>Mafia opera al buio e solo al buio non ha paura di nessuno. Al buio può 
>uccidere, al buio la mafia si trasforma in un “bullo” e fa la strage.

>Se Telejato chiudesse, Maniaci diventerebbe un normale cittadino, povero e 
>pazzo, chiuso nella sua casa che, non avendo più potere mediatico, non conta 
>più niente. Non influenza più nessuno. Non fa paura a nessuno, e per questo 
>può essere eliminato. Tra l’indifferenza di tutti. Ma i più Pino Maniaci non 
>lo conoscono: sono troppo presi dalle dinamiche del “Grande Fratello” o ancora 
>dalle finte e odiose faccine di Barbara D’Urso. Pino Maniaci, e questo nessuno 
>lo sa, ha dovuto affrontare 300 querele e, udite udite, non è iscritto 
>all’Albo dei giornalisti. Ha sempre rifiutato di iscriversi perché non ne ha 
>avuto il tempo. Basta tornare indietro nel tempo, in realtà, per capire quale 
>fosse lo scopo dell’Albo e dell’Ordine dei Giornalisti: nati nel fascismo per 
>garantire “filtraggio e selezione politica” degli aspiranti giornalisti. Un 
>modo per dire: chi non si allinea ai “valori” del regime fascista, può 
>tapparsi la bocca. Chi ha una buona condotta e vuole trasformarsi in cassa di 
>risonanza del Duce, può pubblicare tranquillamente. E sembra quasi paradossale 
>pensare che Mussolini fosse un giornalista.. Fino ad oggi troppi sono stati i 
>giornalisti (e non i figli di papà, laureati magari in “Scienze della 
>Comunicazione” ma senza arte né parte) che sono morti per raccontare la 
>verità: da Giuseppe Fava a Peppino Impastato. Speriamo adesso non sia la volta 
>di Pino Maniaci. “Siamo tutti Telejato” chiede al Governo di riservare alle tv 
>comunitarie un numero di frequenze tali da garantire il pluralismo che la 
>nostra Costituzione contempla, ma che finora non è mai riuscita a garantire. 
>Vuoi per aver regalato ai partiti politici il servizio pubblico, vuoi per non 
>aver mai controllato l’informazione in mano ai privati, ai soliti editori 
>pieni fino al collo di conflitti d’interesse e d’implicazioni mafiose, vuoi 
>per gli insensati contributi all’editoria.
_______________________________________________
Open mailing list
[email protected]
http://ml.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open

Rispondere a