Questo in calce e' cio' che realizzate quando avallate un qualunque
desiderio censore, prima ancora cioe' che si traduca in fattispecie di
reato nei codici legali, e in relative procedure implementative.

Il mio pensiero non va alle 1910 vittime ma alla memoria dell'evento
che viene perduta con la chiusura dell'archivio che ne parla. La
memoria delle 1910 vittime e' solo una parte della perdita.

ciao

mfp


---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: fulvio sarzana <[email protected]>
Date: 17 febbraio 2012 17:28
Oggetto: Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno ordina la
chiusura preventiva del'intero  portale dedicato alla strage del
Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone, per una frase
ritenuta offensiva della reputazione degli  On. Domenico  Scilipoti
A: [email protected]


Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno ordina la chiusura
preventiva del’intero  portale dedicato alla strage del Vajont,
costata la vita nel 1963 a 1910 persone, per una frase ritenuta
offensiva della reputazione degli  On. Domenico  Scilipoti e Maurizio
Paniz,  e ordina a 226 Provider italiani di impedire ai cittadini
italiani di aver accesso al portale.

 Una metafora alpina di poche parole è costata cara ad un bellunese
titolare del portale informatico dedicato all’approfondimento sulla
strage del Vajont, Vajont.info.

Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno, su richiesta della
locale Procura, ha infatti disposto il sequestro preventivo del’intero
portale www.Vajont.info, il sito web  che raccontava, con immagini ed
articoli,  la storia della strage conseguente al crollo della diga del
Vajont del 1963, costata a tutt’oggi 1910 vittime.

La misura richiesta dalla Procura e disposta dal GIP, in virtù di una
frase sarcastica adottata nei confronti dei due parlamentari,  però è
stata adottata non solo nei confronti del portale ma anche a carico di
226 internet service providers italiani, ai quali è stato ordinato di
“inibire ai rispettivi utenti l’accesso all’indirizzo web
www.vajont.info, ai relativi alias e ai nomi di dominio presenti e
futuri, rinvianti al sito medesimo, all’indirizzo IP statico che al
momento dell’esecuzione del sequestro risulta associato al predetto
nome di dominio e ad ogni ulteriore indirizzo IP statico che sarà
associato in futuro ( interdizione alla risoluzione dell’indirizzo
mediante DNS)”.



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