Sent to you by Cal. via Google Reader: San Pietroburgo e la
“propaganda omosessuale” via Il Post by Il Post on 3/3/12

Mercoledì scorso il parlamento di San Pietroburgo, seconda città della
Russia, ha approvato una legge che rende illegale la distribuzione di
materiale informativo riguardante l’omosessualità. Il provvedimento,
che per i promotori rappresenterebbe una semplice tutela verso i
minori, ha suscitato molte polemiche in quanto violerebbe, secondo il
partito di opposizione, sia la costituzione russa che la convenzione
europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà
fondamentali dell’individuo.

La legge, sostenuta da Russia Unita, partito di centro destra che ha la
maggioranza nel paese, e dal Partito Comunista, prevede sanzioni a
partire da 130 euro per i cittadini che distribuiscono materiale che
promuove la cosiddetta “cultura omosessuale”. Le sanzioni possono
arrivare fino 1300 euro se a commettere il reato sono pubblici
ufficiali, insegnanti o funzionari e fino a 13 mila euro nei casi in
cui siano coinvolte associazioni di cittadini o organizzazioni no
profit. Leggi simili sono state approvate in precedenza da altre due
città russe.

Yabloko, un partito di opposizione russo di orientamento
socialdemocratico, ha fortemente criticato la legge mettendo in
evidenza l’assurdità del provvedimento, che sancisce come un reato
quella che è invece una scelta che riguarda la vita privata dei
cittadini. Secondo Yabloko, è molto pericoloso lasciare completamente
nelle mani dell’autorità la valutazione di cosa sia propaganda e di
cosa invece non lo sia.

Anche secondo Dmitrij Dubrovskij, professore all’Università statale di
San Pietroburgo intervistato dall’agenzia di stampa Deutsche Welle,
«quello che questa legge definisce “propaganda” non è altro che la
libertà di pensiero e di parola o il diritto di assemblea e di
manifestazione dei cittadini». Dubrovskij in particolare ha giudicato
assurdo il fatto che l’omosessualità sia considerata un atto criminale
e che sia messa sullo stesso livello della pedofilia.

Dubrovsky, tuttavia, non si è detto ottimista. Secondo lui infatti,
anche se il provvedimento è in palese contraddizione con le norme
europee sui diritti umani, potrebbe essere in ogni caso convalidato
dalla corte costituzionale russa, che già a gennaio, quando era stata
chiamata a pronunciarsi su una legge simile approvata nella città di
Ryazan, nell’ovest della Russia, non l’aveva dichiarata
incostituzionale.

Una manifestazione in difesa dei diritti degli omosessuali a San
Pietroburgo, nel 2004
foto: AP Photo/Tampa Tribune, Michael Spooneybarger

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