----Messaggio originale----
Da: [email protected]
Data: 14/05/2012 14.10
A: "[email protected]"<[email protected]>, "Partito Pirata: Open"<open@ml.
partito-pirata.it>
Ogg: Re: [PP Open] R: Grillo & Company

In effetti, come suggerito in vari commenti, sa davvero molto, ma molto di
lotta a Grillo.
A parte che il "progetto Gaia" potrebbe anche affascinare ed essere richiesto
da parecchie persone. Strano che ancora non venga messo in qualche programma
politico ufficiale. O lo hanno fatto, ma sono io che non ne so niente? :-)))

Si vedrà cosa ne verrà fuori. Più spine che rose, o più rose che spine? :-)

mai sentito parlare di NWO? comunque, fin'ora sono tesi complottiste e poco 
più. 

@giuseppe
>http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/05/la-vera-storia-della-scesa-in-
politica.html?m=1

Ora Grillo parla quasi esclusivamente di politica e di politici. E dov’è 
finito il «messaggio» della prima ora, quello della lotta contro il 
«signoraggio monetario»? Se qualcuno sulla rete dei Meetup o nei commenti sul 
blog di Grillo pone l’interrogativo si vedrà cancellare o non pubblicare la 
propria opinione.

mi limito a rispondere, con un link, a questa parte di articolo perchè vorrei 
sapere a questo punto, cosa ne pensate voi del signoraggio bancario.

SIGNORAGGIO FAQ, ovvero come ho imparato a non preoccuparmi del Complotto e a 
odiare il Capitale
http://www.carmillaonline.com/archives/2012/03/004236.html

(le prime 2 faq, giusto per invogliarvi)

È vero quello che ho letto sul signoraggio?Probabilmente no. Questo è un tema 
su cui si fa molta disinformazione; le fonti di questa disinformazione sono 
gruppi fascisti o rossobruni (cioè fascisti camuffati da comunisti), teorici 
del complotto e moltissima gente in buona fede che si è convinta che queste 
teorie spieghino come le banche e il capitalismo ci schiavizzino. Chiameremo 
quelli che diffondono bufale sul signoraggio “signoraggisti”.

Le banche e il capitalismo ci schiavizzano?
Sì. Ma la teoria del signoraggio non ci aiuta a capire come, né come fare a 
rompere questa schiavitù.

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Pazientemente, ho letto fino in fondo SIGNORAGGIO FAQ, anche se non è a me che 
serve una lettura del genere, ma ai complottisti/signoraggisti. Non mi piace 
qualche scelta "espressiva", perchè la butta troppo sugli estremismi classici 
che, imho, sono un errore. Dividere la popolazione in "lavoratori" e 
"capitalisti" non è diverso che dividerla in "fascisti" e "anti-fascisti", o 
"credenti" e "miscredenti", o in altri modi simili.

E' però un ottimo spunto per riprendere le mie conclusioni. :-)
In ultima analisi il problema è l'Uomo, con il suo desiderio di avere di più. 
Quando è l'Uomo sfruttato a volere di più è facie dargli ragione. Quando è lo 
sfruttatore a volere ancora di più, o anche solo a voler mantenere i privilegi 
che si è accaparrato, è facile demonizzarlo.
Quello che è difficile ricordare è che, per quanto esista sempre la 
variabilità di natura individuale, si tratta pur sempre dello stesso Uomo posto 
in una condizione individuale diversa.

La teroia dello stato leviatano (rosso, nero o verde a pallini rosa, fa lo 
stesso) afferma, estremisticamente, che l'Uomo è malvagio (il lupo per gli 
altri lupi) e ne deriva, incongruamente, che, per tenere a bada questa natura 
malvagia, lo stato deve farsi leviatano (stato iper-autoritario). 
L'incongruenza che sfugge a quanti credano sinceramente nella tesi dello stato 
leviatano è che essendo l'istituzione dello stato fatta comunque da uomini, se 
gli uomoni sono malvagi, lo stato leviatano non può che essere la massima 
espressione della malvagità umana. 

Nel secolo scorso ha prevalso nettamente l'illusione che la buona alternativa 
fosse la combinazione tra capitalismo e partitocrazia ben condita di 
affermazioni sui diritti dei cittadini. Ma dovrebbe essere ormai sotto gli 
occhi di tutti che è stata una pia illusione, un'altra buona intenzione di 
quelle che lastricano la strada che porta all'inferno. Infatti, pur non 
avendolo istituito deliberatamente ed esplicitamente, il risultato è sempre un 
leviatano malvagio. Il leviatano della finanza fine a sè stessa e della sua 
partitocrazia deviata.

Dunque l'Uomo è proprio malvagio? Allora tanto vale buttarlo via?
No. L'Uomo è soltanto un essere vivente sottoposto a dei principi fenomenici.
La vita, in generale, con tutta la sua grande variabilità, è tendenzialmente 
opportunista e l'Uomo non può essere da meno.
Probabilmente, con l'evoluzione, esiste la possibilità che l'Uomo si trasformi 
e divenga più idoneo a vivere nel contesto di una civiltà globale. Ma adesso ci 
dobbiamo arrangiare con l'Uomo che c'è adesso.

Il nocciolo della questione è la concentrazione del potere, la quale non può 
che richiamare una concentrazione di corruzione.
Cioè, non ha nessuna importanza in che modo si decida di determinare un gruppo 
di persone a cui conferire l'autorità di guidare la collettività. Questo gruppo 
sarà sempre un piccolo recinto sotto assedio costante. Sia da parte di quanti 
vogliono entrarvi a farne parte, sia dai tanti di più che vogliono ottenerne 
favori. Il suo destino è ineluttabile, deve per forza diventare un concentrato 
di corruzione.
La stessa cosa avviene sul lato economico. Se una economia appiattita è 
perversa perchè non consente il prodursi di un concreto processo meritocratico, 
una economia selvaggia, o comunque malregolamentata, consente una 
concentrazione di potere economico che segue lo stesso destino della 
concentrazione del potere politico. 

L'unica medicina generale consiste nella diluizione del potere.
Primo e più che mai il potere politico. Il primo obiettivo di risanamento vero 
della civiltà non può che essere il riappropriarsi integralmente del potere 
politico da parte dei cittadini. Quindi procedere da com'è oggi, nei tempi e 
modi che sarà possibile, verso gli stati della democrazia liquida.
Finchè non si fanno progressi adeguati in tal senso, è illusorio pensare di 
poter fare qualcosa di veramente utile sul fronte economico.
Dopo, sì, diventa abbastanza fattibile.
Sul fronte economico bisognerà arrivare a mettere gli argini. Cioè, l'unico 
modo per evitare la concentrazione del potere economico in poche mani, senza 
produrre un appiattimento controproducente, è di stabilire un limite 
proporzionale del reddito netto totale del cittadino. Un minimo ed un massimo, 
con un intervallo funzionale.
Altri aggiustamenti da fare ce ne possono essere tanti da studiare, ma i 
cardini sono questi.
Non è nessuna pretesa di trovare un paradigma politico-economico perfetto, 
perchè non credo che possa esistere. Ma la diluizione del potere, comporta la 
diluizione della corruzione e, in questo modo, se ne riduce la nocività.

Ciao,
Francesco
 
P.S.:
Circa NWO.
Se ti riferisci a questo http://www.nwo.it/ ho letto l'introduzione e mi 
basta.
Il sito demonizza esplicitamente il fantomatico NWO come è tradizione 
plurimillenaria della casta clericale verso qualsiasi alternativa al loro 
dominio.
Dunque, non può che essere la voce del Malvagio Pastore che vuole spaventare 
le pecorelle per trattenerle nel suo recinto, sottomesse al suo potere.

Dov'è che ci si aruola come agenti 00 del NWO? :-)))

AriCiao,
Francesco Bond,
Agente 0099 con licenza di spernacchiare,
Contro la Sacra Spectra dell'Antico Ordine  :-)))


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