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21-mag-2012 15.25
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posto del ticket
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<<Franchigia, Dirindin: proposta debole sotto molti profili

La 
franchigia sul reddito al posto del ticket? La proposta del ministro 
Balduzzi è debole sotto molti punti di vista: per carenza di 
fattibilità, per le ricadute sociali che avrebbe e per ciò che 
significa in termini di politica sanitaria. È una bocciatura senza 
appello quella che arriva da Nerina Dirindin (foto), docente di 
Economia pubblica e di Scienza delle finanze all'Università di Torino, 
coordinatrice del master in Economia e Politica sanitaria del Coripe, 
ex direttore generale del Dipartimento della programmazione del 
ministero della Sanità ed ex assessore alla Sanità della Sardegna.
In 
un articolo pubblicato dalla testata web di informazione economica 
lavoce.info, Dirindin passa in rassegna le ragioni che rendono la 
"franchigia" un'ipotesi ad alta impraticabilità. Per cominciare, il 
sistema funzionerebbe soltanto se gli assistiti fossero forniti di una 
nuova tessera sanitaria "intelligente" (cioè dotata di microchip, sul 
modello lombardo) che tenesse traccia della posizione fiscale e delle 
prestazioni già pagate. «La nuova carta intelligente» avverte però 
l'economista «costa almeno 15-20 euro pro capite e richiede un sistema 
diffuso di lettura e caricamento in tutti i punti di erogazione dei 
servizi in tutte le Regioni italiane».
Poi c'è la valutazione 
dell'impatto sociale: «Sembra impensabile» scrive Dirindin «che 
nell'attuale contesto il governo immagini di imporre il pagamento della 
franchigia a disoccupati, pensionati al minimo, malati cronici e altre 
categorie ora esonerate». Rappresenterebbe inoltre una seria minaccia 
all'universalismo un incremento consistente della compartecipazione da 
parte di ceti medi e medio-alti: «Creare un sistema in cui i ricchi 
pagano sempre di più al momento del consumo vuol dire spingerli a 
optare per soluzioni alternative al sistema pubblico».
Infine c'è la 
questione politica: «L'attuale proposta» ricorda la docente «nasce 
dalla necessità di dare attuazione alla manovra 2011», che punta a un 
incremento delle entrate da ticket di 2 miliardi di euro a partire dal 
2014. In tale prospettiva la proposta Balduzzi rischia di vanificare 
anche quel ruolo che oggi in maniera più o meno efficace viene svolta 
dal ticket: una volta superata la soglia della franchigia oltre la 
quale i consumi sono totalmente gratuiti, verrebbe a mancare ogni 
deterrenza rispetto a sovra consumo e in appropriatezze. «La questione 
dei ticket» è invece la proposta di Dirindin «andrebbe affrontata 
confermando il loro ruolo di mera responsabilizzazione, apportando 
tutti i correttivi in grado di attenuare alcune delle incongruenze 
attualmente esistenti e individuando soluzioni per ridurre in modo 
consistente quanto previsto dalla manovra 2011, anche attraverso 
interventi sul lato della spesa. Si può spendere meglio senza far 
spendere di più gli assistiti».

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