Nello spirito dell’invito di Giovanni Paolo II, in ogni parte d’Italia i Punti Pace di Pax Christi (gruppi locali) hanno contribuito ad organizzare incontri e liturgie a carattere ecumenico che accompagnino il digiuno con la preghiera e la riflessione. Sin dal 30 ottobre la sezione italiana di Pax Christi e l’Associazione Beati i costruttori di pace hanno dato inizio ad una catena di digiuno in sintonia con le sorelle ed i fratelli delle comunit� islamiche impegnati nel periodo del Ramadan. Sono tantissime le persone che vanno sperimentando in questa forma di interiorizzazione e spiritualit� le ragioni della nonviolenza e la solidariet� profonda con le vittime di tutti i conflitti armati che si stanno combattendo in questo momento in tante parti del mondo.

Ma un’altra originale forma di digiuno viene proposta dall’editoriale di dicembre di Mosaico di pace – rivista mensile promossa da Pax Christi ove si chiede che, in comunione con le persone che vivranno il Natale in un clima di guerra e di lutto, si possa “rinunciare alla solennit� del canto del Gloria nella notte di Natale e rendere pi� sommesso l’annuncio irrealizzato di ‘pace in terra agli uomini che Dio ama’. Dovremmo far nostri i sentimenti del popolo in esilio: –prosegue il testo - ‘Come cantare i canti del Signore in terra straniera?’ (Sal 137,4). Se l’animatore o il celebrante introducesse la proclamazione del Gloria recitato con questi sentimenti, c’� da scommettere che anche i credenti meno sensibili potrebbero trovare lo scatto verso un impegno maggiore a servizio della pace e riflettere pi� efficacemente sul tema scelto dal Papa per la Giornata Mondiale: Non c’� pace senza giustizia. Non c’� giustizia senza perdono”.

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