2011/1/17 Simone Orsi <[email protected]>

> Ciao Vito,
>
> non mi pare proprio. Noi di solito usiamo virtualenv senza alcun problema.
>
>
> On 01/17/2011 02:49 PM, Vito Falco wrote:
> > Ciao a tutti,
> > da qualche tempo a causa dello scarso amore che intercorre tra
> > SnowLeopard e python 2.4  sono stato "costretto" ad utilizzare
> > virtualenv per avere due ambienti di sviluppo distinti: uno col python
> > 2.4 e l'altro col 2.6.
> > Devo dire che mi trovo bene e il tutto risulta abbastanza comodo.
>
Io non uso virtualenv per questo motivo (lo uso per altri motivi). Né in
produzione né in locale.
Semplicemente lancio il bootstrap.py con una versione esplicita di python:
python2.4 bootstrap.py
o
python2.6 bootstrap.py
Mi sono perso qualcosa? Non capisco perché ricorrete al virtualenv.

> Come sapete, per far partire un ambiente virtualenv ci si posiziona
> > nella directory apposita e si da un bel
> > source bin/activate
>
FYI funziona anche da una directory qualsiasi. Io tengo un virtualenv in
/opt/py26 e faccio
silvio@smallduo:~$ . /opt/py26/bin/activate
(py26)silvio@smallduo:~$


>  > Mi trovo ora nella necessità, in ambiente di produzione, di far
> > coesistere un plone3 e un plone4. Per non far troppi casini sulle
> > dipendenze del python di sistema, stavo pensando di usare un virtualenv.
> > Quindi, si può utilizzare virtualenv in ambiente di produzione? ci sono
> > controindicazioni?
>
In ogni caso no, non vedo nessuna controindicazione a usare virtualenv in
produzione.
Ma, come dicevo, non ne caipsco la necessità nel tuo caso specifico.
ciao,

           Silvio
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