[scusate, ma ho notato che qualche server da qualche parte si � mangiato un pezzetto 
di messaggio. Lo reinvio completo, sperando che tutto funzioni. Questo messaggio 
sostituisce totalmente il precedente]



Adriano, Andrea, tutti

Per prima cosa un benvenuto a bordo ad Andrea... grazie per aver raccolto il mio 
invito a partecipare.

===========================

Adriano, 

credo che ci siano state molte incomprensioni, dovute forse ad una partenza *lanciata* 
della discussione, senza prima porre delle basi di reciproca conoscenza. Ma non e' 
grave.

> effettivamente non vedo piu' molti punti di
> contatto e concordanza tra neo-umanisti e 
> moqisti. Aggiungo che la vostra e' una (del 
> resto legittima) personale lettura ed interpretazione
> di Pirsig 

In effetti, come ha gia' detto Andrea, non esiste una lettura *ufficiale* di Pirsig, 
che fra l'altro per certi versi andrebbe a invalidare, a mio parere, la MOQ stessa! 
Ben venga dunque la tua interpretazione, come quella di chiunque altro... 

> a) La qualita' deve essere sempre, per voi, qualcosa
> di nuovo e sconosciuto, deve cioe' essere sempre 
> dinamica; nessun interesse per la qualita' statica,

Non credo... nel senso che l'eccellenza e', secondo Pirsig, armonia di statico e 
dinamico; altre volte avevo avuto io l'impressione che le tue idee fossero tutte 
improntate ad una ricerca del progresso, a scapito della salvaguardia di schemi 
statici (ad es.: nella condanna del concetto di sviluppo sostenibile, dove, al di la' 
di ogni considerazione su cosa si faccia in concreto in direzione dello sviluppo, e/o 
in direzione della sostenibilita', torno a dire che la parola "sostenibile" sa di 
statico, mentre "sviluppo" sa di dinamico). Non e' che abbiamo entrambi sbagliato nel 
considerare *l'altro* come il nuovo, dinamico e .... pericoloso? 

> il vostro cercare filosofico mi sembra quindi piu' 
> una lotta contro la noia che una ricerca della verita': 

Contro la noia sembra piuttosto riduttivo. La priorita' nella MOQ e' la ricerca del 
bene, del valore, dell'eccellenza ... la Qualita', appunto. In una MOQ-visione il 
problema della Verita' e' che e' inconoscibile nella sua immediatezza, per cui 
attraverso il ragionamento si giunge inevitabilmente a *verita' contrastanti*... o a 
*verita' concordate*. In ogni caso, siamo di fronte alla necessita' di scegliere la 
*migliore verita*, ed ecco che anche la Verita' e', in questo senso, Qualita'.

> b) Vi e' in voi una tendenza a cercare la qualita' 
> soprattutto (una priorita' che diventa esclusivita')
> nell'arte e nella bellezza, perpetuando un'
> equazione direi tipica della cultura cattolica, 
> secondo cui cultura = arte e letteratura, 

Un Pirsig cattolico? mah.... o forse io? ancora mah.... certo che e' difficile non 
essere influenzati qui in Italia dalla cultura cattolica, ma anche in questo caso 
credo che ci sia stata una incomprensione di fondo. Io sostengo la pari dignita' di 
arte e scienza all'interno del livello intellettuale (posizione per altro non 
condivisa da tanti moQUIsti), e questo non dovrebbe essere un problema per un jazzista 
positivista....:-) 

Comunque, l'arte a cui mi riferisco e' piu' in genere quel che Pirsig chiama "impegno 
di alta Qualita'"... e' il sentirsi tutt'uno con la propria opera, e dunque la 
scienza, se *ben fatta*, e' essa stessa arte... cosi' come la tecnologia, o anche la 
manutenzione della propria motocicletta... 

Potrei anche rigirarti l'osservazione che la tua concezione di cultura vista (anche) 
come "sapere come sopravvivere e svilupparsi" rieccheggia abbastanza il "crescete e 
moltiplicatevi" biblico... ma di per se' non ci vedo poi nulla di male. "Cultura" e' 
un'altro termine da usare con cautela in una MOQ-visione: mi sembra piu' richiamare il 
livello sociale che quello intellettuale, e le tue parole rinforzano questa 
impressione. I metodi di caccia non sono di esclusiva pertinenza umana, per cui si 
potrebbe addirittura parlare di una *cultura embrionale* anche per altri animali. 

> Un processo simile e' adesso appena 
> iniziato, da parte della vita intelligente 
> che muove i primi passi nel cosmo, ma voi lo 
> trovate "gia' visto" e noioso, quindi indegno 
> della vostra attenzione e, soprattutto, del 
> vostro aiuto.

Lasciami dire che trovo in queste parole una lettura ingiusta delle osservazioni mie e 
di Andrea. Nessuno ha definito "indegna di attenzione" l'espansione nel cosmo a cui 
tieni tanto. Almeno per quanto mi riguarda, stavo soltanto contestando l'esistenza di 
una "gabbia ideologica" che l'impedirebbe. Sara' che ho letto tanto Asimov e P.K.Dick, 
ma a me l'esplorazione del cosmo non sconvolge. Mi affascina l'idea, ma non tanto 
diversamente dalla esplorazione dell'Amazzonia o del Borneo (ho letto anche Salgari in 
gioventu' :-). Ne comprendo l'importanza, ma, perdonami e lasciamene il diritto, non 
ne faccio la *mia* battaglia. E poi, non stiamo mandando in orbita un nostro 
connazionale con tanto di Parmigiano-Reggiano? 

> c) Mi sembra anche di rilevare un elevato interesse 
> per le filosofie orientali, per il regno della psiche
> e forse per le esperienze allucinogene.

Forse ci stai scambiando per una congrega NEW AGE? Se c'e' una filosofia che *smonta* 
il filone dei vari movimenti hippy.... fino alla new age, appunto, questa e' la MOQ. 
Anche qui non so da dove hai captato questa idea. 

> Inoltre, per quanto riguarda l'analisi sociale che 
> fate, sono in disaccordo quasi completo. Voi sostenete 
> che l'intelletto si e' sottratto alle grinfie
> del sociale, e che l'intelletto guida la societa'. 

La mia era una domanda. Siamo, penso, tutti d'accordo che oggi l'intelletto non 
*guida* la societa'. Il punto e' se lo debba o possa fare: fra *essere liberi da* e 
*guidare* ne passa. In proposito, Pirsig accusa il progetto comunista di aver 
soffocato la dinamicita' sociale in nome di ideali intellettuali (ad es.: 
l'uguaglianza *forzata*) e di avere per questo causato tragedie e bassa qualita' 
sociale. Giustamente Andrea parla di un intelletto (individuale) che e' in grado di 
affrontare la societa' criticamente (almeno in occidente), e questo e' forse il 
massimo a cui l'intelletto puo' ambire. Ogni tentativo di *guidare* la societa' 
diviene un *scendere a livello sociale*, a mio avviso automaticamente *immorale* 
nell'accezione di Pirsig. 

Sono d'accordo con te che comunque questo e' un discorso valido a malapena per il 
mondo occidentale. I 3/4 del mondo devono ancora arrivarci, soprattutto a causa di 
forti staticita' sociali, spesso di matrice occidentale, proprio quelle che tu chiami 
"le grandi burocrazie ed i padroni del mercato". La cosa che mi e' piaciuta di piu' 
nei tuoi vari interventi e' il richiamo alla possibilita' di creare economie nei paesi 
sottosviluppati, basate sulla libera iniziativa di piccola imprese. Forse anche in 
questa possibilit� di espansione vedi delle gabbie filosofiche ad impedirlo... la MOQ 
vede, piu' semplicemente, dei vincoli statici di livello sociale (controllo economico 
di paesi piu' deboli) che tentano di impedire la creazione ed evoluzione di principi 
intellettuali (dalla liberta' economica alla liberta' dell'individuo). 

Credo proprio che sia questa una delle chiavi: riuscire a creare in quei paesi un 
tessuto sociale dinamico che possa sostenere anche la crescita 
intellettuale/individuale. Perche' una cosa e' certa: il livello intellettuale, con i 
suoi diritti umani, giusti processi, liberta', uguaglianza, fraternita', democrazia e' 
un mucchio di carta da macero se non c'e' un tessuto sociale ed economico (livello 
sociale sottostante) sano, funzionante, e disposto a sostenere quegli ideali.


> Certo, occorre comunque trovare le tendenze di 
> qualita' ed aiutare a rafforzarle, ma francamente 
> non mi pare che le priorita' siano quelle da voi
> indicate.

Mi sfugge dove e' che abbiamo elencato delle priorita', esattamente .... :-) Se ti 
riferisci ai ragionamenti sulla popolazione, apriamo pure un dibattito. Io sono 
convinto che nei paesi occidentali la non-crescita della popolazione sia direttamente 
collegata allo *spirito critico* dell'individuo verso la societa', di cui anche Andrea 
parla. Per uno schema sociale (dalla famiglia alla nazione) il numero di componenti e' 
un punto di forza. Mi viene in mente la canzone "GENERALE" di De Gregori, con "la 
contadina /di cinquant'anni e di cinque figli/ venuti al mondo come conigli/partiti al 
mondo come soldati/e non ancora tornati...". Fino a pochi decenni fa in occidente, e 
ancora oggi in altri paesi, questo era il *valore* del *numero di individui*. Credo 
che oggi le persone (soprattutto le donne) abbiano altre priorita', qui da noi, e 
questo e' un processo difficilmente reversibile. Ecco perche' *dobbiamo* imparare a 
costruire un nuovo modello di crescita economica, basata piu' sulla cre

az

> Faccio quindi un passo indietro, rispetto a quanto avevo
> prospettato a Marco, anche perche' penso di aver 
> sproloquiato anche troppo sulle vostre frequenze, 
> impegnandovi, proprio all'inizio della vostra lista, 
> in una discussione che forse non e' la vostra.
> Di questo mi scuso, se la mia presenza e' risultata 
> ingombrante. (Stavo preparando un corposo intervento 
> sulla creativita', che pero' per ora non vi trasmetto, 
> a meno che qualcuno non manifesti curiosita' in proposito, 
> magari dopo aver lasciato il campo libero per un po').

In fondo, se hai partecipato fin dall'inizio alla lista e' perche' avevi dimostrato 
interesse per il pensiero di Pirsig; se sei critico sulla MOQ, o sulla visione mia o 
di altri della MOQ stessa, e' proprio cio' di cui abbiamo bisogno: un Brujo in piu' 
non fa male! Quanto al tuo intervento sulla creativita', non vedo proprio perche' non 
dovrebbe essere pertinente. La creativita' e la QD sono quanto meno parenti stretti. 
Non e' che vuoi farti pregare? :-) 


===========================


Andrea, 


MARCO:
> Domanda a tutti coloro che sono in ascolto: Siete d'accordo con
> l'analisi di Pirsig? Pensate che Pirsig proponga se stesso come
> innovatore? Se sl, pensate che possa esserlo?

ANDREA:
Credo che certamente si ritenga innovatore. Direi che si considera come
qualcuno che ci mostra qualcosa che sta fuori dalla gabbia-SOM, per
invitarci a uscirne. Probabilmente e' innovatore, pero' in gran parte sta
cercando di smantellare un pezzetino di filosofia occidentale, e nel fare
questo, i risultati *ultimi* sono probabilmente molto vicini a quelli di
molte ideologie orientali. Forse lo vedrei piu' come un rivoluzionario
filosofico che come un filosofo. A parte questo, credo sia innovativo,
specie in Lila, il tentativo di mettere in relazione (e certamente una
relazione esiste!) una visione del mondo di tipo mistico con elementi di
teoria dei sistemi, ecc., utilizzando la qualita' come concetto cardine.

MARCO:
Che Pirsig si senta innovatore, e' piuttosto ovvio. Che lo sia veramente, lo si 
dovrebbe giudicare dagli effetti che riuscira' ad avere sul *pensiero*. Ovvero, Lila 
mi sembra contenere molti elementi dinamici (rivoluzionari, usando le tue parole), ma 
quel che manca ora e' a mio parere l'aggancio statico. In ZAMM Pirsig scrive che la 
metafisica e' pericolosa se non la si aggancia al reale... fino a che punto la MOQ si 
� agganciata al reale? Siamo (ognuno di noi) in grado di applicarla alla vita 
quotidiana e di trarne Qualita'? 




MARCO:
> Domanda a tutti coloro che sono in ascolto: Siete d'accordo con Pirsig
> che la prima met` del novecento ha sancito la liberazione
> dell'intelletto dalle grinfie degli schemi sociali? Pur l'intelletto
> guidare la societ`? Ne ha il diritto? Ne ha il dovere?

ANDREA:
Su questo, credo proprio di si. Penso che nel sistema a livelli di Pirsig
ogni livello tenda essenzialmente a preservarsi. Vi e' invece una forza
propulsiva che spinge verso una maggiore qualita', anche a costo di
"danneggiare" il livello inferiore (cioe' cambiarlo), naturalmente a patto
che questo danneggiamento non sia tale da impedire al livello superiore di
esistere. La societa' in se' tende ad autoconservarsi, a fossilizzarsi, e
non puo' essere che cosi'. "Intelletto" e' il nome della forza propulsiva
che si pone "al di sopra" della societa' e la giudica per trovarne i punti
deboli e migliorarla.

MARCO:
[confronta anche quello che ho scritto in proposito sopra, in risposta ad Adriano]
Quindi l'intelletto avrebbe il diritto e il dovere di guidare la societa'. Fino a non 
molto tempo fa lo pensavo anch'io, ma comincio ad avere alcuni dubbi:un intelletto che 
guida la societa' non scende esso stesso a livello sociale? Sono d'accordo con te che 
quel che l'intelletto puo' raggiungere e' la liberta' di critica, ed il diritto di una 
certa autonomia dell'individuo rispetto al livello sottostante, ma potra' mai andare 
oltre? 

E, soprattutto, non e' anche l'intelletto un livello statico che, come gli altri, 
tende a fossilizzarsi e a prevenire il cambiamento? 

===============

Scusate la lunghezza, e grazie per l'attenzione

Marco.





MOQ.ORG/ITALIA  - http://www.moq.org/italia
Archivio messaggi: http://www.mail-archive.com/[email protected]/

Regolamento, istruzioni: http://www.moq.org/italia/qui/quiindex.html
Per iscriversi o cancellarsi: http://www.moq.org/italia/qui/quicome.html
Per altre informazioni: mailto:[EMAIL PROTECTED]

Rispondere a