di John Pilger
Due anni fa un progetto ideato dagli uomini che ora circondano George W Bush
diceva che quello che serviva all'America era "una nuova Pearl Harbor". I
suoi scopi dichiarati sono diventati spaventosamente realt�.
La minaccia posta dal terrorismo degli USA alla sicurezza delle nazioni e
degli individui � stata delineata in dettagli profetici in un documento
scritto pi� di due anni fa e rivelato solo recentemente. Esso diceva che ci�
che serviva all'America per dominare la maggior parte dell'umanit� e delle
risorse mondiali era "un evento catastrofico e catalizzante - come una nuova
Pearl Harbor". Gli attacchi dell'11 settembre 2001 procurarono la "nuova
Pearl Harbor", descritta come "opportunit� epocale". Gli estremisti che da
allora hanno sfruttato l'11 settembre vengono dall'era di Ronald Reagan,
quando vennero costituiti gruppi e " think- tanks" di estrema destra per
vendicare la "sconfitta" americana in Vietnam. Negli anni '90 venne aggiunto
un altro obiettivo: giustificare il rifiuto di un "dividendo di pace"
seguente alla guerra fredda. Venne costituito il Project for the New
American Century, assieme all'American Enterprise Institute, allo Hudson
Institute ed altri che da allora fusero le ambizioni dell'amministrazione
Reagan con quelle dell'attuale regime Bush.
Uno dei "pensatori" di George W Bush � Richard Perle. Intervistai Perle
quando era consigliere di Reagan: e quando parl� di "guerra totale"
erroneamente lo scartai come pazzo. Recentemente ha ancora usato il termine
nel descrivere la "guerra al terrore" dell'America. "Nessuna tregua" disse.
"Questa � guerra totale. Stiamo combattendo diversi nemici. Ce ne sono molti
l� fuori. Tutto questo parlare sul fatto che prima andremo in Afghanistan e
quindi in Iraq... questo � il modo interamente sbagliato di considerare la
faccenda. Se noi solamente portiamo avanti la nostra visione del mondo e la
adottiamo completamente e non proviamo a mettere assieme pezzi di abile
diplomazia, ma facciamo meramente una guerra totale... i nostri figli in
futuro canteranno grandi canzoni su di noi".
Perle � uno dei fondatori del Project for the New American Century, il PNAC.
Gli altri fondatori sono Dick Cheney, ora vicepresidente, Donald Rumsfeld,
segretario alla difesa, Paul Wolfowitz, vicesegretario alla difesa, I Lewis
Libby, capo di gabinetto di Cheney, William J Bennett, segretario
all'istruzione di Reagan e Zalmay Khalilzad, l'ambasciatore di Bush in
Afghanistan. Questi sono i moderni cartisti del terrorismo americano. Il
rapporto originario del PNAC, Rebuilding America's Defences: strategy,
forces and resources for a new century, era la bozza completa delle mire
americane. Due anni fa esso raccomandava un incremento negli spesa per
armamenti di 48 miliardi cosicch� Washington potesse "combattere e vincere
guerre multiple e simultanee nei principali teatri". Ci� � accaduto. Esso
diceva che gli Stati Uniti potevano sviluppare armi nucleari "bunker-
buster" e fare di "guerre stellari" una priorit� nazionale. Ci� sta
accadendo. Esso diceva che, nel caso Bush fosse andato al potere l'Iraq
avrebbe dovuto essere un obiettivo. E cos� � stato.
Per quanto riguarda le presunte "armi di distruzione di massa" dell'Iraq,
esse venivano ignorate, in molte parti, come la conveniente scusa che sono.
"Mentre l'irrisolto conflitto con l'Iraq procura una giustificazione
immediata", esso dice, "la necessit� di una sostanziosa presenza delle forze
americane nel Golfo trascende il tema del regime di Saddam Hussein". Come �
stata implementata questa strategia fondamentale? Una serie di articoli sul
Washington Post, dei quali � coautore Bob Woodward, quello del Watergate, e
basati su lunghe interviste con alti funzionari dell'amministrazione Bush,
rivelano come � stato manipolato l'11 settembre.
La mattina del 12 settembre 2001, senza alcuna prova su chi fossero i
dirottatori, Rumsfeld chiedeva che gli USA attaccassero l'Iraq. Secondo
Woodward, Rumsfeld alla riunione del gabinetto di guerra disse che l'Iraq
doveva essere "il principale bersaglio della prima fase della guerra al
terrorismo". L'Iraq venne temporaneamente risparmiato solamente perch� Colin
Powell, il segretario di stato, persuase Bush che "l'opinione pubblica deve
essere preparata perch� sia possibile una mossa contro l'Iraq". Come opzione
pi� facile venne scelto l'Afghanistan. Se la stima di Jonathan Steele nel
Guardian � corretta, circa 20.000 persone in Afghanistan hanno pagato con la
loro vita il prezzo di questa discussione.
L'11 settembre viene ripetutamente descritto come una "opportunit�". Nel New
Yorker dell'aprile scorso, il giornalista investigativo Nicholas Lemann ha
scritto che il principale consigliere di Bush, Condoleezza Rice, gli disse
che aveva convocato insieme alti funzionari del Consiglio per la Sicurezza
Nazionale ed aveva chiesto loro di "pensare su 'come capitalizzare su queste
opportunit�'", che lei paragonava a quelle del "1945-1947": l'inizio della
guerra fredda. Dall'11 settembre l'america ha installato basi nei punti di
accesso a tutte le principali fonti di carburanti fossili, specialmente in
Asia centrale. La societ� petrolifera Unocal costruir� una pipeline
attraverso l'Afghanistan. Bush ha strappato il Protocollo di Kyoto sulle
emissioni di gas da effetto serra, gli accordi sui crimini di guerra della
Corte Criminale Internazionale ed il trattato sui missili antibalistici. Ha
detto che "se necessario" user� armi nucleari contro stati non nucleari.
Sotto la copertura della propaganda sulle presunte armi di distruzione di
massa dell'Iraq il regime Bush sta sviluppando nuove armi di distruzione di
massa che minano i trattati internazionali sulla guerra biologica e chimica.
Nel Los Angeles Times l'analista militare William Arkin descrive un esercito
segreto costituito da Donald Rumsfeld simile a quelli gestiti da Richard
Nixon e Henry Kissinger e messi fuori legge dal Congresso. Questa "attivit�
di supporto di superintelligence" metter� assieme le "operazioni militari
segrete della CIA, la guerra dell'informazione e l'inganno". Secondo un
documento classificato preparato per Rumsfeld, la nuova organizzazione, nota
con il nome orwelliano di Gruppo Operazioni Proattive e Preventive o P2OG,
provocher� attacchi terroristici che quindi richiederebbero il
"contrattacco" degli Stati Uniti contro paesi che "danno rifugio ai
terroristi".
In altre parole, gente innocente verr� uccisa dagli Stati Uniti. Questo �
una reminiscenza di Operazione Northwoods, il piano presentato al Presidente
Kennedy dai suoi comandanti militari per una falsa campagna terroristica,
completa di attentati, dirottamenti, incidenti aerei ed americani morti, per
giustificare l'invasione di Cuba. Kennedy lo rifiut�. Egli venne assassinato
alcuni mesi pi� tardi. Ora Rumsfeld ha riesumato Northwoods, ma con risorse
impensabili nel 1963 e con nessun rivale globale che possa invitare alla
cautela. Dovete continuare a ricordare a voi stessi che questa non �
fantasia: quegli uomini veramente pericolosi, come Perle, Rumsfeld e Cheney,
hanno potere. La trama che ricorre nelle loro elucubrazioni � l'importanza
dei media: "il compito prioritario di portare a bordo giornalisti di fama
che accettino la nostra posizione".
"Nostra posizione" � il nome in codice di menzogna. Certamente, come
giornalista, non ho mai visto la menzogna ufficiale essere pi� permeante di
oggi. Possiamo ridere delle inconsistenze nel "dossier Iraq" di Tony Blair e
della goffa bugia di Jack Straw che l'Iraq ha sviluppato una bomba atomica
(che i suoi seguaci si sono precipitati a "spiegare"). Ma le menzogne pi�
insidiose, che giustificano un attacco non provocato all'Iraq e collegano
questo a sedicenti terroristi che si nascondono in tutte le stazioni, sono
continuamente spacciate come notizie. Non sono notizie, sono propaganda
nera.
Questa corruzione rende giornalisti e presentatori dei meri stupidi
ventriloqui. Un attacco ad una nazione di 22 milioni di persone sofferenti
viene discusso dai commentatori liberal come se fosse una materia di un
seminario accademico, nel quale i pezzi possono essere mossi intorno ad una
mappa, come facevano i vecchi imperialisti.
L'argomento di questi umanitari non � primariamente la brutalit� di una
moderna dominazione imperiale, ma di quanto "cattivo" sia Saddam Hussein.
Non vi � ammissione che la loro decisione di unirsi al partito della guerra
sigilla ulteriormente il destino di forse migliaia di iracheni innocenti
condannati ad attendere nel braccio della morte internazionale dell'America.
Questa doppiezza non funzioner�. Non si pu� sostenere la pirateria omicida
in nome dell'umanitarismo. Inoltre, gli eccessi del fondamentalismo
americano che ora fronteggiamo ci stanno contemplando da troppo a lungo
perch� coloro di buon cuore e buon senso non possano riconoscerli.
john pilger giornalista per: Daily Mirror, Guardian, Independent, New Statesman, New York Times, Los Angeles Times, The Nation, Sydney Morning Herald
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