(1)Chi sono gli esperti? I mappatori che ricevono un attestato dopo aver partecipato *ad un Mapping* Party rilasciato dall'associazione OPENSTEETMAP Italia se costituita Alessandro RubiniIo non vedo astio. Vedo persone che in maniera molto civile fanno notare come qui non si senta il bisogno di tale associazione, tanto piu` che si sta` gia` parlando di "local chapter" e di appoggiarsi ad associazioni preesistenti.
Vediamo di riassumere tutto così capiranno tutti che la parola "astio" è appropriata: Mia proposta in Discussione: Vi pongo all'attenzione la possibilità d'iniziare a ragionare sulla possibilità di dare al progetto OpenStreetMap in Italia una veste giuridica effettiva (Associazione senza scopo di lucro di tipo ONLUS). Risposte Luigi Toscano: Semmai lo scopo potrebbe essere la creazione del "local chapter" della fondazione (OSMF). L'idea è di collaborare con un'associazione esistente. Se n'è parlato l'ultima volta qui: http://lists.openstreetmap.org/pi<http://lists.openstreetmap.org/pipermail/talk-it/2010-January/013354.html> Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): No, io pensavo ad un'associazione autonoma ONLUS che possa incarnare le caratteristiche migliori di un local chapter, ma con ramificazioni ed organigrammi plasmati in tutta Italia che possa coordinare e dettare le linee guida della comunita' italiana e che possa dotarsi di volontari esperti da utilizzare per la promozione del progetto in tutta Italia. Luigi Toscano: Sarò limitato io, ma non vedo che differenza faccia con un local chapter legato ad una delle associazioni esistenti con fini simili (Wikimedia Italia o GFoss). Per quanto riguarda le linee guida: linee guida di cosa? Criteri di mappatura (l'associazione non serve)? Piani di sviluppo, pressione sugli enti locali (dove sarebbe il vantaggio rispetto alla soluzione di cui sopra)? Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): L'indipendenza e la visibilità dei membri e del progetto OpenStreetMap....questa è la differenza! Luigi Toscano: l progetto e' già indipendente adesso. Sulla visibilita', beh: abbiamo un rappresentante nella Fondazione (purtroppo non asimoviana), ed e' in tale ruolo che si presenta quando chiede la liberazione dei dati. Altra burocrazia (a parte il discorso del local chapter) non serve; servono sinergie e agilita'. Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): Un caso pratico: Hai mai provato a scrivere ad un ente locale senza veste giuridica per ottenere delle autorizzazioni per foto, entrare in spazi, rilevare spazi come scavi archeologici? Un privato è un privato che fa dei rilievi GPS altra cosa un'associazione nazionale che chiede qualcosa e, soprattutto, pretende qualcosa che gli spetta dagli enti pubblici!?!?! Luigi Toscano: Dopo che il local chapter sarà costituito, saremo parte/aggregati ad un'associazione riconosciuta. Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): Dipendere da qualcuno e' diverso dall'essere qualcosa! Io spero che OpenStreetMap diventi qualcosa in Italia! Luigi Toscano: Fortunatamente lo e' gia'; ovviamente può migliorare. E chiunque aggiunga burocrazia inutile, non avrà il mio voto (lo lascio per la Fondazione). Non è burocrazia inutile.. Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): ..Ora in Italia il progetto OpenStreetMap è anarchico.. ..Io pensavo ad un'associazione snella, efficiente e dotata di esperti attenti e preparati per farla crescere con la realizzazione di conferenze, corsi presso i lug universitari, ecc., ecc..... Non è burocrazia inutile.. Luigi Toscano: Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): ..Ora in Italia il progetto OpenStreetMap e' anarchico.. Gradirei che questa affermazione sia motivata. Luigi Toscano: Senza contare che, in tutti i progetti legati alla produzione di cultura libera, un po' di anarchia e' fondante. Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): ..Io pensavo ad un'associazione snella, efficiente e dotata di esperti(1) attenti e preparati per farla crescere con la realizzazione di conferenze, corsi presso i lug universitari, ecc., ecc..... Luigi Toscano: Ancora non capisco la differenza con l'altra soluzione, se non che in questo caso si parla di ULTERIORE burocrazia inutile. Le conferenze ci sono e dipendono dai volontari; e la presenza di un'associazione non fa comparire i volontari dal nulla, semmai il contrario (l'associazione c'è perché ci sono i volontari). E ancora, l'associazione c'e' gia', è la fondazione inglese, e il braccio italiano sarà parte di un'associazione esistente, con finalità del tutto analoghe. Inutile dividere le forze dove le forze sono gia' ridotte. Credo che questa sia la nazione col maggior rapporto LUG/popolazione, per dire... non facciamo lo stesso sbaglio Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): Se per te migliorare vuol dire burocrazia inutile.. ...questo significa che il tema associazione OpenStreetMap Italia non e' ancora maturo per essere affrontato....se ci chiudiamo in ragionamenti anarchici in nome di una liberta' che però non significa efficienza! Simone Cortesi: Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): No, io pensavo ad un'associazione autonoma ONLUS che possa incarnare le caratteristiche migliori di un local chapter, ma con ramificazioni ed organigrammi plasmati in tutta Italia che possa coordinare e dettare le linee guida della comunità italiana e che possa dotarsi di volontari esperti da utilizzare per la promozione del progetto in tutta Italia. Simone Cortesi: Questo sarebbe, in un futuro ideale, molto bello. Ma al momento non mi sembra di aver mai avvertito nessuna necessita' tale da non poter essere soddisfatta dai singoli, sebbene aggregati in maniera non sancita da una qualche legge sull'associazionismo. Ditemi una sola cosa, che tentata come singoli non ha avuto successo, ma che, fatta come associazione lo avrebbe avuto... L'ulteriore creazione di una nuova associazione è secondo me una cosa sbagliata. Siamo piu' forti se facciamo lobby insieme: assoli, gfoss, wikimedia, ILS, FSFE. Non se siamo 4 gatti, ognuno con un cappello associazionistico in testa Luigi Toscano: Sì, se vuol dire avere un'ulteriore associazione, invece di estenderne (almeno per la parte italiana) una esistente (a livello internazionale basta iscriversi a OSMF - ma comunque, Simone, una fondazione inglese non e' riconosciuta in qualche modo almeno all'interno della UE?). Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo): ...questo significa che il tema associazione OpenStreetMap Italia non e' ancora maturo per essere affrontato....se ci chiudiamo in ragionamenti anarchici in nome di una libertà che però non significa efficienza! Luigi Toscano: Ho solo osservato che: - un piano c'e', e prevede la _sinergia_ con realtà consolidate ed esistenti, invece di fare un'altra cosa da zero; - una _componente_ anarchica (autoaggregante, aggiungo) c'e' ed e' parte fondamentale di tutti i progetti di produzione comunitaria del sapere (dal software libero in poi), e ne ho parlato solo perché si è detto che "in Italia il progetto OpenStreetMap e' anarchico" senza specificare esattamente in quale aspetto (mapping party? regole dei tag? altro)? Mia risposta (ROBERTO Vito Gerardo) a Simone Cortesi: Eppure dei leaders riconosciuti in Italia del movimento OpenStreetMap servono....e solo un'associazione può dotarsi di una struttura snella ed efficiente d'organigramma.... ...Vedi il modello creato in Gran Bretagna della Fondazione ...in Italia potrebbe essere l'associazione OpenStreeTMap Italia...! ...Secondo te che sarebbe stato il progetto OpenStreetMap senza la Fondazione di Steve Coast? ...e che sarebbe stato Steve Coast senza l'organizzazione ed un organigramma! (1)Chi sono gli esperti? I mappatori che ricevono un attestato dopo aver partecipato *ad un Mapping* Party rilasciato dall'associazione OPENSTEETMAP Italia se è costituita
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