si, sono capitati anche a me casi del genere...principalmente il problema più grave erano gli .shp senza alcun riferimento diretto sul sistema di coordinate geografiche utilizzato...è stato un incubo cercare i giusti riferimenti su siti assolutamente disordinati (e spesso contenenti indicazioni incomplete o addirittura errate). le tabelle di dati che ho incontrato erano abbastanza esplicative anche se spesso c'erano "tag"molto simili tra loro (es NUMERICIVICI_PARI NUMERICIVICI_PARIbis ecc ecc) penso che molti dei problemi siano dovuti al fatto che mancano persone competenti nella PA in termini di geodati e condivisione degli stessi. spesso se i geodati raccolti servivano solo per un utilizzo interno e quindi chi raccoglieva i dati parlava direttamente con il fornitore dei programmi di gestione degli stessi per mettersi d'accordo su sistema di riferimento e "tag" utilizzati; il resto della PA rimaneva all'oscuro di tutto da cui la mancanza di informazioni chiare. Il fatto stesso poi che ogni ente lavorasse per conto proprio avrà necessariamente comportato una pluralità di formati utilizzati e questo diventa un grave problema quando questi dati li si vuole raccogliere ed unire in un unico db. insomma problemi di giovinezza e di competenze (e proprio per questo che non mi sarei aspettato nulla di meglio dalla nostra PA,) oltre che una mancata organizzazione prima di liberare i dati. penso che la comunity italiana di OSM e altre similari possano fare tanto per "aiutare" la PA a migliorare i propri servizi in termini di realizzazione e diffusione degli OpenData. secondo me il primo passo dovrebbe essere l'adozione di standard obbligatori per tutti gli enti locali nazionali.
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