Il 25/10/2013 17:56, Davio ha scritto:
Per me è sufficiente la seconda condizione, la prima mi sembra troppo
restrittiva.
Dunque estenderesti la doppia denominazione anche a sardo e friulano.
Il 26/10/2013 02:00, Martin Koppenhöfer ha scritto:
Per me la segnaletica locale e l'uso comune degli abitanti hanno lo stesso
valore dei atti per il nome del place.
Se guardiamo l'uso comune allora ci vorrebbe il doppio nome anche per
molti paesini del Veneto... e pure in tutto il meridione (credo)...
Il 27/10/2013 15:01, Elena ``of Valhalla'' ha scritto:
On 2013-10-26 at 11:37:55 +0200, Martin Koppenhoefer wrote:
allora, in casi come questa, quando mettere un cartello in quella lingua "fa scena
con l'elettorato locale", penso che abbiamo un indicatore sulla lingua locale
non in lombardia, dove di lombardo si usa qualche parola di tanto in tanto, ma
la gente parla italiano anche in casa.
Guarda, io praticamente l'italiano l'ho imparato alle elementari, come
del resto quasi tutti i miei compagni di scuola... ma nonostante l'uso
dell'idioma locale sia ancora molto diffuso (non solo tra gli anziani,
ma anche tra i giovani) [1] mi sembrerebbe un'esagerazione mettere il
doppio nome sui toponimi qui in Veneto.
ciao
Paolo M
[1]
http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070420_00/testointegrale.pdf
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