2014-02-10 16:07 GMT+01:00 Simone Cortesi <[email protected]>: > nel frattempo hanno fatto pubblica ammenda: > > > http://www.terlizziviva.net/archivio-news/41-societa/2707-la-mappa-della-discordia-la-replica-dellazienda > > Da un'analisi più approfondita , si ritiene che effettivamente la > paternità della > mappa appartiene ai contributori del progetto Open Street Map , pertanto > chiediamo scusa per non aver verificato i termini di licenza e omesso la > dicitura OSM sulla cartina. Il tutto frutto di una svista che ci ha > indotto a > proseguire consapevoli di non violare "in buona fede" nessun diritto > di copyright. >
si, visto. E' veramente il minimo che dovevano fare, visto l'evidenza non neglibile, ma dopo che aveva già scritto cose come: " l’azienda che ha curato il progetto ... ha il dovere morale di rispondere a delle insinuazioni pretestuose e non veritiere." "è il risultato di immagini libere senza il diritto di copyright" "le richieste che vengono sollevate sono del tutto pretestuose e prive di concretezza ... hanno nel suo epicentro solo aspetti speculativi." "fantomatiche similitudini" (ROFL) "hanno anche il sapore di essere strumentali." (Si, instrumentale alle diffusione degli open data) e finisce con una minnaccia: "Tuttavia l’azienda si riserva di valutare i presupposti per adire alle vie legali , perché si ritiene lesa l’onorabilità della stessa." quindi, dopo aver scritto questo testo ieri oggi chiedono "scusa" ma solo per non aver "verificato i termini di licenza", cosa si dovrebbe fare per prima. 'pensavo si poteva fare' ;-) Per me dovrebbero oltre a chiedere scusa per non aver verificata la licenza, al meno illustrare come si potrebbe uscire adesso da questo casino. Ai prodotti stampati si potrebbe aggiungere la dicitura richiesta con un timbro o un adesivo per esempio. ciao, Martin
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