Ho appena letto questo post di Maurizio Napolitano http://de.straba.us/2014/12/21/la-rete-degli-oklabs/ Oltre ai mappathon e agli incontri ogni tot in posti in cui non c'è nessuno, si potrebbe pensare (la butto là se qualcuno vuole andare avanti nella riflessione) ad animare dei corner in biblioteche, centri culturali (e centri commerciali, dove non c'è alternativa), università, in cui ci sia un mapper esperto di OSM, di Open Culture Atlas e di tutti gli altri progetti aperti e collaborativi esistenti (magari una selezione tra i mille tramite contest) che introduca gli interessati a quei mondi, cercando però allo stesso tempo di usare il suo tempo per far progredire la "ricerca di soluzioni" attraverso quei progetti. Una sorta di "mapper in residenza" che lavori però sia a contatto con le persone che dietro le quinte. Potrebbe essere un laureando, in cambio di crediti formativi (oltre a quel che imparerebbe).
Il giorno 1 febbraio 2015 23:42, Fabri <[email protected]> ha scritto: > si può anche dirlo a quelli di maptime se si fa una serata al fusolab per > imparare a mappare in osm. > > https://groups.google.com/forum/#!forum/maptimeroma > > tra l'altro c'è anche una mapathon in corso per inserire gli opendata del > piemonte in osm > ps: > Avete fatto proposte nel sondaggio? > > https://docs.google.com/forms/d/1cpfSLk8gZMAJbJd77gVMt9hEuV1xDZY3zb_UqawD1EY/viewform?c=0&w=1 > > > > > > > > -- > View this message in context: > http://gis.19327.n5.nabble.com/Re-Bibliotecari-Open-Culture-Atlas-che-strada-possiamo-fare-insieme-tp5831730p5832165.html > Sent from the Italy General mailing list archive at Nabble.com. > > _______________________________________________ > Talk-it mailing list > [email protected] > https://lists.openstreetmap.org/listinfo/talk-it >
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