Il 02/02/2016 13:16, Michele Mondelli ha scritto:
Secondo me il punto è proprio il software, per un motivo molto semplice.

Gli opendata non sono un compito specifico di una persona, e nemmeno di un ufficio in particolare.
L'apertura ed il rilascio dei dati è un processo che coinvolge tutta l'amministrazione.
Non è pensabile di formare tutto il personale di un ente a capire che cos'è un dato geografico,
quali sono i formati aperti, come convertire i dati che si hanno, e così via.
Allo stesso modo non è pensabile che tutti sappiano qualli sono i metadati obbligatori,
come devono essere compilati, come devono essere distribuiti, e via dicendo.

Ogni ufficio o sezione dell'amministrazione ha la "conoscenza" del dato; deve 
essere il software a guidare l'utente lungo il percorso di produzione del dato aperto,
senza che lo stesso debba preoccuparsi di sapere come si converte uno shapefile
in un KML, o se la metadatazione del databaset per l'RNDT sia stata prodotta 
correttamente o meno.

È impensabile aspettarsi che le amministrazioni rilascino dati fatti bene se non gli
si fornisce degli strumenti che gli permettano di svolgere questo lavoro senza dover
diventare esperti del settore.

--
Michele Mondelli

+1!

Solo perchè non posso scrivere +1000!!!!

Ciao
Giuliano


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