2016-07-05 10:05 GMT+02:00 Alfredo Gattai <[email protected]>:
> questa non l'ho capita... > > Dove abitualmente mappo io, in Val di Vara > http://www.openstreetmap.org/#map=12/44.3145/9.6542 > praticamente oltre il 50% di quel che trovi di tracciati di mulattiere e > sentieri l'ho inserito io usando tracce GPX, prima c'erano solo delle belle > macchie "verdi". > si, non è che non servono le tracce gpx. Per mappare in zone remote, soprattutto sotto la copertura di vegetazione, è indispensabile. Ma per fare rilievi in siti archeologici (come in questa richiesta) non servono granché (uno perché ci sono al solito delle cose visibili in foto aeree, e due perché sopratutto quelli dei smartphone non hanno una qualità soddisfacente in questo contesto). > > Le foto aeree piu' comuni (Bing, Google Earth, etc) sono vecchie e mal > posizionate > vecchio spesso non è un grosso problema quando devi rilevare un sito archeologico, mal posizionamento è più grave, ma col PCN ho fatto buone esperienze. > > , le PCN che ho provato usando JOSM hanno una risoluzione cosi' cosi' e > anch'esse sono vecchiotte e tutte, proprio tutte sono quasi inutili perche' > buona parte del territorio e' fortemente boscato e non si intuisce proprio > niente dalle foto. > si, ma i siti archeologici sono rarissimamente boscati. > > Alessandro faceva rifermento ad archeologi.Ne ho conosciuti alcuni > perche' mi e' stato chiesto di accompagnarli nei luoghi dove avrebbero > dovuto scavare (e se non ce li portavo io erano ancora in giro adesso a > cercarli). Per gente come loro, avere tracce anche georeferenziate cosi' > cosi' e' l'unica risorsa. > prima di scavare si (se non spuntano delle cose e non si vedono delle formazioni del terreno sospette, come comunque spesso accade. Tanti degli ultimi ritrovamenti sono dovute proprio a le ortofoto. > Solo dopo, una volta individuato il posto c'e' la successiva mappatura di > precisione fatta con vari mezzi, tra il quali, foto e video con droni (dopo > aver defrascato) e rilievi con teodoliti e GPS differenziali. > si si si, ma la domanda era "applicazione per smartphone" e "OSM", siamo completamente d'accordo che ci sono anche mezzi più sofisticati (e cari). Con un GPS professionale (compreso l'antenna professionale ed una stazione di riferimento) si possono ottenere ottimi risultati, certo. > > Ti diro' di piu', qualche giorno fa ho scambiato qualche messggio con un > mappatore di vecchia data con migliaia di edits alle spalle che nel > migliorare alcuni percorsi basandosi su heatmap e Bing ha inavvertitamente > cancellato un pezzo di relazione. Ovviamente e' stata una mera svista, ma > l'abitudine a contare su altre risorse che non sia andare li e verificare > di persona porta facilmente a fare degli errori. > +1, ma in questo caso si parlava di App per smartphone, non credo che loro hanno intenzione di mappare con quelli da casa ;-) Anch'io ho fatto migliaia di edits, già prima che erano disponibili ortofoto, con un vecchio Garmin GPSMap 60Csx, sia in campagna che in città (quando ho cominciato a mappare Roma c'era poco più che il tevere e le autostrade). Ad oggi faccio quasi tutta la mappatura senza il GPS perché in città non serve più. Devo sapere dove si trova qualcosa (in relazione agli edifici e strade che già ci stanno in OSM), ed il GPS in linea di massima potrebbe aiutarmi a trovare meglio l'area, ma non la posizione (troppo impreciso, mi risulterebbe spesso una cosa al lato sbagliato della strada o simile). Ciao, Martin
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