> Il manualone di Francesca offre un metodo a pagina 288;
> Questo però significa dare in pasto agli utenti le passwords
> di protezione/sprotezione, permettendo loro di curiosare nella
> barra della formula.
... perché? Perché mai dovresti dare agli utenti la password?
Non lo capisco. L'idea è proprio che blocchi e nascondi le celle
abbinando una password che NON dai agli utenti.
Non è la pw di apertura del foglio, è quella della protezione delle
celle e formule. Non ho capito dove sia quello che non ti convince.
A parte questo, mi sa che Andrea ha ragione e mi pare del tutto
ragionevole. A questo proposito ti parlo di mio cugino che ha sviluppato
macro in migliaia di ore di lavoro e che ovviamente vuole proteggere.
VBA x Excel. Proprio ieri mi parlava dell'ennesimo sw che ha appena
scovato per migliorare ulteriormente la protezione del suo codice. (se
vuoi più info scrivimi privatamente)
Quello che vedo io da fuori è che ha dedicato centinaia di ore (forse
migliaia, gratis!) alla protezione delle sue macro, e che, come dice
giustamente Andrea, se uno davvero è determinato un modo lo scova
comunque per aggirarla.
Io personalmente finora mi sono comportata come Simona: cioè mi faccio
pagare il lavoro ma poi lo lascio aperto, libero al cliente perché mi
pare giusto così... per alcuni motivi:
1) uno è non dedicare decine di altre ore gratis per proteggere, dando
per scontato che se il cliente ha pagato me per fare quello che gli ho
fatto, non ha motivo di cercare di sproteggere una cosa che non sa fare;
2) non faccio macro così pazzesche da meritare tanta protezione;
3) infine, al di là di questioni filosofiche sulla libertà o meno del
codice c'è una questione importante da considerare e a cui nessun
cliente pensa: la sparizione del programmatore (morte o arrabbiatura o
alzheimer o altro).
Io personalmente non voglio che un cliente si trovi a piedi se io
sparisco, voglio che possa comunque, in caso estremo, pagare qualcun
altro che proceda sulla stessa strada. Mio cugino, dal canto suo, ha
risolto questo dando precise istruzioni testamentarie proprio per non
lasciare a piedi i suoi clienti nel caso estremo (che prima o poi è
inevitabile). Io la ritengo una questione di onestà verso un cliente
ignaro che proprio non ha idea delle grane in cui sarà senza l'unico
programmatore che ha in mano l'unica chiave dei suoi software.
Ho almeno 3 clienti che lo sono perché si sono trovati a vivere questo
con altri programmatori, con macchinari che non possono più usare, con
codici riscritti da zero, con zombie in giro per il web...
In conclusione, io ti suggerisco di accontentarti della soluzione a pag
288, che scoraggia i ciompi ma non gli esperti. Il cliente è ciompo per
definizione di cliente (se no non pagava te), l'esperto è quello che
scende in campo se tu sparisci: perché mai il cliente dovrebbe pagare un
esperto quando paga già te per la tua esperienza e bravura? Solo se gli
combini guai tremendi, direi, e a quel punto è moralmente giusto che
possa avere il codice leggibile. Ti pare?
Francesca Chiarelli
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