Il 13/06/2015 Italo Vignoli ha scritto:
On 13/06/15 09:51, Ferrari Renato Maria wrote:
Il 12/06/2015 15:11, [email protected] ha scritto:
Io rimango tra quelli che pensano che le due comunità dovrebbero, a
tutti i costi, cercare un compromesso che permetta ad entrambi di
portare avanti i propri valori. Apache Open Office nella figura di
Andrea Pescetti ha più e più volte aperto la porta, l'ultima volta al
FOSDEM. Non mi sembra che dall'altra parte ci sia tutta questa
volontà, anzi.
Come sempre, è esattamente il contrario: al FOSDEM c'è stato un
incontro, organizzato dal sottoscritto - nonostante la mia posizione
rispetto ad AOO - che è poi proseguito con una serie di discussioni tra
Ian Iversen e Thorsten Behrens. A un certo punto Ian Iversen ha inviato
un messaggio in cui diceva che il PMC di AOO (che credo sia il Project
Management Committee) ha espresso parere contrario rispetto alla
possibilità di un accordo con LibreOffice.

Quell'incontro a FOSDEM a febbraio 2015 è stato organizzato (anche) da me, anzi sono stato io a proporlo anche se non ne ho mai parlato in pubblico prima di ora, ma più che il dettaglio della paternità dell'incontro mi pare positivo che questo incontro ci sia stato e che i contatti siano proseguiti.

Avendo io seguito anche la parte privata delle discussioni, posso dire tranquillamente che da parte del PMC di OpenOffice non c'è alcun parere contrario ad accordi con LibreOffice. Le discussioni hanno portato a una fase di stallo, è vero: ma il motivo è che le proposte che sono state considerate non riuscivano mai ad essere soddisfacenti per tutte le parti in gioco e anche che non è nella cultura di Apache affidare un ruolo di negoziatore con carta bianca. Dallo stallo si può uscire, non c'è sicuramente alcuna preclusione a priori.

Io rimango dell'idea che collaborare sia possibile e che sia anche doveroso farlo per rispetto degli utenti e per la credibilità dei progetti. Se tutte le strade tentate fino ad ora sono sbagliate, potremo cercare quella giusta, e se non c'è ancora potremo provare a inventarla.

Apache Software Foundation è controllata - in un certo
senso - da Microsoft attraverso il suo President Ross Gardler, che è un
dipendente IBM.

Questo (refuso a parte) è un po' forte. Il presidente è scelto dal Board che viene eletto dai circa 600 membri di Apache Foundation, che sono un gruppo assolutamente eterogeneo composto di professionisti a tempo pieno, da impiegati di aziende piccole e grandi e da volontari indipendenti come me. Ross Gardler è stato nel Board anche quando non lavorava per Microsoft, e se rieletto ci rimarrà anche quando smetterà di lavorare per Microsoft. Il presidente non può influenzare in alcun modo le scelte interne dei singoli progetti, quindi l'azienda per cui lavora è onestamente irrilevante.

C'è una bella pagina in inglese che spiega il concetto:
http://www.apache.org/foundation/how-it-works.html#hats
e la cosa più bella è che questa (togliersi il "cappello" di Microsoft e indossare quello del responsabile di una certa parte della Fondazione) è la realtà quotidiana in Apache, non è solo una bella storia teorica.

Il Past President di Apache Software Foundation Jim Jagielski oggi è
President di Outercurve Foundation, finanziata solo da Microsoft

Jim Jagielski però lavora per Red Hat, una delle aziende più significative nello sviluppo di LibreOffice. In realtà complesse come questa ci sono sempre molti modi di vedere e presentare le cose. Ma, analogamente a quanto scrivevo prima, il fatto che Jim lavori per Red Hat non dà a Red Hat alcun potere sulle scelte di OpenOffice.

Ciao,
  Andrea.

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