On 03/03/2016 13:21, Tassi Pierluigi wrote: > Ma mia percezione in merito alle statistiche segnalate su openHub è > che ci siano la maggiorparte di sviluppatori LO che committano poco, > quanto basta per ottenere la modifica che si prefiggono e poi > spariscono.
Nei progetti open source completamente indipendenti, come LibreOffice, per avere un numero stabile di core developers - oggi sono circa 300 su base annua - bisogna averne almeno il triplo su base assoluta, proprio perché c'è una grossa volatilità tra i nuovi committer (fisiologica). Da alcuni mesi la fondazione ha assunto un consulente, che manco a farlo apposta arriva proprio dal progetto AOO (Ian Iversen), che ha il compito di aumentare il numero dei nuovi committer che rimangono invece di lasciare il progetto (in alcuni casi, per motivi più che leciti, in quanto arrivano, risolvono un problema che gli stava a cuore, e poi lasciano il progetto perché nella vita fanno altro). > Ho provato a capire se esiste un comitato di verifica delle > pull-request e del codice che viene committato ma non sono riuscito > a trovarne evidenza. E' ovvio che esiste, e si chiama Engineering Steering Committe. Per la cronaca, tutti i commit passano da Gerrit, dove vengono filtrati, e poi vengono inseriti su master perché il codice venga compilato ogni giorno da una Tinderbox. Se la compilazione va a buon fine, il master passa ai test, altrimenti torna indietro, e i committer ricevono un messaggio in cui gli viene richiesta una revisione del (o dei) commit. I test sono sia automatici sia manuali, e prevedono l'apertura/chiusura di una batteria di migliaia di documenti. > Ciò si è verificato nel caso in cui mi trovai a valutare un > documento ODT creato con LO che fallisce la validazione perché uno > sviluppatore cinese ha integrato una modifica che permette di avere > testo con sfondo e bordo colorato come se fosse evidenziato (che AOO > non permette). Questo è possibile se si utilizza ODF 1.2 Extended, che consente l'estensione dello standard (con funzionalità in corso di valutazione per la versione successiva dello standard stesso). Nel caso di ODF 1.2 LibreOffice ha i punteggi di conformità più alti tra tutte le suite, con l'esclusione di WebODF, che però nasce come "reference implementation for conformance". I dati sui punteggi di conformità sono disponibili sul sito delle ODF PlugFest, e sono comunque rilasciati con licenza Creative Commons. Tutti i software permettono di definire nelle opzioni la tipologia di ODF utilizzata per il salvataggio dei documenti. Certo, in assenza di sviluppatori, ODF 1.2 e ODF 1.2 Extended tendono a essere la stessa cosa, ma lo standard rimarrebbe eternamente fermo (e invece si sta discutendo la versione 1.3, di cui LibreOffice contiene alcune funzionalità sperimentali come l'embedding delle font). > Questo è quanto mi preoccupa oggi giorno nella comunità di LO: la > presenza di tantissimi sviluppatori che contribuiscono spot senza > che un sistema organizzato di controllo qualità verifichi non solo > che il software rimanga funzionante ma che sia anche coerente allo > standard ODF. Il Governo Inglese ha scelto LibreOffice come reference implementation dello standard ODF, che è stato adottato come unico standard per lo scambio dei documenti nella pubblica amministrazione. Anche loro incompetenti? Nella verifica dello standard, quello che conta è ODF 1.2 - ovvero il formato standard ISO - e non ODF 1.2 Extended, che contiene tutte le sperimentazioni necessarie per l'evoluzione dello standard. > Per quanto riguarda la presenza di aziende tra gli sviluppatori, > anche nella comunità LO la presenza è importante poiché sebbene sia > regolamentata dalla The Document Foundation per mezzo di limitazioni > alla quantità di contribuenti non è regolamentato il numero di > commit. Quindi mi risulta in questo momento che poche persone > effettuano migliaia di commit, e tante persone soltanto decine di > commit. Prima di tutto, la presenza delle aziende è regolamentata - ergo, limitata al 30% dei voti per garantire l'indipendenza del progetto - negli organismi di controllo, ovvero Board of Directors e Membership Committee, e non certo a livello di sviluppo. Prova ne è che il solo Caolan McNamara, sviluppatore RedHat, fa il 20% di tutti i commit. Sul fatto che ci siano pochi committer con un numero elevato di commit e tanti con un numero ridotto ho già risposto. Deriva dalla necessità di attrarre tanti committer per averne un numero elevato di stabili (siamo intorno a 300 su base annua ormai da diversi anni). Naturalmente, un progetto non indipendente come Apache OpenOffice ha gli sviluppatori pagati da una singola azienda che lavorano a tempo pieno (peraltro, erano solo 5), ma se questi lasciano rimane senza sviluppatori (come è successo nella realtà). LibreOffice in un giorno ha più committer "regolari" (ovvero, che lavorano solo su LibreOffice) di tutti gli altri progetti di software libero che non fanno riferimento a una sola azienda, e in ogni caso ne ha un numero sempre confrontabile con quelli di questi progetti (ne ha lo stesso numero di Google Chrome e più di Mozilla Firefox, e molti di più di quanti ne aveva OpenOffice ai tempi di Sun). > Naturalmente il brulicare di LO relativamente a AOO giova comunque > alla crescita e diffusione dello standard ODF sebbene però ipotizzo > che sia minato dagli sviluppatori spot che, secondo me, rischiano di > renderlo instabile e farlo somigliare a OOXML. Se "brulicare" significa avere sviluppatori, ben venga il brulicare. Per quanto riguarda lo standard ODF, credo sia il caso di sottolineare come The Document Foundation e le singole aziende che contribuiscono a LibreOffice come CIB, Collabora e RedHat facciano parte del comitato tecnico, mentre IBM è completamente uscita. In questo momento, i membri con diritto di voto del comitato tecnico ODF sono i seguenti: *Thorsten Behrens, CIB Labs* *Andras Timar, Collabora Productivity* Patrick Durusau, Individual (Chair) Andreas Guelzow, Individual Thomas O'Reilly, Individual Svante Schubert, Individual Jos van den Oever, Logius (Chair) Darrin House, Microsoft Péter Rakyta, MultiRacio *Michael Stahl, Red Hat* *Regina Henschel, The Document Foundation* 4 membri su 11 fanno parte dell'ecosistema LibreOffice, per cui direi che l'affermazione secondo la quale LibreOffice gestisce ODF in modo non rigoroso viene perlomeno ridimensionata. Cordiali saluti. -- Italo Vignoli - [email protected] mobile +39.348.5653829 - skype italovignoli jabber / sip [email protected] GPG Key ID - 0xAAB8D5C0 DB75 1534 3FD0 EA5F 56B5 FDA6 DE82 934C AAB8 D5C0 --------------------------------------------------------------------- To unsubscribe, e-mail: [email protected] For additional commands, e-mail: [email protected]
