Salve a tutti

io continuo a crederci poco.
Queste multinazionali sono aziende da guerra e non da prodotto ormai.
profitto solo profitto a tutti costi profitto per mantenere molto bene i
pochi a danno di molti, è una tendenza generale delle grandi realtà
industriali che non credo si possa risolvere argomentando su cosa è
effettivamente meglio per il mercato e per l'utente, semplicemente perche
non è il loro obiettivo primario ma solo un mezzo per raggiungerlo.
adesso poi che Microsoft sta lavorando per rendere sempre più difficile ed
in alcuni casi mi pare impossibile l'utilizzo dei suoi prodotti in assenza
di una originale licenza, come possiamo penssare che dall'altra parte lavori
per smontare tutto quello che ha fatto in questi anni aprendosi al mondo del
software libero e degli utenti?

Non ci credo
Grazie comunque per il tuo lavoro
Raffaele Diotallevi
Bologna


Il 22/02/08, Italo Vignoli <[EMAIL PROTECTED]> ha scritto:
>
> Benvenuta, Microsoft.
>
> Oggi, sulla scorta del vostro annuncio, siamo pronti a collaborare con voi
> per la promozione dei formati aperti, per sostenervi in quello che per voi è
> sicuramente un percorso nuovo nell'area delle suite per ufficio. Siamo
> pronti a collaborare, ma saremo anche dei critici severi e inflessibili di
> fronte a ogni incertezza e a ogni sbandata. L'interoperabilità non ammette
> trucchi e mezze misure: è una scelta di parte, quella degli utenti.
>
> Noi siamo più possibilisti della Commissione Europea, che ha sottolineato
> come questo sia il quarto annuncio Microsoft sull'argomento
> dell'interoperabilità, senza ricadute - fino a oggi - sulla strategia
> dell'azienda. Riteniamo opportuno sperare che questa volta, per diversi
> motivi - tra i quali la nostra opposizione costruttiva a una prematura
> approvazione del formato dei file di Office 2007, che continuerà se non
> verranno apportate tutte le necessarie modifiche - ci siano più probabilità
> che in passato perché le parole diventino fatti.
>
> Allo stesso tempo, invitiamo le aziende che, insieme a noi, sostengono il
> formato ODF - e quelle che fanno parte della comunità OpenOffice.org: Sun,
> IBM, Novell e Red Flag - a lavorare per una piena interoperabilità, adesso
> che gli impedimenti tecnici e legali stanno per cadere, per consentire agli
> utenti di Microsoft Office di parlare in modo trasparente con quelli di
> OpenOffice.org, e viceversa. Chiediamo che l'industria del software, che
> non ha sede a Redmond, si impegni insieme a noi per far diventare ODF uno
> standard più diffuso.
>
> Se questo succederà avranno vinto gli utenti, e insieme a loro il mercato.
>
> Italo Vignoli per l'Associazione PLIO
> [per informazioni: [EMAIL PROTECTED] - cellulare 348.5653829]
>
>
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