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Weebies - la mailing list su web design e producing
http://www.weebies.com
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Per carit�, le opinioni, anche negative, non sono mica
illegittime!... Per� ho qualche riserva rispetto alle tue
argomentazioni di supporto. Tu dici che vorrei
"mettere in mostra 'troppa' creativit�"; a parte il fatto
che l'uso del condizionale fa supporre che tutta questa
creativit� nemmeno c'�, a tuo avviso, per confrontarmi
con il tuo argomento non ho altro che l'unico riferimento
concreto che fai, e cio� quello della galleria dei menu.
Tu dici che "dimostra pi� creativit� di quanta ne possa
sopportare 'l'utente medio' senza sentirsi confuso
ed imbranato"; bene, intanto chi � l'utente medio? e
soprattutto, credi che sia quello il mio target? Intendiamoci,
so bene che la Rete �, per definizione, un proscenio globale,
a cui tutti (i 'navigatori'...) hanno accesso indistintamente.
Ma questo significa semplicemente che ciascuno pu� vedere
e/o leggere ci� che vuole, o proporre ci� che vuole.
Non pu� certo significare che qualsiasi cosa deve essere
rivolta a tutti (e quindi da tutti, indistintamente, fruibile); se
faccio un sito - tanto per citarti... - sulla bionica, dico un
sito di informazione scientifica, difficilmente il mio target
sar� quello delle ragazzine che chattano. O, se preferisci,
ben pi� banalmente (manco per il cavolo, in realt�), se io
faccio un sito in italiano ed inglese, la stragrande maggioranza
della popolazione mondiale � tagliata fuori dalla possibilit�
di accedere ai miei contenuti. Ci sono dei colli di bottiglia
ovvi, e l'ideologia dell'universalit� dell'accesso, come tutte
le ideologie, tende a prendere un principio valido e ad
ingessarlo in una struttura concettuale rigida, col risultato
che, solitamente, con l'idea di superare una qualche
'ingiustizia', finisce col generarne di nuove. Ma questo � un
altro discorso...
Torniamo a noi. Io faccio il designer, � il mio lavoro, ed il
sito � precisamente uno strumento di lavoro. Non serve a
gratificarmi dell'ammirazione (eventuale...) di un anonimo
'utente medio', ma a produrre vantaggi rispetto al mio lavoro.
Dunque, poich� io sono un freelance, il mio target � in
larga misura quello delle agenzie di comunicazione. Come
vedi, abbastanza lontano dalla tipologia dell'utente medio.
Se avessi fatto una webzine sugli scacchi, allora si...
Ne discende, come logica conseguenza, che la funzione del
sito � mostrare, a potenziali committenti, non tanto una
'vasta' (eccessiva, diresti tu) creativit�, quanto una capacit�
creativa di dare risposte diverse a diverse esigenze (e non
a ripetere uno/due schemi base, cambiando magari i colori).
Ovvio che, ad un occhio, diciamo cos�, 'profano', una serie
di soluzioni eterogenee tra di loro, ed estrapolate dal proprio
contesto, pu� anche apparire 'disorientante'. Ma difficile che
lo appaia ad un 'addetto ai lavori'. Se tu vai su un sito tipo
flashkit, la quantit� e la eterogeneit� di creativit� � un Tetrabyte
di volte maggiore; forse un 'utente medio', ammesso che ci vada,
ne risulta disorientato. Ma n� tu n� io ne restiamo spaesati.
Sono d'accordo con te, l'obiettivo di chi 'fa' web dovrebbe
essere quello di fare siti "decenti e comprensibili". Ma, al di l�
della vaghezza del primo termine (e dell'elasticit� del secondo...),
ci� pu� e deve avvenire nella consapevolezza che:
1) non tutto � comunicabile a tutti nello stesso modo
2) non sempre � utile farlo
Non sono invece d'accordo con l'idea che bisogna 'fermarsi'
ad un "web facile", aspettando che sia "digerito ed interiorizzato"
da tutti, per poi ("forse"!!!) farne uno pi� innovativo.
Se fosse questa la logica che presiede alle attivit� umane, non
ci sarebbe Internet, anzi probabilmente nemmeno le ferrovie,
la penicellina, e la radio... E guarda che il mio non � un giudizio di
merito (magari queste cose possono essere giudicate negative),
ma una constatazione di fatto: la natura umana (e sottolineo il
primo termine, che per sua essenza prescinde da considerazioni
di tipo etico o morale) funziona cos�. Va avanti.
La storia dell'umanit�, con le sue grandezze ed i suoi orrori, �
una storia di 'strappi' in avanti, � un p� (scusa il paragone!)
come le corse dei cani: non raggiungeranno mai il coniglio di
plastica che hanno davanti. Magari pu� apparire immorale,
per� � cos�, ed ha una precisa ragione per essere cos�...
Oh, intendiamoci, non � che voglio sostenere che stiamo
facendo la storia (nemmeno quella con la s minuscola)...
Dico solo che c'� un momento per fare un uso consueto,
noto e 'user friendly' , degli strumenti di cui disponiamo, ed
uno per farne invece un uso diverso, sperimentale o pi�
difforme dal consueto. E non sono momenti successivi (e
distanti tra loro).
Nel momento stesso in cui qualcuno immagina di poter
fare una certa cosa, e ne � capace, quello diventa il momento
in cui si pu� fare.
Bh�, scusa se sono stato cos� prolisso, e comunque grazie
dei tuoi commenti!
Ciao
Enrico Tomaselli
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