Tratto da:
http://www.hwupgrade.it/news/web/google-svela-i-segreti-dei-suoi-server-e-di-jupiter_58471.html

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In un documento di 15 pagine presentato al SIGCOMM 2015, *Google ha
illustrato il suo percorso decennale nell'evoluzione delle tecnologie di
rete adottate*. La società ha svelato alcuni dei segreti che le hanno
permesso di raggiungere l'enorme utenza di cui dispone oggi, raccontando
i passaggi principali dell'evoluzione, come ad esempio l'uso di hardware
sviluppato in proprio portato a compimento nel 2005.

Allora non erano molte le compagnie che consideravano la possibilità di
utilizzare hardware sviluppato sulle proprie specifiche esigenze, ma la
richiesta di banda da parte di Google raddoppiava circa ogni 12 mesi.
Gestire la situazione con hardware generico era ormai diventato
proibitivo sul piano economico e complesso su quello della gestione
operativa, così Google è stata fra le prime ad adoperare switch custom
appositi.

Le manovre delle prime società in tal senso hanno fatto nascere il
/software-defined networking/, come alternativa all'uso di hardware di
rete convenzionale. L'approccio si è rivelato sin da subito estremamente
più economico e più proiettato verso le esigenze future della società,
visto che molte operazioni di manutenzione potevano essere eseguite lato
software da remoto e senza accedere direttamente all'hardware.

Ad oggi Google detiene una delle reti di data center più grandi in tutto
il mondo, collegata da un'infrastruttura *che la società chiama Jupiter
*(la quinta dagli albori). Grazie a questa, la società gestisce una rete
basata su componenti non commerciali con una *bisection bandwidth di 1
petabit al secondo (1 milione di gigabit)*: "Questo significa che ognuno
dei 100 mila server di un data center può comunicare con qualsiasi altro
server ad una velocità arbitraria di 10Gb/s", ha scritto la società.

Si tratta di una velocità cento volte superiore rispetto a quella
concessa dalle tecnologie utilizzate nel 2005 e Jupiter rappresenta uno
dei vantaggi principali che la società sostiene di avere rispetto a
Microsoft o Amazon.

*Ma perché Google ne parla solo adesso?* La società ha iniziato di
recente a vendere i propri servizi cloud ad altre compagnie, quindi
sottolineandone la superiorità spera di avere un ritorno diretto. Ma c'è
anche un altro motivo, un po' più pragmatico. Le richieste di banda sono
aumentate a tal punto che la stessa Google inizia ad avere bisogno di
altre idee per rispondere alle sfide di configurazione e gestione delle
reti.

Ed è per questo che Big G ha presentato il documento alla conferenza
londinese.

L'argomento può essere approfondito sul blog ufficiale della società
<http://googleresearch.blogspot.fr/2015/08/pulling-back-curtain-on-googles-network.html>,
mentre il documento per intero può essere trovato a questo indirizzo
<http://conferences.sigcomm.org/sigcomm/2015/pdf/papers/p183.pdf>. Nella
pagina trovate una galleria con le immagini dei data center di Google
pubblicate in passato dalla stessa società.

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[1]
http://googleresearch.blogspot.fr/2015/08/pulling-back-curtain-on-googles-network.html
[2] http://conferences.sigcomm.org/sigcomm/2015/pdf/papers/p183.pdf
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