---------- Inizio Pubblicit� ----------
"Non sparatemi sono insignificante"
Maglietta sciamanica contro la guerra in puro cotone colore e'cru
http://www.commercioetico.it/tshirt/index.html#nonsparate
---------- Fine Pubblicit� ----------
 
 
C@C@O Elefante
Il quotidiano completo delle buone notizie comiche
http://www.alcatraz.it

Per commenti a questo quotidiano scrivete su www.alcatraz.it/forum
(Dibattito sul giornale - Segnalazioni e commenti su C@C@O)


L'essenziale delle notizie � sempre vero

 

08/12/2001
 
Cacao del sabato
 
"Non devo piu' leggere certe cose la sera prima di dormire" si diceva il
professor Luigi Rossi quella mattina prima di entrare in classe. Non se la
toglieva dalle testa quella storia ma era anche in grave ansia. Lui cosi'
regolare, cosi' ligio alle fonti ufficiali, lui, che credeva ancora che le
Crociate furono combattute per liberare il Sacro Sepolcro di
Gerusalemme, si era trovato in mano quella storia, troppo ghiotta per non
raccontarla... ma come?
Entro' in aula e come al solito non se lo filo' di pezza nessuno dei 32
studenti della III liceo classico Manzoni. Troppo grigio, troppo noioso, il
professor Rossi.
Ma quella mattina sbatte' il registro sulla cattedra e disse con voce ferma
e forte, come mai era successo in tutto l'anno scolastico: "Attenzione,
ragazzi, oggi vi racconto...
 
LA BATTAGLIA DELLA MERDA"
 
Tutto il medioevo e' disseminato di episodi di rivolta popolare che a volte
ottennero strepitose vittorie. Le condizioni produttive pero' non erano
mature perche' si instaurassero sistemi sociali diversi da quello feudale,
la ricchezza agraria dei nobili e la loro cavalleria pesante erano ancora
troppo forti. Gli unici casi di vittorie durature, che io conosca, sono quelli
degli svizzeri e dei valdesi. Ed entrambe le esperienze furono possibili
perche' si combatte' su terreni montani sui quali la cavalleria pesante era
in svantaggio.
L'avvento del cannone creo' ulteriori problemi ai ribelli. Inventarsi
qualche cosa contro i cannoni non era semplice. Quando il popolo  non
vinse in modo definitivo diede comunque prova di una fantasia
meravigliosa.
Nel 1334 ci fu una rivolta a Bologna, a seguito di un disastro bellico nel
quale perirono migliaia di giovani. Nobili e prelati si rifugiarono in un
castello fortificato e provvisto di scorte alimentari in gran quantita'. Gli
insorti escogitarono allora un curioso sistema per espugnare la fortezza.
Un'enorme quantita' di escrementi umani e animali fu raccolta e utilizzata
per inquinare l'acqua che riforniva il castello. Vennero poi approntate
catapulte con le quali gli assediati furono letteralmente coperti di cacca. I
nobili erano pronti a battersi eroicamente ma non resistettero che pochi
giorni a quella pioggia escremenziale.
Ecco, per sommi capi, cosa ci racconta la prof.ssa Gina Fasoli in un
articolo apparso nel febbraio 1984 su "Bologna Incontri" n. 2: "Nel 1334,
il cardinal legato Bertrando del Poggetto decide di muovere guerra a
Ferrara, quindi alla repubblica veneziana, organizzando un arruolamento
forzato tra i giovani bolognesi e mettendoli agli ordini del generale
francese D'Armeniac. La spedizione si conclude in un disastro. Allora il
Cardinal legato e i maggiorenti della citta', temendo le ire del popolo
bolognese, si trincerano nella Fortezza cittadina dopo avere razziato tutte
le possibili scorte di viveri. A questo punto, di fronte alla Fortezza che
pare inespugnabile, i popolani in rivolta hanno un colpo di genio:
decidono di andare all'assalto della Fortezza con gittate di merda, dopo
avere deviato le fogne nei condotti dell'acqua, sotto la Fortezza".
La "copromachia" e' citata nel cap. V della Cronica anonima pubblicata
da L.A. Muratori nelle "Antiquitates Italiacae Medii Aevi", III, coll. 251-
546, con il titolo "Fragmenta historiae romanae", che contiene anche la
cosiddetta Vita di Cola di Rienzo.
Nel 1338-39 l'autore studiava medicina a Bologna, e pote' facilmente
ascoltare e trascrivere dalla viva voce di testimoni oculari il racconto dei
fatti di quattro anni prima: "Ora fo puosto lo assedio allo bello e nobbele
Castiello de lo Legato (La Rocca di Porta Galliera, n.d.r.). L'assedio stette
dii quinnici. L'acqua li fo toita, perche' lo corzo li fo rotto. Dentro era
fodero de pane, vino, e carne salata, e moite cose. Li Bolognesi
travoccavano lo sterco dentro de lo Castiello, e vallestravano"
Tutta questa storia ve la posso raccontare perche' Dario Fo fece una lunga
ricerca anni fa e raccolse poche ma significative testimonianze nei libri
dell'epoca."
 
Un lungo fragoroso applauso concluse la piu' esaltante e merdosa lezione
del professor Rossi che, rosso di imbarazzo e orgoglio, disse: "E non e'
finita qui, vedrete cosa vi raccontero' la prossima volta".
 
Auguriamo a tutti i lettori una buona festa dell'Immacolata e una buona domenica.
La Redazione
 
Jacopo Fo, Simone Canova, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco e Manuela Spacca
www.alcatraz.it
 
Per cancellarti da questa newsletter manda una e-mail vuota a
[EMAIL PROTECTED]

Rispondere a