Noi ci mettimo il Cacao, tu versi il latte?
http://www.alcatraz.it/soci.html
 
I corsi della Libera universita' di Alcatraz:
dal 3 al 10 agosto "Scrittura, immaginazione e nuovi poteri"
Seminario con Stefano Benni, Jacopo Fo e altri illustri ospiti
dal 10 al 17 agosto corso di "Yoga Demenziale"
con Jacopo Fo e lo staff di Alcatraz
dal 17 al 24 corso di "Yoga Demenziale"
dal 24 al 31 corso di "Yoga Demenziale"
con Gabriella Canova e lo staff di Alcatraz
Soggiorno e corso a partire da 490 euro (in tenda).
Per informazioni http://www.alcatraz.it/yogademenziale/index.html
Per prenotazioni [EMAIL PROTECTED] oppure 075/9229938-11


Cacao Elefante
Il quotidiano delle buone notizie comiche

L'essenziale delle notizie � sempre vero

13 luglio 2002
 
Edizione del sabato
 
Il 14 luglio la Libera Universita' di Alcatraz, fondata da Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo, compie 20 anni.
In questo numero di Cacao del sabato e in quello della settimana prossima, racconteremo la storia di Alcatraz e il progetto della citta' verde.
Buona lettura.
 
La citta' verde
 
Nel 1978 avevo 23 anni, vivevo a Roma e lavoravo al "Male" che era un settimanale satirico di grande successo. Mi ero innamorato follemente di una ragazza che girava con un poncio a strisce rosse e arancioni e una bombetta marrone in testa. All'inizio del '79 mi trasferii con lei in Umbria, sulle colline tra i boschi. La linea era: due cuori e una capanna.
 
Fu un'estate meravigliosa. A ottobre lei mi lascio' per un conte e io mi resi conto che nella casa, che nel frattempo avevo comprato, non c'era il riscaldamento, ci pioveva dentro e le finestre avevano degli spifferi tipo tunnel del vento. Fu un inverno molto gelido quello del '79. Uno che ha sempre vissuto circondato dai caloriferi ha difficolta' a capire quanto si possa avere freddo senza.
 
Di giorno lavoravo con alcuni amici a togliere l'intonaco marcio dalle pareti scalfendo il terriccio tra pietra e pietra, alla sera mi infilavo un secondo cappotto e mi mettevo a letto. Dormivo sopra un materasso umido e due dita di terriccio. Ed ero anche depresso per via che lei mi aveva lasciato. Nell'estate del '79 la mia casa divento' una comune hippy. C'erano intellettuali milanesi, disegnatori romani, ex rapinatori di Bergamo, tossicomani che si disintossicavano, ecologisti svizzeri, spiantati iugoslavi e dodici mucche, di proprieta' dei miei coinquilini. Gliele aveva regalate il conte con cui la mia ragazza era fuggita. Una specie di risarcimento trasversale.
 
All'inizio del 1981 scappai in Francia perche' ero convinto che la polizia mi desse la caccia. Avevano arrestato un centinaio di miei ex compagni dell'Autonomia Operaia e il mio nome era su tutti i giornali. Dopo un mese, visto che nessuno mi era venuto a cercare, tornai in Umbria. Avevo due capi di imputazione ma non c'era mandato di cattura (alla fine fui assolto perche' le accuse non stavano in piedi, ma questa e' un'altra storia). Quando uno dei miei coinquilini salto' sul tavolo sguainando la roncola per fare una strage, capii che forse volevo starmene da solo per un po'.
 
Dall'autunno all'estate del 1981 restai solo. Era un po' dura, impastavo piadine, cucinavo minestroni col riso integrale, piantavo alberi da frutta e stavo per ore seduto nel bosco. Per la prima volta in vita mia ogni tanto mi sentivo tranquillo.
 
In primavera venni a sapere che il padrone di casa voleva far tagliare 400.000 metri quadri di bosco che circondavano la mia casa. Ero disperato ma non avevo i soldi per comprarli. Nel frattempo mio padre mi disse che voleva aprire una scuola di teatro. Boschi e teatro non c'entravano molto ma io sostenni che una buona scuola di teatro funziona meglio se intorno ci sono delle querce secolari. I miei genitori accettarono l'idea. Sospetto che mi abbiano assecondato perche' pensavano che fossi matto e che magari, dovendomi occupare di qualche cosa di piu' pratico che fare vignettine per il "Male", forse sarei rinsavito.
 
In effetti credo che avessero ragione. Giravo coi sandali e i piedi sporchi, avevo la barba e i capelli lunghi pieni di nodi, guardavo gli olivi contorti e mi mettevo a piangere sentendo quanto avessero sofferto.
 
Facevo meditazione ed ero in preda a una botta mistica solitaria. Esploravo quel territorio che sta al di la' della normale percezione del mondo. Non sapevo cosa stessi cercando e comunque non la trovavo.
 
Iniziarono i preparativi febbrili, nell'estate del 1982 volevamo iniziare i corsi estivi della Libera Universita' di Alcatraz. Nel gruppo di gestione iniziale c'erano commercianti ambulanti, fotomodelle, veterinari, agricoltori biologici e artisti di vario tipo. Dopo un paio di mesi di discussione decidemmo la data di inizio dei lavori. La mattina del giorno fissato non si fece vedere nessuno. Cosi' capii che forse non erano molto convinti.
 

In quel periodo ho fatto un sogno a occhi aperti.
 
Camminavo lungo un prato scosceso e immaginai un gruppo di monaci che si buttavano dalla collina con deltaplani di tutti i colori. Sembrava una festa. Fu allora che cominciai a pensare che Alcatraz sarebbe diventata un posto veramente strano. Questa fantasia e' sempre stata legata anche a un fatto realmente accaduto. Ero al festival di Re Nudo del parco Lambro, l'ultimo (1975). Ci fu una lezione di Yoga di massa eravamo almeno duecento, seduti in un lunghissimo cerchio. Facevamo un OM. Mancava l'amplificazione e quattro o cinque maestri sparsi al centro dei cerchi, davano "gli ordini" a voce. C'era il sole e l'aria era sottile. Poi molti di noi parteciparono alla colossale danza tribale sotto il palco dove si alternavano i gruppi musicali. Eravamo in centinaia a ballare nudi con un senso di gioia e liberazione enorme. Qualcuno riprese la scena, cosi' ogni volta che in TV trasmettono un documentario su quegli anni mandano anche uno spezzone di quella danza e mi rivedo ventenne, magrissimo, col pisello di fuori.
 
Rimandano quello spezzone perche' gli hippies che fanno i selvaggi, fanno sempre audience, soprattutto se in mezzo ci stanno un po' di ragazze col seno statuario. Ma noi non eravamo contenti perche' eravamo nudi: eravamo nudi per la contentezza di sentirci tutti assieme...non stavamo piu' nella pelle, figuratevi nei vestiti...
 
Ma questa gioia delle buone vibrazioni che sentivamo fra di noi nel film non si vede.
 
L'idea di costruire una citta' verde, un villaggio globale, un centro ecologico artistico e spirituale, dentro la mia testa, e' legata al desiderio di rivivere un momento di comunione con gli altri che sono diventati molto rari da quando sono finiti i festival di re Nudo, le case occupate, le feste proletarie. Gli indiani metropolitani che giocavano a Bandiera con la polizia schierata in assetto di guerra. Uno di noi si piazzava tra il cordone dei poliziotti e la nostra prima fila, tirava fuori un fazzoletto e gridava un numero. Subito uno di noi scattava di corsa, acchiappava il fazzoletto e tornava indietro a fare punto, e tutti urlavamo: "Uno a zero! Uno a zero!"
 
E si vedeva che i poliziotti morivano dalla voglia di giocare anche loro. Alla fine pur di partecipare ci caricavano. E noi scappavamo pacificamente gridando: "Cattivi! Cattivi! Cattivi!" ci divertivamo da pazzi.
 
Anche a Macondo, l'immenso locale alternativo di Milano, ci furono momenti magici. . . Sempre comunque la condizione necessaria per poter vivere quest'estasi del gioco E' stata la presenza di molte persone sulla stessa lunghezza d'onda.
 
Il 20 luglio 1982 iniziarono comunque i corsi. Era tutto pronto. Mancavano solo i letti. La gente arrivata si metteva in coda mentre il nostro incredibile falegname costruiva il letto. Quattro assi e via. Gli allievi pigliavano il letto, il materasso e le lenzuola e andavano a sistemarsi. C'era un po' di ritardo perche' l'Arci ci aveva promesso venti volontari che avrebbero dovuto aiutarci per due mesi, ma non si era visto nessuno.
 
Eravamo un grande gruppo, c'erano ex tossicomani non troppo ex, ex fascisti diventati monaci induisti, ex socialisti passati all'ala freak, inventori pazzi e hippies spiantati. Non ho mai visto tante belle donne come quell'anno. Una cosa impressionante. Avevamo due cuochi di quella setta che pagano milioni per imparare a volare e i migliori cibi biologici della galassia. Un orto rigoglioso ci avrebbe dato verdure fresche tutti i giorni. Un mio amico, ex prostituto gay, ex tossicomane, ex malato di sifilide e scabbia, sieropositivo, passava tutto il giorno nell'orto a parlare con le piante.
 
Quando i corsi stavano per iniziare ci accorgemmo che le piante che crescevano alte un metro nell'orto non producevano ortaggi. Era il festival della gramigna. C'erano tutte le erbacce che possono crescere nel clima temperato e alcune che, generalmente si trovano solo nell'Africa sub-sahariana. C'erano 5 piante di fagioli alte 15 cm, 2 di zucchine e 20 di pomodori, ma senza pomodori. Il terzo giorno di corsi, alle 19 e 45 i due cuochi mistici si licenziarono perche' dar da mangiare a 40 persone era troppo per loro e si sentivano appesantiti, cosa che per chi vuol volare non va bene. Alle 20 e 15 servimmo comunque in tavola. Eroici, avevamo fatto delle pizze durissime. Eroici furono i commensali che le mangiarono.
Comunque fu un'estate meravigliosa. Credo che chiunque sia passato di li' in quei due mesi ne conservi un ricordo entusiastico. Tutti eccetto mio papa' e mia mamma che erano imbestialiti perche' i parametri hippies di efficienza erano un po' bassi per loro, che sono sempre stati leninisti duri. Le lezioni si tenevano per lo piu' sui prati perche' non avevamo aule. Avevamo pero' un piccolo tendone da circo giallo e rosso. Si insegnava teatro, fumetto, ginnastica isometrica, scrittura creativa, giornalismo. C'erano Angese, Cinzia Leone, Stefano Benni, Dacia Maraini, Pazienza, Vincino, Munoz, Liberatore. Una situazione che definire intellettualmente sollecitante e' poco.
 
Avevamo anche abbandonato la cucina vegetariana. Era successo il settimo giorno. Mio padre non ne poteva piu' di riso e germogli di soia ed era andato a comperare dieci polli arrosto nel paese piu' vicino, Casa del Diavolo (si chiama proprio cosi'). Li aveva messi in tavola senza neanche scartarli ed erano stati divorati a mani nude. In cucina arrivo' una cuoca vera, una signora del posto, e la qualita' delle pietanze aveva avuto un'impennata. Alla fine dell'estate ero molto soddisfatto e pieno di debiti. Mi misi a riorganizzare tutto sicuro che l'anno dopo avremmo pareggiato. Nel frattempo avevo comprato altri 390.000 metri quadrati di boschi, ancora una volta per impedirne il taglio.
 
L'estate del 1983 fu ancora piu' grandiosa...
 
(Continua la settimana prossima)
 
Vuoi comprare una struttura turistica o il rudere di una casa all'interno del parco di Alcatraz?
http://www.bizirbazar.it/casealcatraz.html
 
Vuoi acquistare un bosco per proteggerlo? Regalati il lusso di passeggiare nel tuo bosco, discutere di filosofia con i tuoi alberi e stringere un patto di alleanza tra la tua famiglia e il mondo vegetale. E partecipare cosi' a un grande progetto ecologico collettivo.
http://www.bizirbazar.it/boscoalcatraz.html
 
Associati a Cacao - Sostieni la controinformazione claun
http://www.alcatraz.it/soci.html

Simone Canova, Jacopo Fo, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco e Manuela Spacca
www.alcatraz.it

Per cancellarti da questa newsletter manda una e-mail vuota a
[EMAIL PROTECTED] oppure vai alla pagina http://www.alcatraz.it/mailinglist.html
Iscrivi un amico o una amica!
http://www.alcatraz.it/mailinglist.html
Il tuo amico poi potr� confermare l'iscrizione oppure lasciarla decadere automaticamente.
Per commentare questa news
http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID95
Per l'archivio di tutte le news clicca qui
www.alcatraz.it/redazione/news/public_news.php3
Per la homepage di Alcatraz.it clicca qui www.alcatraz.it
Per i tuoi bio-acquisti www.commercioetico.it

Powered by www.wonder.it

Rispondere a