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C A C A O E L E F A N T E
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Il quotidiano delle buone notizie comiche L'essenziale delle notizie e' sempre vero __________ S P O T __________
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~-~-~ 26 giugno
2004 ~-~-~
Edizione del
sabato
Sabato scorso vi abbiamo proposto uno degli
interventi di Patch Adams tra quelli tenuti presso la Libera Universita'
di Alcatraz nel corso del "Secondo Festival della Comicoterapia e delle idee
trasversali".
Qui Patch prosegue il suo racconto e prendendo spunto dalle domande poste dal pubblico presente, descrive piu' in dettaglio la propria "filosofia di vita". Buona lettura. "Pubblico: Come facevi a vivere quando eri in questa casa in cui non ti pagavano? Patch: Uno dei segreti della vita comunitaria
e' che si ha bisogno di molto meno denaro rispetto a quando si vive soli o
assieme a una sola persona. A quell'epoca ognuno di noi aveva l'impegno di
mettere insieme duecentocinquanta dollari al mese per sopravvivere: ad un medico
basterebbe una mattina di lavoro per guadagnare quella cifra; a un muratore
quattro o cinque giorni e il resto del mese potrebbero non lavorare piu'. Io
prendevo in prestito tremila dollari l'anno per mantenere la mia famiglia. Non
eravamo proprietari di niente e non ci importava. Abbiamo vissuto come si e'
sempre fatto: e' l'idea moderna di vivere come una famiglia-nucleo invece che
come famiglia vasta che costa molto di piu'. Ognuno ha il proprio appartamento,
la propria macchina e tutto questo e' molto caro; la vita in comunita' e' molto
piu' economica. Adesso sto guadagnando molto: quest'anno probabilmente
raggiungero' il milione di dollari, ricavati grazie ai miei spettacoli e alle
mie lezioni. Tengo quattrocento dollari al mese per me e il resto va nel nostro
progetto: io ho quello di cui ho bisogno, sono sempre nullatenente, non ho cose
di mia proprieta', ho un bel posto dove dormire e buone cose da mangiare.
Il capitalismo e' solo un tipo di economia; se rimaniamo in questo sistema ci estingueremo entro la fine di questo secolo. C'e' un'economia comunitaria, un'economia che si occupa di tutti e che e' molto piu' economica. Luoghi come Alcatraz e la nostra comunita' esplorano questo tipo di economia. Sono ricco, si', ma siete voi la mia ricchezza: la tenerezza che ricevo qui e' la mia ricchezza e nessuno me la puo' rubare. Gli altri possono avere la loro e ce ne e' abbastanza perche' tutti siano ricchi. Pubblico: Come ti ha accolto il mondo medico in
genere?
Patch: I primi sedici anni nessuno mi parlava
del proprio lavoro: pensavano che fossi idealista - che in un mondo capitalista
e' un concetto negativo - ma, da quando e' uscito il film, tutti parlano con me.
Ai loro occhi oggi merito rispetto! Un aspetto positivo del fatto di aver avuto
bisogno di cosi' tanto tempo e' proprio che ci vuole tanto tempo per imparare ad
essere articolati.
Al termine del mio libro, nella versione originale in inglese, ci sono venticinque pagine di bibliografia; ne avevo settantacinque ma gli editori pensavano che non fossero interessanti. E cosi', oggi, quando vado nelle scuole di medicina e si rendono conto di quanto bene conosca la situazione, nessuno ha il coraggio di criticare il mio amore per la medicina. Inoltre continuavamo a non ricevere donazioni: se le donazioni sono un segno dell'accettazione che si ha, allora devo dire che non siamo stati accettati fino a che non e' stato girato il film, cosa piuttosto umiliante, ma... io volevo a tutti i costi l'ospedale. Non voglio che pensiate che sto condannando il mondo medico per non avermi accettato. Penso che sia giusto dire che il 95% delle persone che hanno conosciuto e amato me e il nostro progetto non ha mai fatto una donazione. Lo dico ai sognatori che sono tra di voi: la risposta, anche la peggiore, ai vostri sogni non indica la misura della loro importanza; voi sapete quanto sono importanti. Siete voi che onorate il cammino che fate per realizzarli e quella e' l'importanza che vede il resto del mondo. Crescendo ho scoperto che la cosa che gli altri ammirano di piu' non ha niente a che fare con il nostro ideale, ma e' il fatto che per raggiungerlo abbiamo lottato per trenta anni senza compromessi. Quindi adesso sono entrati in crisi: si tratta sempre del solito vecchio progetto: ma dalle lettere che ricevo e dal ritorno che vedo avere la nostra attivita' so che il nostro lavoro adesso sta influenzando la medicina in tutto il mondo, e non solo questa ma anche la funzione clownesca nella medicina. Il clown e' stato accettato prima della medicina. Jacopo ha una domanda. Pubblico: Senti, noi stiamo cercando di
organizzare una consociazione di consumatori e un catalogo di merci dolci a
prezzi stracciati per riuscire ad aggirare il mercato e tutta la speculazione
della distribuzione e dare forza ai produttori ecologici, a chi usa tecnologie
ecologiche e a chi vende prodotti biologici. In America questo e' il meccanismo
della banca del tempo e del baratto: e' sviluppato, lo usate, ci credi...?
Patch: Capirai che di sicuro io credo in
qualsiasi cosa che ci allontani dall'amore per il denaro e ci porti verso
l'amore per la comunita', verso la consapevolezza che tutti abbiamo bisogno
l'uno dell'altro invece che tenere tutto per se stessi. Ritengo che tutti questi
esperimenti siano molto importanti; credo che voi ne sentiate la rilevanza nella
mia predizione della nostra estinzione.
E' per questo che ieri a Roma, durante la registrazione del programma di Maurizio Costanzo ho insistito sul fatto che non abbiamo avuto tempo per permettere agli ospedali di accettare pian piano i clown nella loro comunita', e ho chiesto ai milioni di ascoltatori di uscire in pubblico e di diffondere l'umorismo e l'amore in pubblico. Conosco bene molte delle maggiori banche del baratto in America - ovviamente essendo libero ho fatto parte di quella rete per trenta anni. C'e' un posto a New York -"banca etica" - che ha quelli che chiamano i dollari etici: se per esempio avete bisogno di una baby-sitter, la potete pagare in dollari "etici" e lei, a sua volta, per cio' di cui ha bisogno, potra' utilizzare, "spendere", per cosi' dire, altrove quei dollari "etici", senza che cio' vada a gravare la sua tassazione. Ricorderete che prima vi raccontavo come nel nostro ospedale non volevamo che la gente pensasse che siccome davamo qualcosa, loro ci dovevano qualcosa in cambio: questo e' un altro modello economico, la chiamiamo l'economia dell'amicizia. Tra amici le cose e il denaro si muovono senza che nessuno tenga i conti: e' un segno di debolezza nell'amicizia quando qualcuno tiene dei conti. Quindi io approvo moltissimo cio' che fate perche' la societa' attualmente pensa che il capitalismo abbia vinto, che non ci sia speranza se non nel capitalismo; io, al contrario, ritengo che non ci sia speranza con il capitalismo. Forse questi progetti che mi hai descritto costituiscono la medicina sociale piu' importante che esiste oggi nella nostra societa'. Andate avanti: e' veramente molto difficile da realizzare e so che ce la metterete tutta. (...) Per esempio, della mia comunita' posso dirti che noi comperiamo i prodotti alimentari dalle cooperative alimentari, perche' il West Virginia e' molto rurale e questo e' quanto di meglio riusciamo a fare attualmente. Per quanto riguarda i vestiti, ovviamente i miei vestiti non si possono comprare in un negozio... quindi ci facciamo i nostri vestiti da soli! Inoltre una grandissima quantita' del lavoro che viene fatto per noi non ha una controparte in denaro; io salto quasi tutte queste fasi e penso che riusciamo a saltarne sempre di piu' ogni anno. Io non mi rivolgo a un avvocato, gran parte del lavoro necessario viene prestato gratis. In ogni momento facciamo del nostro meglio per quanto possiamo; quando verra' costruito il nostro ospedale e vivremo ancora tutti insieme, penso che faremo passi ancora piu' grandi in questa direzione. Penso che sia utile per ciascuno di noi cercare di fare questi esperimenti per sentirsi veramente bene sulle scelte che si stanno compiendo, anticipando sempre i passi successivi. Pubblico: Dopo l'uscita del film su di te, ci
sono state delle cose che ti aspettavi e che non sono successe oppure e'
successo qualcosa di particolare che magari non ti aspettavi e che magari ti va
di raccontarci?
Patch: Beh... sono successe entrambe le cose:
molti si meravigliano che nessuno di coloro che ha ruotato attorno al film abbia
fatto alcuna donazione. Robin ha intascato ventuno milioni di dollari
interpretando me e non mi ha donato nemmeno cento dollari: questo e' stato
sorprendente.
Ho permesso che si realizzasse il film perche' in vent'otto anni non sono riuscito a raccogliere fondi; dal film in poi, quello che sapevo che sarebbe successo e' successo. In America quando faccio questo discorso ogni giorno mi danno venti mila dollari: cio' non mi stupisce, e' l'America e lo faccio perche' lo voglio. Anche se gia' so che il mondo si innamora della fama, comunque mi stupisce sempre tanto quando grande sia quell'amore. Sto cercando di utilizzare questo fatto come un samurai: usare ogni momento per la pace e la giustizia. Ci sono cose divertenti che discendono dal film: ad esempio spesso il pubblico mi chiede di parlare della scena finale del film, quando mi spoglio in occasione della laurea. Noi lo chiamiamo "mooning" ... (mostrare il sedere): io l'ho fatto per tutta la mia vita. Si usa anche qui? Gli italiani lo fanno? Gli americani si' ... e' una differenza culturale, faro' un seminario su questo! Da quando e' uscito il film in tutto il mondo ho avuto le esperienze di mooning piu' eccitanti della mia vita... E ora questo viene organizzato in un modo cosi' fantastico, che non avrei mai nemmeno sognato che potesse succedere. E' molto importante imparare a raccogliere fondi per le organizzazioni povere senza scopo di lucro, e' un problema crescente negli Stati Uniti. Quando i ricchi ti danno denaro, poi devi spendere un sacco di soldi per renderli felici (sputa). A Phoenix in Arizona c'e' un deserto, nel mezzo del deserto c'e' una montagna senza alberi, senza cespugli, nuda e noi stiamo organizzando un festival chiamato "Full Moon over Phoenix" (Luna piena su Phoenix, ma col doppio senso). Duemila persone, cento dollari da ciascuno per mostrare il di dietro tutti insieme sulla montagna. Fate un po' il calcolo: sarebbero venti milioni di dollari a fronte di una spesa irrisoria: camminare sulla montagna poi girarsi tutti... 1, 2, 3... La cosa che mi diverte di piu' e' che abbiamo gia' avuto tre incontri e sembra che riusciremo davvero a organizzare anche questa manifestazione. Diciamo che per il clown che c'e' in me, questa e' la conseguenza piu' divertente del film! Pubblico: Volevo tornare al discorso che faceva
anche Jacopo: per l'avvio dell'ospedale, sia quello nell'appartamento che quello
che state costruendo, come vi siete procurati i macchinari per la TAC, per la
risonanza magnetica, quelli che costano tanto? Li comperate, li ricevete
gratuitamente, li utilizzate? Ugualmente vorrei sapere per i
farmaci...
Patch: Gran parte dei macchinari ci verranno
regalati, perche' uno dei meccanismi del sistema capitalistico consiste in
questo: viene costruita una macchina costosa e si fa credere a tutti che ne
hanno bisogno; poi, un anno dopo, viene riproposta la stessa macchina con
un aspetto leggermente modificato. La prima funziona ancora molto bene, ma tutti
vogliono quella nuova e cosi' danno a noi quella vecchia. Quindi potremo
comunque utilizzare tecnologia moderna. Non sara' la tecnologia moderna di un
grande centro medico di Roma, perche' il nostro ospedale e' di gran lunga piu'
rurale di questo posto. In America lo chiameremmo ospedale comunitario rurale.
Poi mi avete chiesto: "E i farmaci?" (gioca sul doppio senso: drugs significa sia farmaci che droghe), grossa domanda! Si', ho fumato - se mi fate la domanda sulla droga del presidente ... - ma forse volevate sapere dove prendiamo i farmaci. Prima di tutto, siccome non siamo un sistema medico mirato al profitto e siccome amiamo le medicine alternative e di solito non somministriamo medicine per i sintomi, non abbiamo il rifornimento di farmaci che avrebbe un ospedale normale. Quando ce n'e' bisogno, comunque, quelli che non ci vengono donati li acquistiamo: non siamo contro i prodotti farmaceutici, siamo contro le aziende farmaceutiche. Se il governo ci tenesse veramente alla gente che paga le tasse, regalerebbe i farmaci piu' importanti alla cittadinanza in cambio delle tasse e chiuderebbe quelle maledette case farmaceutiche. Altre domande? Pubblico: Come hai conosciuto i tuoi
collaboratori? Come sono venuti in contatto con te, che rapporti hai con loro?
Vivi insieme a loro? Ma prima, come vi siete incontrati, che rapporti di
amicizia ci sono, come li scegli, come li "arruoli"?
Patch: E' stato diverso nelle varie fasi della
nostra storia: quando ho iniziato nel 1971 si trattava di amici con tanto
idealismo e nessuna idea di che cosa si stesse per avviare... probabilmente
conoscete questo tipo di progetti. Ora non e' piu' cosi'; non abbiamo ancora un
ospedale ma abbiamo aggiunto qualcosa al nostro ideale, cioe' la consapevolezza
di cosa ci voglia per realizzare questo ideale. Nel frattempo il nostro staff e'
sparso per il mondo e aspetta la costruzione dell'ospedale. Come la commedia di
Pirandello "Sei personaggi in cerca d'autore": siamo sessanta professionisti
sanitari in cerca di un ospedale.
Uno degli aspetti importanti dell'aver lavorato per trenta anni e' il fatto di aver avuto un sacco di tempo per osservare le persone e vedere se e come cambiavano. Credo che tra coloro che lavoreranno nell'ospedale, ci sara' un dottore di nome John Glick, che conosco dal 1974: John e' un uomo che si fa amare subito, dopo un quarto d'ora che lo conoscevo gli ho detto: "Voglio che tu viva con me per il resto della tua vita" e ora so che lo fara'. Un altro dottore viene dal Canada e con lui e' stato diverso: lui ha conosciuto la nostra idea ma e' venuto senza umorismo e cosi' per anni ci ha riflettuto a lungo, ma con molto impegno; veniva sempre alle riunioni, cercava di conoscere ogni singola persona che c'era con noi. Penso che si possa dire che la differenza tra John e Blair e' che John ha avuto una madre allegra e gioiosa, mentre Blair non sapeva che sua madre lo amava. Oggi, dopo diciassette anni, Blair e' una delle persone piu' importanti: ha imparato a riconoscere i suoi lati divertenti e ha avuto molta fiducia nella nostra idea. Il punto fondamentale non e' che dobbiamo essere tutti uguali, ma proprio il fatto che siamo diversi. Maggiore e' la differenza, piu' sana sara' la comunita'. A volte e' un caso, si incontra qualcuno e si hanno immediatamente buone vibrazioni ... come qui. Io spero che ogni individuo con un gran cuore e una gran voglia di migliorare il mondo e il desiderio di partecipare a un folle sogno si aggiungera' alla lista. Immagino che quando verra' tagliato il nastro per l'inaugurazione dell'ospedale, costui sapra' che uno dei quaranta letti per gli ospiti sara' il suo. Sa che forse verra' per un mese ogni tre anni - anche se fosse una settimana l'anno - ma la cosa importante e' dire "Io voglio essere la'". Molti lo hanno detto, ma quello che non hanno e' la pazienza di star dietro a un progetto per trentacinque anni. Si vede gente che all'inizio parte con entusiasmo, e magari per dieci anni si impegna tutta convinta, ma poi dice: "Dieci anni e ancora non e' successo"... sono buone persone, ma non possono aspettare oltre, quindi se ne vanno altrove. Direi che questa e' l'unica cosa triste della storia di questa comunita': vedere persone che sai che se ci lavorassi insieme sarebbe fantastico, ma renderti conto che non ce l'hanno fatta ad aspettare cosi' tanto. Penso che la mia ex moglie sia stata una di queste persone. Io lo capisco, l'americano tipico e' molto impaziente, non ama aspettare, stare in fila... fast food, fast banking, fast sex... noi siamo il progetto piu' lento d'America! Anno dopo anno, nella scelta delle persone, abbiamo imparato a diventare sempre piu' scaltri perche' oggi e' molto piu' complesso che all'inizio. All'inizio ci voleva entusiasmo e molta affinita'. Oggi ci vuole un chiaro impegno nei confronti dell'ideale e quindi chiediamo cinque cose: se verrai a vivere con noi, vogliamo che tu sia felice, buffo, amorevole, cooperativo e creativo. Se non sei tutto questo, vieni per un mese all'anno o ogni due anni: perche' vivere a contatto con tanta sofferenza e' un'emozione cosi' intensa che se non hai queste cinque caratteristiche starai male e noi non vogliamo che tu stia male. Non vogliamo trasformare le persone nelle persone giuste per fare questo lavoro; noi vogliamo trovare le persone che hanno una voglia matta di farlo. Quando alla fine taglieremo il nastro dell'inaugurazione io chiedero' ad ogni persona, battendogli con la mano sulla spalla, di darci almeno due anni - perche' finche' non ci si e' veramente dentro non si puo' sapere bene se ci si e' portati veramente. Magari per qualcuno e' la cosa giusta da fare per una settimana all'anno e quella e' allora la giusta quantita' di tempo che deve dedicare a questo impegno. Penso che con il tempo abbiamo imparato a fare questo discorso introduttivo: non corriamo dietro alla gente pregandola di venire con noi, facciamo con calma. Prima di tutto deve succedere che queste persone si innamorino di chi c'e' nell'ospedale. Se non succede questo... Quando c'e' l'amore ... e' come un corteggiamento (mima dei baci). Simone Canova, Jacopo Fo, Gabriella Canova, Maria
Cristina Dalbosco *** Per commentare o leggere i commenti a questa news
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