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6.1.13

Un'internet in Creative Commons

Simone Arcagni

San Francisco, 16 dicembre 2002: Lawrence Lessing, docente della
Stanford University, presenta i primi modelli di copyright "flessibile",
ossia un nuovo modo di pensare i diritti d'autore per la rete
permettendo così ad artisti, studiosi, giornalisti e istituzioni di
"aprire" le loro opere mantenendo riservati solo alcuni diritti. Da
allora il nome di Lessing è circolato in tutto il mondo e la
rivoluzionaria idea ha attecchito in ogni Paese. A distanza di 10 anni i
risultati sono evidenti, come spiega Federico Morando, nuovo lead di
Creative Commons Italia: «Creative Commons ha dimostrato coi fatti che
non a tutti gli autori serve o interessa mantenere "tutti i diritti
riservati": molti sono felici di tenerne solo alcuni, contribuendo a
creare straordinari "beni comuni creativi".

[...]

Continua qui:
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-01-06/uninternet-creative-commons-081254.shtml?uuid=AblCghHH

Su Nòva è inoltre disponibile l'analisi di Luca De Biase, Garante del
Centro Nexa su Internet & Società, intitolata "Nessuna minaccia per il
copyright
<
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-01-06/nessuna-minaccia-copyright-081307.shtml?uuid=AbiHghHH
>".
_______________________________________________
Questa e' la lista community ([email protected])
Per informazioni su questa lista visitate
https://creativecommons.it/cgi-bin/mailman/listinfo/community
Le altre liste gestite dal gruppo di lavoro Creative Commons Italia sono 
elencate qui: http://creativecommons.it/Liste

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