Grazie a tutti per le riflessioni...
Il giorno 04/feb/2015, alle ore 12:54, Gian Uberto Lauri <[email protected]> ha
scritto:
> Piviul writes:
>> a me sembrerebbe più giusto metterli in /usr/local/share
>> /usr/local/share/iso/il-mio-cd-1.iso
>> /usr/local/share/iso/...
>
> In verità il posto giusto è "Dove piace a gerlos”.
[CUT]
> Non sarebbero file serviti dalla macchina, grazie comunque Federico
> per avermi fatto notare /srv
>
> /opt non andrebbe male in quanto, visto che sono eseguiti con wine, sono
> programmi che non sono né utente né del vendor
>
> Ma la posizione giusta è "dove piace a gerlos".
La considerazione di Federico mi ha fatto pensare alla comodità per i backup.
Ho già script che mi fanno backup di /home, /srv e dei file che ho
personalizzato in /etc (sono gli stessi script che uso per il file server), ed
effettivamente se mettessi i file ISO in /srv/iso potrei usare quegli script di
backup tali e quali, senza bisogno di modifiche…
Inoltre posso tenerne copia sul file server, sempre nello stesso percorso,
visto che su /srv è montato un volume parecchio capiente. Quindi +1 per la
coerenza tra le macchine (che aiuta la mia debole memoria).
Tra l'altro mi sembra più “pulito” mettere questi file in un ramo del file
system distinti, che vado a popolare io “a manina” e che non viene popolato in
modo più o meno automatico da pacchetti o script di terzi, come accade con /opt
e /usr/local.
Insomma, penso che userò /srv/iso, come suggerito da Federico e rassicurato da
Gian Uberto! (visto che è “dove piace a Gerlos”) ;-)
>> e li monteri in
>> /media/il-mio-cd-1
>> /media/...
>>
>> non vedo la necessità di fare una directory /media/iso in cui montarli.
>
> La necessità sarebbe "ordine". /media (che non mi piace) ha una
> ragione di esistere quando ci si creano dinamicamente i mount point.
>
> Questi non sono mount point dinamici. Anche se su file system sono
> virtuali sono rimovibili (con rm), la macchina pensa di avere fintanto
> che non li togli, sono anche elencati in /etc/fstab.
>
>> Fra i vari vantaggi gli utenti vedrebbero proprio le iso montate come
>> fossero dei cd.
>
> A parer mio questo potrebbe essere uno svantaggio. Gli utenti non
> hanno bisogno del CD in questo caso, ma -se non ho capito male gerlos-
> del programma eseguito con wine.
In realtà il sistema mi monta i cd-rom in /media/gerlos/il-mio-cd e non in
/media/il-mio-cd. Insomma, non è dove i miei utenti potrebbero aspettarsi di
trovarlo (ammesso che si pongano il problema: sono abituati a far clic
sull’icona del CD in Nautilus).
Tra l’altro non avevo pensato che /media è popolato da mount point dinamici…
sicuramente esagero, ma per evitare “incidenti" preferisco lasciar gestire
/media al sistema ed usare /mnt per i mount point manuali, come si usava
quindici anni fa. :-)
> Accederci direttamente è più "ergonomico".
>
> Quindi un icona sul desktop per applicazione da lanciare.
>
> In alternativa avrebbe senso, a parer mio, usare il meccanismo dei
> menu di Debian, mettendoli nel primo livello di menu, sopratutto se
> c'è "un tasto start".
Decisamente!
Fortunatamente a questo ci pensa già Wine (sia sempre lodato!).
Questi CD vanno tutti “installati”. Di solito il loro installer si limita a
fare due cose: aggiunge una voce al menù Start di Windows, e crea un’icona sul
Desktop.
Wine ci fa la gentilezza di “tradurre" la cosa per noi pinguini, e quindi crea
da sé una voce nel menù di sistema ed un launcher .desktop su ~/Scrivania.
File che che eliminerei dal Desktop "per pulizia" - stiamo faticosamente
abituando i collaboratori ad usare il Desktop solo per i file su cui stanno
lavorando al momento, e non come spazio di archiviazione permanente, non
vogliamo dare un segnale contrario!
Gli utenti avviano il software dal menù di sistema, come qualsiasi altra
applicazione, senza minimamente immaginarsi i nostri ragionamenti pignoli! :-)
grazie ancora a tutti,
gerlos
PS Ma vi farà piacere sapere che dopo mesi di prove, mettendo in dual boot
Windows 8.1 e Ubuntu 14.04 su un paio di computer delle aule, ho constatato che
i nostri allievi e collaboratori (tutti psicologi laureati), trovano più facile
da usare Ubuntu che non Windows 8.1.
Per loro Ubuntu Unity e Windows 8.1 sono ugualmente “alieni”. Solo che Ubuntu è
un “alieno più amichevole”.
Per questo da alcune settimane nelle aule ho eliminato Windows, lasciando solo
Ubuntu Unity (nei PC “nuovi") e Debian XFCE (in quelli “datati”). Io vivo più
sereno, perché gli allievi hanno meno problemi ed io non devo perdere tempo
dietro a Windows. :-)
Le uniche cose che ci tengono ancora legati in qualche modo a Windows sono
questi software educativi, pagati fior di quattrini, che fortunatamente
funzionano con Wine…
--
"Life is pretty simple: You do some stuff. Most fails. Some works. You do more
of what works. If it works big, others quickly copy it. Then you do something
else. The trick is the doing something else."
< http://gerlos.altervista.org >
gerlos +- - - > gnu/linux registred user #311588
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