Non uso i vari lib* perchè mi trovo bene col kvm "puro". La migrazione a caldo si fa comunque. Sicuramente le librerie aiutano, kvm "puro" è un po' ostico...
Se con le lib* puoi avviare la macchina comunque con un interfaccia tap non dovresti aver problemi. Il resto delle configurazioni sono "fuori" dall'ambito delle lib* inquanto sono configurazioni sistemistiche dell'host. Sull'host infatti puoi lasciare il bridge configurato come visto assieme. Lanciata la vm con tap dalla lib* devi solo avere la premura di mettere up l'interfaccia ed aggiungerla al bridge. In buona sostanza quello che fanno i due script "mimmo" che hai creato in /etc/kvm per up e down della vm. Happy hacking! G. On 12/08/2015 11:14, Mimmo wrote: > -----Messaggio originale----- From: Gian Uberto Lauri > Sent: Wednesday, August 12, 2015 9:52 AM > To: [email protected] > Subject: Re: Virtualizzazione > > Mimmo writes: > > Il problema e' che con virt-manager non sono riuscito a far si > che la > > macchina virtuale abbia un ip della stessa classe della > macchina host, > > Intendi rete(*)? > Intendo dire che la macchina host ha come indirizzo ip 192.168.1.25 e la > vm deve avere 192.168.1.10, utilizzando l'esempio di Giulio ci sono > riuscito ma non avviando la macchina con virt-manager > > > Provando ad indicare un bridge che esiste sulla mia macchina > fisica (e > che potrei dismettere) e non virbr0 e poi ad assegnare un IP della > rete dell'ufficio (classe B, libvirt usa di solito la rete > 192.168.122.0 di classe C) riuscivo a pingare in uscita dalla VM ma > non in ingresso, quindi un modo ci deve essere. Purtroppo al momento > non ho tempo per indagare su quello che va fatto al bridge perché la > vm sia pingabile dall'esterno, ma riguardando le istruzioni per KVM > che hai dovresti riuscire a mettere la VM sulla stessa rete della > macchina ospite. > >
<<attachment: giulio.vcf>>

