On Tue, 2026-09-08 at 16:40 +0200, Leandro Noferini wrote:
> Quello che saremo costrette a fare è seguire l'esempio cinese e russo
> (e
> che si debbano seguire esempi di strutture molto meno che
> democratiche
> mi lascia interdetto) e farci una nostra internet.
> 
> E nel frattempo che le istituzioni che ci sovrastano se ne rendano
> conto
> (in ogni caso non tratterrei il fiato nell'attesa) è necessario
> cominciare dal basso e creare, usare ed insegnare ad usare servizi
> più
> localizzati e controllabili.

E qui torniamo al discorso del selfhosting. :)
Personalmente da anni, ho abbandonato quasi tutti i servizi
dell'internet pubblica a favore di servizi ospitati in casa:

Mail -> ISPConfig
Streaming -> Jellyfin
Cloud Storage (e office) -> Nextcloud
DNS -> OpnSense/PiHole
VPN -> OpnSense/Openvpn
AI -> Ollama/Open-Notebook
SSO -> Authentik
RSS Reader -> Commafeed
Gaming -> EmulatorJS
Read it Later -> Karakeep
Recipe manager -> Mealie
Automation -> n8n
Password manager -> Vaultwarden

tutto su un cluster kubernetes fatto con minipc recuperati a lotti su
ebay, ottimo prezzo e bassi consumi, più qualche ferro di pregio
comprato usato prima che i prezzi di RAM e GPU impazzissero.

Capisco che non sia per tutti farsi un datacenter in casa, ma
probabilmente non tutti hanno le stesse esigenze e ci si può
dimensionare alla bisogna.

Però, IMHO, il selfhosting è l'unica vera strada per l'indipendenza
digitale. E poi è anche dannatamente divertente (se ti diverte capire
perchè l'ultimo aggiornamento ti causa degli OOM a random e ritrovarti
a cercare di capirci qualcosa alle 3 di notte). :)

-- 
Marco Bertorello
https://bertorello.info

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