INTERVISTA. DIETRO LA PAROLA

Nuove tinte per i semi dell'odio



Il dossier commissionato dall'Osservatorio europeo sui fenomeni razzisti e
xenofobi indicherebbe un intensificarsi di sentimenti e atti antisemiti non
solo da parte della destra ma anche di settori della sinistra.
�L'antisemitismo di sinistra esiste nella misura in cui la solidariet� con i
palestinesi non � capace di distinguere tra la richiesta di una patria per
loro e la necessit� di sostenere l'esistenza dello stato di Israele�. Parla
lo storico Enzo Collotti
Il discrimine che separa l'antisemitismo dalla critica a Israele si fa
sempre pi� sottile, ma le due cose vanno tenute assolutamente distinte
perch� altrimenti rischiamo di inibirci la possibilit� di giudicare non
l'esistenza dello stato di Israele ma le politiche attuate da alcuni dei
suoi governi. Questa distinzione viene spesso obliterata da entrambe le
parti per ragioni di interesse
Per i palestinesi quello contro Israele � un conflitto nazionale,
antiebraico, non antisemita. Siamo noi, importandone la simbologia, a
caricare quel conflitto di significati soprattutto ideologici


IAIA VANTAGGIATO     il Manifesto


Un controverso e semplificatorio dossier dell'Unione europea denuncia
l'intensificarsi di fenomeni antisemiti e punta il dito contro la sinistra.
Lo fa servendosi di pochi e deboli elementi - la kefi�, qualche scritta sui
muri - ma tocca un nervo che proprio a sinistra resta scoperto:
l'identificazione delle politiche del governo israeliano con l'ebraismo
tutto. Ne parliamo con lo storico Enzo Collotti.

In una intervista rilasciata ieri al �Corriere della sera�, lo storico
revisionista tedesco Ernst Nolte ha sostenuto la necessit� di distinguere
tra antisemitismo e �semplice critica�. Che ne pensa?

Credo si tratti di una affermazione inammissibile poich� ritengo che di
antisemitismo, anche oggi, si possa e si debba parlare. Il problema,
piuttosto, � contestualizzare le espressioni. Noi siamo pronti a utilizzare
concetti che possono essere - ma non necessariamente sono - gli stessi che
si sarebbe usati a fine Ottocento. Il discorso di Nolte pu� essere accettato
solo per la parte in cui viene sottolineata l'esigenza di esercitare la
critica fuori da ogni tab�. E, tuttavia, anche questo - se detto da lui -
desta qualche sospetto.

Cosa intende dire?

Che lo stesso Nolte ha spesso giocato sul significato della critica
all'ebraismo. E lo ha fatto in libri che talvalta hanno dato l'impressione
di voler essere rivalutazioni politiche del nazismo.

Secondo Nolte anche di Auschwitz si dovrebbe poter parlare �criticamente�.

Non sono affatto daccordo. Come ebbe a dire Primo Levi, Auschwitz rimane �un
buco nero dell'umanit�: non la si pu� cancellare dalla storia del XX secolo
n� dal suo vocabolario politico.

Anche lei registra un intensificarsi di manifestazioni antisemite in Europa?

Che ci sia un moltiplicarsi di sentimenti e gesti di un certo tipo �
indubbio e credo che, nonostante il fenomeno sia amplificato dai mezzi di
comunicazione, non bisogna mai abbassare la guardia.

Secondo lo storico Daniel Jonah Goldhaghen, l'antisemitismo - sempre pi�
orientato verso la scena mondiale - si sarebbe ormai �globalizzato�.
Condivide questa lettura?

Io credo che continui a esistere, per certi aspetti, il vecchio
antisemitismo. Che altro sarebbero gli attacchi contro le istituzioni o i
luoghi di culto ebraici, le profanazioni di cimiteri se non i segni di un
vecchio e tradizionale antisemitismo che pure oggi ritorna? Certo il
pericolo della trasmissione planetaria esiste, basti pensare alla
capillarit� delle reti informatiche. E questo vale per tutto, non solo per
l'antisemitismo. Si potrebbe tuttavia pensare che, in Goldhagen, si tenda a
fare confusione tra il discorso propriamente antisemita e la critica allo
stato di Israele.

Epper� il discrimine che separa l'antisemitismo dalla critica a Israele si
va facendo sempre pi� sottile.

Questo � vero ma le due cose vanno tenute assolutamente distinte perch�
altrimenti rischiamo di inibirci la possibilit� di giudicare non l'esistenza
dello stato di Israele ma le politiche messe in atto da alcuni dei suoi
governi. Questa distinzione viene spesso obliterata da entrambe le parte e
per ragioni di interesse.

Secondo il rapporto dell'Ue, l'utilizzo di alcuni simboli - dalla kefi� ai
travestimenti da kamikaze - sarebbero segno di un montante antisemitismo di
sinistra. Concorda?

Innanzitutto distinguerei tra la kefi� - che � simbolo di identit�
nazionale - e la solidariet� con i kamikaze i cui metodi di lotta sono, per
me, inaccettabili. In secondo luogo, non sono affatto sicuro che questa
simbologia possa essere catalogata sotto la categoria di antisemitismo, una
categoria tutta interna alla storia del pensiero politico e della politica
europea.

Si tratta comunque di simboli ostili ad Israele.

S�, ma non credo si possa attribuire alla cultura islamica l'adesione al
paradigma antisemita cos� come l'abbiamo inteso nella nostra cultura
europea. Prendiamo i kamikaze. La loro determinazione nel voler colpire
fisicamente Israele fa parte di un contesto nazionale: � antiebraica non
antisemita. La simbologia che inerisce al loro metodo di lotta diventa
antisemita quando viene trasferita in Italia o, comunque, nel mondo
occidentale.

Lei ritiene, dunque, che nel mondo arabo esista una differenza tra
antiebraismo e antisemitismo?

Io penso che i palestinesi che vogliono raggiungere l'obiettivo di una
patria palestinese siano animati da uno spirito di lotta - e anche di
vendetta - contro quella popolazione che insiste su un territtorio che
ritengono il loro. Si tratta, insomma, di un conflitto nazionale. Siamo noi
a caricare quel conflitto di significati soprattutto ideologici:
l'antisemitismo � una ideologia, ha avuto la sua funzione nella storia e
continua ad avercela. Anche se in forme meno drammatiche. Il vero punto
interrogativo � un altro. Chi � antisemita oggi - e nel mondo occidentale -
vuole o no la distruzione dello stato di Israele?

Allude alla distinzione tra antisemitismo e antisionismo?

Non credo che la critica al sionismo nasconda necessariamente un
atteggiamento antisemita. A mio avviso, una critica al sionismo pu� avere
aspetti francamente antisemiti solo qualora si identifichi lo stato di
Israele con lo stato degli ebrei e quindi si neghi la legittimit� della sua
esistenza. E' poi utile ricordare che non tutti gli ebrei sono sionisti e
che lo stesso uso dei termini sionismo-antisionismo non sempre fa
riferimento alla loro esatta concezione storica.

Esiste un antisemitismo di sinistra?

S�, nella misura in cui la solidariet� con i palestinesi non � capace di
distinguere tra la richiesta di una patria per loro e la necessit� di
sostene l'esistenza dello stato di Israele. Il punto chiave � sempre questo:
accettare o meno l'esistenza di Israele. Sostenere la causa palestinese
senza chiarire questo punto pu� ingenerare il dubbio che la si voglia
appoggiare anche a costo della distruzione dello stato di Israele. Uno stato
la cui esistenza � punto di non ritorno del processo innescato dallo
sterminio.

Dunque si tratta di una questione che tocca anche l'Europa assai da vicino.

Assolutamente s�. E' problema di cui l'Europa deve farsi carico perche �
l'Europa che ha scaricato sulle popolazioni del Medioriente la �soluzione�
della questione ebraica dopo la sho�. Personalmente ritengo che il problema
sia quello di discutere non dell'esistenza di Israele ma delle modalit�
attraverso cui i diversi governi israeliani difendono il loro stato.

Una Israele guerriera pu� ingenerare, nella destra, l'insorgere di
sentimenti filosemiti?

Il filosemitismo � il sottoprodotto di una certa solidariet� con Israele. E,
in questo, c'� tutta la cattiva coscienza della destra. Cos� leggo il
recupero affrettato e frettoloso dell'antifascismo e questa sorta di
ricusazione del passato antisemita. Nel filosemitismo della destra, inoltre,
ci pu� essere anche una forma sottile o indiretta di ostilit� nei confronti
del mondo islamico. C'� come la presunzione che Israele possa servire come
spalto per difendersi dall'integralismo islamico. E, infine, c'� l'idea che
Israele non solo faccia parte dell'Occidente ma che addirittura rappresenti
la �superiorit� dell'Europa rispetto al mondo islamico o arabo in generale.

Cacciato dalla porta, il pregiudizio europeo contro un popolo che considera
se stesso �superiore� rientra cos� dalla finestra?

S�, ma capovolto per senso di colpa o cattiva coscienza.



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