Datti pace, non diventerai mai ricco
Michael Moore Forse il maggior successo della guerra contro il terrorismo � stata l'abilit� con cui sono riusciti a distrarre l'attenzione dell'intera America da tutti gli impicci che le grandi imprese fanno alle nostre spalle. Dopo i fatti dell'undici settembre di due anni fa, le grandi imprese statunitensi hanno reagito come un pugile suonato, hanno lanciato colpi furibondi a destra e a sinistra, hanno lasciato milioni di americani senza risparmi, senza pensione e con pochissime, anzi con nessuna speranza che per loro e le loro famiglie possa esserci un futuro migliore. I banditi della grande finanza ed i loro complici al governo hanno fatto di tutto per dare la colpa della rovina economica - alla quale ci hanno portato loro - ai terroristi ed a noi, la gente della strada. Ma in realt� la distruzione del futuro economico � esclusivamente nell'ingordigia e nella cupidigia dei "mujaheddin" che si nascondono nelle societ� anonime. La presa del potere � avvenuta sotto il nostro naso. Mentre questa banda di manager senza legge ci assaltava, ci hanno propinato alcune potentissime droghe perch� non dessimo problemi,. Una di queste droghe � la paura, mentre l'altra � conosciuta come Horatio Alger. La droga della paura funziona cos�: ci viene continuamente ripetuto che gente malvagia ed ignobile ci vuole ammazzare e che noi dobbiamo confidare solo nei manager delle grandi imprese perch� loro ci proteggono, perch� sanno quel che � meglio per noi. E noi non dobbiamo dubitarne mai, anche quando ci chiedono di essere favorevoli ai tagli fiscali che beneficiano solo loro o quando decidono di tagliare di un tasso i sussidi per le malattie o di alzare il prezzo dei generi alimentari. Perch� se non tieni la bocca chiusa, se non ti adegui, se non lavori come un mulo, ti licenziano. Cerca allora, amico mio, con questa situazione economica, di trovare un nuovo posto di lavoro, se ci riesci. L'altra droga � pi� dolce. Ce la somministrano da bambini, come un racconto di fate. Ma un racconto di fate che pu� diventare realt�! Si tratta del mito creato da Horatio Alger. Verso la fine del XIX secolo, Alger � stato uno degli scrittori americani pi� popolari. Le sue storie erano piene di personaggi che venivano da ambienti poveri i quali, con coraggio, determinazione e lavoro duro, riuscivano a raggiungere il successo in questa terra di opportunit� illimitate. Il messaggio era che negli Usa tutti possono vincere e vincere alla grande. In questo paese siamo molto affezionati al mito felice per cui tutti possono passare dalla povert� alla ricchezza. In altre democrazie industrializzate la gente si accontenta di guadagnare quel che serve per pagare i conti e mantenere la famiglia. Sono pochi quelli che hanno il desiderio, spesso addirittura criminale, di diventare ricchi. La maggioranza vive con i piedi per terra, sa che sono pochi, e sempre altri, quelli che diventano ricchi, e ci ha fatto l'abitudine. Tanto che i ricchi in questi paesi fanno molta attenzione a non tirare troppo la corda e i figli di puttana, che ci sono anche l�, vengono sottoposti ad alcune restrizioni. Nel settore industriale, per esempio. In Europa le maggiori differenze sono nel Regno Unito, dove i manager britannici guadagnano 24 volte di pi� della media dei lavoratori. I manager tedeschi e svizzeri guadagnano, rispettivamente, "solo" 15 o 13 volte di pi� degli impiegati. Invece qui, negli Usa, il manager medio guadagna 411 volte il salario di un lavoratore. Gli europei ricchi pagano fino al 65 per cento di tasse e sanno molto bene che non gli conviene lagnarsene troppo perch� la gente gli potrebbe complicare la vita. Negli Stati Uniti invece abbiamo paura di metterli al loro posto. Noi odiamo mandare in carcere i nostri manager quando violano la legge. Siamo sempre disponibili ad abbassare le loro tasse anche se le nostre aumentano. Non vogliamo fare nulla che possa danneggiarci il giorno che anche noi diventeremo milionari. E' una cosa in cui crediamo perch� l'abbiamo vista farsi realt�. In ogni comunit� c'� almeno una persona che va in giro a pavoneggiarsi e a ricordarci che s�, � possibile passare dalla povert� alla ricchezza. Il messaggio che ci lancia non ha nulla di sofisticato: "Io ce l'ho fatta! Anche tu puoi farcela!". Grazie a questo mito cos� seducente milioni di lavoratori negli anni novanta investirono in Borsa. Avevano visto con i loro occhi che negli anni ottanta i ricchi avevano guadagnato moltissimo denaro e cos� pensarono: "Perch� non dovrebbe accadere anche a me?". Quelli che il denaro ce l'avevano gi�, la pensavano allo stesso modo e si dettero ugualmente molto da fare. Bisogna sapere che negli anni ottanta solo un 20 per cento di statunitensi possedeva azioni. Wall Street era un gioco che solo i ricchi potevano permettersi ed era molto al di sopra delle possibilit� di un cittadino medio. Verso la fine degli anni ottanta, tuttavia, i ricchi non erano soddisfatti di quello che gi� avevano ottenuto, ma non riuscivano a trovare il modo di far crescere ulteriormente il mercato. Non so se fu la geniale idea di un giocatore di Borsa durante una riunione particolarmente creativa, o se invece fu la cospirazione segreta di tutti i ricconi messi assieme, ma il caso volle che il gioco iniziasse. "E se convincessimo la classe media a darci il suo denaro per diventare ancora pi� ricchi?". Improvvisamente fu come se tutti quelli che conoscevo decidessero di salire sul carro della Borsa. Lasciarono che i sindacati investissero i soldi delle loro pensioni in azioni. A volte i mezzi di comunicazione raccontavano di normali, comuni lavoratori che erano diventati milionari ed avevano potuto permettersi di lasciare il lavoro. Era come una febbre che stava colpendo tutti. C'erano lavoratori che correvano a cambiare l'assegno dello stipendio e chiamavano i loro "brokers" perch� comprassero pi� azioni. I loro "brokers"! I titoli della Borsa salivano e scendevano, ma soprattutto salivano, salivano molto. E potevi sentire te stesso che diceva: "Le mie azioni sono salite del 120 per cento" oppure "ho triplicato il capitale". Uno alleviava il dolore della vita quotidiana immaginando la casa che un giorno, quando avrebbe smesso di lavorare, avrebbe posseduto o il piacere che si sarebbe comprato un domani se avesse deciso di vendere oggi. Ma no, niente vendite! Le azioni continuano a salire! Bisogna agguantare gli interessi! E uno si strofinava le mani e pensava alla bella vita che l'aspettava. Ma era tutta una farsa, amico mio. Uno stratagemma dei poteri imprenditoriali, o di chi si vuole, che non hanno mai avuto alcuna intenzione di farti entrare nel loro club. Avevano solo bisogno del tuo denaro per diventare ancora pi� ricchi, cos� ricchi da non dover lavorare per guadagnarsi da vivere. Sapevano che l'euforia degli anni novanta non poteva durare, e cos� avevano volevano il tuo denaro per gonfiare artificialmente il valore delle imprese e perch� le azioni raggiungessero un prezzo cos� esorbitante che, al momento di vendere, avrebbero potuto ritirarsi per sempre a vita privata, infischiandosene dello stato dell'economia. E questo � quel che successe. Mentre il "faccendiere" medio ascoltava i fanfaroni che dalla catena televisiva via cavo CNBC gli dicevano che avrebbe dovuto comprare sempre pi� azioni, quelli davvero ricchi se ne uscivano tranquillamente dal mercato vendendo in primo luogo le azioni delle loro imprese. Nel settembre dell'anno 2002, la rivista Fortune pubblicava una lista spaventosa di quei porci di imprenditori che s'erano dati alla fuga come volgari banditi mentre i prezzi delle azioni delle loro imprese, tra il 1999 ed il 2002, erano scesi del 75 per cento e pi�. In cima alla lista dei malfattori c'era Quest Communications. Nel suo momento d'oro, le azioni di Quest venivano vendute a quasi quaranta dollari (all'incirca trentacinque euro). Tre anni dopo le stesse azioni valevano un dollaro. Durante quel periodo il direttore di Quest, Phil Anschutz, il suo vecchio consigliere delegato, Joe Nacchio, e gli altri manager se la svignarono con 2.260 milioni di dollari, dopo aver provveduto a vendersi tutto prima che le azioni toccassero il fondo. Nel frattempo l'investitore medio, fidandosi di consigli nefasti, continuava ad agguantare tutto. E il mercato cadeva e cadeva e continuava a cadere. In Borsa si persero pi� di quattro bilioni di dollari. And� in fumo anche un bilione di dollari di fondi pensione e di aiuti per l'universit�. E ora la mia domanda � questa: com'� possibile che, dopo aver spennato il popolo statunitense ed aver distrutto il sogno americano della maggioranza dei lavoratori, invece di essere arrestati, squartati ed appesi all'alba alle porte della citt�, il Congresso abbia premiati quei banditi con un gesto di amore - una proroga fiscale record - e nessuno abbia detto nulla? Com'� possibile? Probabilmente � dovuto al fatto che siamo affezionati alla droga del racconto di Horatio Alger. Malgrado tutto il danno causato e tutte le prove contrarie, lo statunitense medio continua ancora ad aggrapparsi al sogno che, quando meno se lo aspetta, riuscir� a diventare ricco, anzi ricchissimo. E se lasciamo in pace i ricchi (non si sa mai), un giorno o l'altro il ricco posso essere io. Guarda, amico mio, devi accettare la realt�: tu non diventerai mai ricco. La probabilit� che accada � circa una su un milione. E non solo non diventi ricco, ma corri il rischio di vivere il resto della tua vita rompendoti le corna per pagare la fattura della televisione via cavo e le classi di arte e musica per tuo figlio che prima, nella scuola pubblica, erano gratis. E la situazione � destinata a peggiorare. Scordati della pensione, della sicurezza sociale, scordati che in vecchiaia i tuoi figli ti curino, perch� avranno a malapena il denaro per aver cura di se stessi. Se c'� ancora qualcuno convinto che non tutte le grandi imprese nordamericane siano cos� malvagie, dia un'occhiata a quello che i nostri magnati dell'industria hanno fatto recentemente. Un esempio: ti hanno informato che l'azienda ti ha fatto un'assicurazione sulla vita? Ti trattano bene, no? Bene, ora vedrai quanto ti trattano bene. Durante gli ultimi vent'anni, alcune imprese come Disney, Nestl�, Proter & Gamble, Dow Chemical, JP Morgan Chase y Wal-Mat, hanno contratto in gran segreto assicurazioni sulla vita degli impiegati che nella gerarchia organizzativa si trovavano a livello medio e basso. Ma con un particolare: hanno nominato se stessi (l'impresa) come beneficiari! Proprio cos�. Quando muori, sar� l'impresa, e non la tua famiglia, a prendersi il denaro. Se muori mentre stai ancora lavorando � ancora meglio, perch� la maggioranza delle polizze di assicurazione sulla vita pagano di pi� se la persona muore giovane. Ma anche nel caso che vivi fino ad un'et� molto avanzata, anche se � passato molto tempo da quando hai lasciato il posto di lavoro, l'impresa beneficer� ugualmente della tua morte. E, a parte il momento in cui tiri le cuoia, l'impresa pu� chiedere un prestito utilizzando la polizza come garanzia e dedurre l'interesse dalle imposte. Molte di queste imprese hanno messo in piedi un sistema per cui il denaro cos� ottenuto viene utilizzato per coprire le spese extra dei dirigenti - le automobili, le case, i viaggi ai Carabi. Immaginati il tuo capo sdraiato in una jacuzzi, l�, all'isola di San Bartolomeo: credi che diventer� triste quando verr� a sapere che sei morto? Sai come le grandi imprese Usa chiamano in privato questa specifica modalit� di assicurazione sulla vita? Assicurazione degli Zoticoni Morti. Senti come suona. "Zoticoni Morti". Questo siamo per loro: zoticoni. E a volte abbiamo pi� valore da morti che da vivi. --------- ([noberluska] Digest Number 2001) _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. 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