No, l'anti-sionismo non � anti-semitismo Sia il �focolare ebraico� sia lo �stato ebraico� sono realt� controverse e ripeterlo non � necessariamente anti-semita BRIAN KLUG *
Sin dall'inizio, il sionismo politico � stato un movimento controverso persino tra gli ebrei. L'opposizione, in nome dell'ebraismo, dei rabbini ortodossi e riformati tedeschi all'idea sionista era cos� forte da spingere Theodor Herzl a spostare il luogo del primo congresso sionista nel 1897 da Monaco a Basilea, in Svizzera. Venti anni dopo, quando il ministro degli esteri britannico Arthur Balfour (nel 1905 sponsor dell'Alien Act per limitare l'immigrazione ebraica nel Regno unito) voleva che il governo si impegnasse per una patria ebraica in Palestina, la sua dichiarazione venne rimandata non a causa degli antisemiti ma degli esponenti della comunit� ebraica. Tra cui un esponente ebreo del governo che disse che il filo-sionismo di Balfour avrebbe �finito per rivelarsi anti-semita�. La creazione dello stato di Israele nel 1948 non ha posto fine al dibattito anche se il problema � cambiato. Oggi si tratta del futuro di Israele. Israele dovr� divenire uno stato �post-sionista�, uno stato che si definisce nei termini dei suoi abitanti attuali o si vede come appartenente all'intero popolo ebraico? Si tratta di una domanda del tutto legittima e certo non anti-semita. Quando qualcuno sostiene il contrario - come ha fatto Emanuele Ottolenghi sul Guardian di sabato scorso- finisce per aumentare ancor pi� il livello di confusione. Ottolenghi sostiene che �il sionismo comprende anche la credenza che gli ebrei sono una nazione, e come tali hanno diritto all'autodeterminazione come tutte le altre nazioni�. Ci� � doppiamente sconcertante. Innanzitutto l'ideologia del nazionalismo ebraico era del tutto irrilevante per molti ebrei cos� come per molti simpatizzanti non ebrei, che vennero attratti dall'obiettivo sionista di creare uno stato ebraico in Palestina. Essi vedevano Israele in termini umanitari o pratici: un rifugio sicuro dove gli ebrei potessero vivere come tali dopo secoli di emarginazione e di persecuzioni. Questa motivazione venne rafforzata dall'uccisione da parte dei nazisti di un terzo della popolazione ebraica del mondo, l'intera distruzione delle comunit� ebraiche in Europa e la sorte delle masse di rifugiati ebrei che non avevano alcun posto dove andare. In secondo luogo non bisogna certo essere anti-semiti per respingere l'idea che gli ebrei costituiscano una nazione a parte nel senso moderno della parola o che Israele � lo stato nazione ebraico. Ironia della storia il fatto che gli ebrei sono un popolo a parte che formano �uno stato nello stato� � uno degli ingredienti base del discorso anti-semita. Ed � anche per questo che alcuni anti-semiti europei pensano che la soluzione della �questione ebraica� possa essere per gli ebrei uno stato per loro conto. Herzl di certo pens� che avrebbe potuto fare affidamento sul sostegno di alcuni settori anti-semiti. Ma cos'� l'anti-semitismo? Anche se questo termine risale agli anni `70 del XIX secolo, l'anti-semitismo � un antico pregiudizio europeo sugli ebrei. Il compositore Richard Wagner l'ha epresso assai bene quando disse: �Ritengo che la razza ebraica sia il nemico della pura umanit� e tutto quel che di nobile vi � in essa�. E' cos� che gli anti-semiti vedono gli ebrei: si tratta di una presenza aliena, parassiti che vivono sulle spalle dell'umanit� e vogliono dominare il mondo. In tutto il mondo la loro mano invisibile controllerebbe le banche, i mercati e i media. Persino i governi sarebbero sotto il loro dominio. E quando ci sono delle rivoluzioni o quando delle nazioni vanno in guerra sarebbero sempre gli ebrei a muovere i fili - astuti, spietati, compatti- e a trarne vantaggio. Quando questo pregiudizio viene proiettato su Israele in quanto stato ebraico, allora possiamo dire che l'anti-sionismo � anti-semita. E quando zelanti critici di Israele, senza essere anti-semiti, usano distrattamente frasi come �l'influenza ebraica�, evocando quelle fantasie, essi alimentano una corrente anti-semita nel mondo della cultura. Ma l'occupazione israeliana della West Bank e della striscia di Gaza non � una fantasia. Il diffondersi degli insediamenti ebraici in quei territori non � una fantasia. Non � una fantasia il diverso, ineguale, trattamento riservato ai colonizzatori ebrei e agli abitanti palestinesi. Non � fantasia le discriminazioni istituzionalizzate in varie sfere della vita sociale ai danni dei cittadini arabi in Israele. Queste sono realt�. E' cosa ben diversa opporsi a Israele o al sionismo sulla base di una fantasia anti-semita o farlo sulla base della realt�. In questo secondo caso non si pu� parlare di anti-semitismo. Ma una critica eccessiva ad Israele o al sionismo non � forse testimonianza di un pregiudizio anti-semita? Nel suo libro �The Case for Israel� Alan Dershowitz sostiene che quando le critiche ad Israele �passano il confine tra il corretto e lo scorretto passano dall'essere accettabili all'essere anti-semite�. Coloro che sostengono questa linea sostengono che essa viene passata quando i critici rivolgono le loro critiche ad Israele, isolando il suo caso, in modo scorretto; quando applicano due pesi e due misure e giudicano Israele sulla base di criteri pi� duri di quelli usati nei confronti di altri stati; quando riportano i fatti in modo distorto in modo da presentare Israele sotto una cattiva luce; quando denigrano lo stato ebraico; e cos� via. Tutto ci� � indubbiamente scorretto ma si tratta necessariamente di anti-semitismo? No penso proprio di no. Il conflitto israelo-palestinese � un'amara lotta politica . I problemi sono molto complessi, le passioni brucianti e grandi sono le sofferenze. In queste circostanze i membri dei due schieramenti possono essere di parte e �passare la linea tra il corretto e lo scorretto�. Quando coloro che si sono schierati con Israele passano quella linea non � detto che siano anti-musulmani. E quando altri, in sostegno della causa palestinese fanno lo stesso questo non li trasforma in anti-ebrei. Ci� vale per entrambi. Ma c'� anche qualche altra cosa che vale per entrambi: il razzismo. Sentimenti anti-ebraici e sentimenti anti-musulmani sembrano in crescita. Ciascuno ha le sue peculiarit� ma antrambi sono esacerbati dal conflitto israelo-palestinese, l'invasione dell'Iraq, la �guerra contro il terrorismo� e altri conflitti. Dovremmo unirci tutti per respingere il razzismo in ogni sua forma: l'islamofobia che demonizza i musulmani cos� come i discorsi anti-semiti che possono infettare l'anti-sionismo e avvelenare il dibattito politico. Tuttavia uomini di buona volont� possono non essere d'accordo tra di loro a livello politico - sino al punto discutere del futuro di Israele come stato ebraico. Senza dimenticare che anche l'equiparazione dell'anti-sionismo con l'anti-semitismo pu� avvelenare, a suo modo, il dibattito politico. * Brian Klug � ricercatore anziano di filosofia al Sr. Benet's Hall di Oxford ed � membro fondatore del �Jewish Forum for Justice and Human Rights�. Questo intervento � uscito sul Guardian di ieri. _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realt� del Forum e per altre ancora... 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