RIPUBBLICIZZARE IL GLENO! Quando, all'inizio del 2004, la Casa di Ricovero di via Gleno � stata trasformata in Fondazione, il suo allora Presidente Pagnoncelli aveva promesso l'aprirsi di nuovi orizzonti di sviluppo, che avrebbero condotto la struttura a trasformarsi in un polo geriatrico provinciale.
Ci� suscita due riflessioni, la prima di ordine generale, la seconda legata al caso specifico. In primo luogo, riteniamo che qualsiasi forma di depubblicizzazione di strutture che erogano cure sanitarie, come la Casa in questione, snaturi quella che era stata da tempo la missione di questi enti, slegandola da un' ottica di assistenza sanitaria pubblica e di diritto alla salute per consegnarla a una prospettiva che mira alla benevolenza e alla filantropia, prospettiva in cui il soddisfacimento dei diritti dipende solo dalla libera scelta delle classi pi� agiate della societ� di aiutare quelle pi� deboli. Purtroppo, la linea della privatizzazione riscuote molti successi in questi anni; in particolare, la giunta Veneziani e l'amministrazione regionale di Formigoni sono sempre stati ossessionati dalla sussidiariet�, dai voucher e dalla dismissione di patrimoni pubblici. In secondo luogo, � drammatico costatare che le previsioni di Pagnoncelli non si sono verificate. Le adesioni alla Fondazione sono decisamente scarse, e i relativi contributi ammontano, almeno per il momento, a 1.800.000 Euro; tale cifra � decisamente insufficiente non solo in rapporto al debito accumulato dalla precedente amministrazione comunale (circa 7.000.000 Euro), ma anche ai lavori di ristrutturazione la cui necessit� si fa sempre pi� evidente ed indispensabile. Il buco di bilancio � stato principalmente causato dall'esternalizzazione di alcuni servizi essenziali alla vita della Casa, quali la mensa e la lavanderia. Contrariamente a quanto sostengono i dogmi dei neoliberismo imperante, a quest'esternalizzazione non sono corrisposti n� una diminuzione dei costi di gestione, n� un aumento della qualit� del servizio; al contrario, gli appalti hanno portato a una maggiore inefficienza e a un aggravio fortemente maggiore per le casse della Casa. Stando cos� le cose, � del tutto incomprensibile la ragione economica che ha portato a questi appalti esterni, almeno se rimaniamo in un'ipotesi di onesta amministrazione. Sulle cause di questa linea manageriale e, pi� in genere, sulle cause del buco non � ancora stata fatta piena luce; nemmeno l' allora Commissione consiliare costituita all'uopo ha potuto efficacemente indagare, per assoluta mancanza di collaborazione da parte sia dell' amministrazione Veneziani che del CdA della Casa. La situazione finanziaria del Gleno, insomma, � sempre pi� drammatica, e la privatizzazione attuata quasi un anno fa si sta dimostrando fallimentare per il semplice motivo che i capitali non arrivano. Il Gleno, soprattutto in questa situazione di deficit, non interessa a nessuno, e non interessa nemmeno a chi vuol fare della sanit� un'occasione di profitto. D'altra parte, i filantropi sembrano essersi volatilizzati, e i ripetuti appelli a i cuori dei bergamaschi sono miseramente caduti nel vuoto. Ci sembra quindi che i fatti dimostrino con evidenza che la privatizzazione sia una linea morta, non suscettibile di sviluppi positivi, oltre che nociva per le condizioni degli ospiti, dei loro parenti e dei lavoratori (peggioramento del servizio, ulteriore aumento delle rette, precarizzazione dei rapporti di lavoro). Ci sembra quindi pi� che mai motivata la costituzione di un comitato per la ripubblicizzazione del Gleno, a cui dovrebbero aderire i partiti, i movimenti, i sindacati, le associazioni, il mondo scientifico critico e gli operatori della sanit�. Infatti solo una presa in carico da parte delle istituzioni pubbliche pu� consentire alla Casa di ricovero di fornire cure e assistenza alla portata di tutti, come richiesto dagli ospiti e dai loro parenti. Le Case di riposo non possono mai essere delle aziende; esse sono destinate ad erogare servizi sanitari, e i loro costi quindi devono ricadere sull'intera collettivit� nazionale. Per questi motivi chiediamo che la Casa di ricovero venga assorbita dal sistema sanitario nazionale come ospedale geriatrico, anche a causa delle sue grandi dimensioni e della caratterizzazione spiccatamente sanitaria che l'ha sempre contraddistinta, come dimostra l'applicazione del contratto della sanit� pubblica. E' necessario sottolineare che la forma della ripubblicizzazione deve essere quella dell'ospedale e non quella dell'ASP (Azienda di Servizi alla Persona): infatti solo la prima ipotesi garantirebbe la natura sanitaria dell'ente e tutelerebbe il diritto dei ricoverati, sancito dalla legge 833/1978, ad essere curati a totale carico della sanit� senza limiti di durata. L'ASP, invece, essendo una struttura votata all'assistenza sociale, non renderebbe esigibile tale diritto, e non eviterebbe che le famiglie degli ospiti venissero colpite da un insostenibile aggravio economico. Si ricorda che al Pio Albergo Trivulzio di Milano, che � un'ASP, le rette si aggirano intorno a i 2.500 Euro/mese; inoltre, l�, come in tutte le altre case di ricovero, i parenti sono costretti a firmare un'impegnativa al pagamento delle rette al momento dell'ingresso del loro familiare nella struttura. L'unico modo per evitare che le ASP si accaniscano sulle famiglie con rette cos� imponenti e con l'illegale pratica dell'impegnativa sarebbe l 'applicazione del decreto 130/2000, secondo il quale il pagamento delle rette di degenza � a carico del solo assistito e non dei suoi familiari. Il Partito della Rifondazione Comunista si impegner� dunque affinch� il Gleno sia trasformato in un Ospedale geriatrico, in modo da riacquisire il suo precedente carattere pubblico, laico e sanitario. Maria Pia Trevisani Bruni Commissione Regionale Salute e Politiche Sociali del PRC _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realt� del Forum e per altre ancora... Per provvedere alla sottoscrizione o alla cancellazione del tuo nominativo alla mailing-list : http://www.bergamoblog.it/mlist.php?mlid=bgsf oppure scrivete a: [EMAIL PROTECTED] [EMAIL PROTECTED] https://www.inventati.org/mailman/listinfo/forumbergamo

