-----Messaggio originale-----
Da: Marianita De Ambrogio [mailto:[EMAIL PROTECTED]
Inviato: luned� 10 gennaio 2005 12.15
A: anna draghetti; annalisa comuzzi; barbara pordenone; casa per la pace
alto garda e ledro; donata tamburin; elena beltrame; elettra stamboulis;
ionne guerini; letizia valli; mariarosa guandalimi; Melita Richter;
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venturelli; susi meret; teresa montanari; donne cittadella; barbara
codroipo; Alessandra; taffy; serenella angeloni; Giovanna e Antonio;
grazia castellano; rossella perruccio; Graziella Norino; umberta
biasioli; Donne in Nero di Piacenza; isa mariani; patricia tought
Oggetto: Jonathan Shapiro


Giro il discorso di Jonathan Shapiro al Forum Sociale Europeo, Londra
ottobre 2004, gentilmente tradoto da Giovanna di Udine.
Ciao
Marianita

Buon pomeriggio a voi tutti,
prima di iniziare a dirvi ci� che penso, vorrei chiarire che ogni cosa che
dico si basa sul mio amore per Israele, per il mio popolo e per la mia
famiglia e sulla mia adesione alla tradizione ebraica. Ogni cosa che dico
qui, si basa sul mio forte desiderio di proteggere la vita di coloro che
vivono in questo triste pezzo di terra.
Mi chiamo Yonatan Shapira e negli ultimi dieci anni ho preso parte all'
Occupazione quale capitano delle Forze di Difesa Israeliane, come pilota di
elicottero di soccorso ed assalto della Forza Aerea.
Mi sembra che mi ci sia voluto troppo tempo per capire che, sia il mio
grande amore per il volo che il calore famigliare della Forza Aerea
Israeliana, mi hanno impedito di vedere e capire la realt� nella quale vivo.
Altre cose che mi hanno chiuso gli occhi sono state le lezioni di storia di
parte, l'uso di un certo tipo di parole, le lezioni sulla purezza delle armi
e sulla dignit� umana, i canti di pace che amo cos� tanto. Ed i miei occhi
sono stati bendati anche da una fede tenace, che al di sopra di me, alla
guida del mio paese, sedesse gente con moralit� e che perseguiva la pace.
Questo � ci� che � successo. Non vedevo il semplice orribile fatto che
avevamo sottomesso milioni di persone e che per decenni essi erano stati
controllati da noi - la razza superiore.
Durante centinaia di voli sopra ai Territori ho visto, negli anni, come la
terra dell'apartheid stava fiorendo, grigio con macchie di rosso: i grigi
campi profughi, affollati, soffocanti e guardati a vista dalle basi
militari - e tra loro, con brillanti tetti rossi, le belle colonie della
gente prescelta.E sebbene il male e l'ingiustizia gridassero al cielo - il
mio processo di consapevolezza � stato lungo e duro.
Mi ricordo quando da giovane a scuola si parlava di uguaglianza, liber� e
giustizia. Allo stesso tempo il mio paese controllava un'intera nazione
senza diritti senza eguaglianza senza libert� e senza giustizia. Mi ricordo
anche di quella lezione del corso di volo quando abbiamo parlato di "comandi
illegali" e sul fatto che un soldato ed un pilota devono rifiutarsi di
eseguire un comando quando pensano sia immorale. In quei giorni non avrei
potuto credere che in pochi anni questi comandi sarebbero diventati una
routine. Tutte le settimane, se non ogni giorno, un F16 o un Apache decolla
dalla sua base militare e lancia missili contro macchine e case, uccidendo
gente innocente. Lo chiamano "assassinio mirato".io lo chiamo crimine di
guerra. Ed in quei giorni non avrei potuto credere che un giorno mi sarei
ritrovato ad organizzare un gruppo di piloti che avrebbe dichiarato
pubblicamente il proprio rifiuto a prendere parte a questi tipi di crimini.
Noi abbiamo capito che questi attacchi ed operazioni non servono alla
sicurezza di Israele, anzi fanno esattamente l'incontrario, sono il
risultato di una leadership corrotta e senza speranze, svincolata dalla
realt�, e che sceglie la vendetta come politica.
Un anno fa, alcuni giorni dopo aver pubblicato la lettera dei piloti, sono
stato chiamato per un incontro privato con il comandante della forza aerea,
che mi ha informato che non ero pi� un pilota della forza aerea israeliana,
perch� avevamo dichiarato che ci saremmo rifiutati di obbedire ad ordini
illegali ed immorali.
La lettera � stata firmata da alcuni dei piloti pi� anziani. Piloti da
combattimento, piloti di elicotteri di attacco, piloti di soccorso ed
assalto. Il giorno dopo averla pubblicata il paese era in trambusto. Alcuni
ci hanno chiamato traditori, ed alcuni ci hanno detto che per la prima volta
da anni hanno sentito un po' di speranza nei loro cuori. A seguito della
nostra lettera e della lettera precedente dei refuseniks, sono state
pubblicate lettere simili da un gruppo di soldati dell'unit� d'�lite del
comando, cos� come da professori e famosi autori.
Abbiamo avuto molto appoggio all'interno dell'esercito e della forza aerea,
da parte di piloti, ufficiali e soldati che non hanno abbastanza coraggio
per diventare refusers. I comandanti in capo sentono questo sostengo e sanno
che noi siamo solo la punta di un iceberg, ed � per questo che la loro
reazione alla nostra protesta � stata ed � cos� forte. Per inciso, un
recente sondaggio ha indicato che pi� del 40% degli studenti delle superiori
sostiene i refusers.
Il numero stimato di refusers di tutte le organizzazioni sia aggira sui
1.400, ma il numero reale � molto pi� alto - se includiamo i "refusers
 grigi". Questi sono gli ufficiali ed i soldati che non si dichiarano tali
apertamente. Sappiamo che migliaia di soldati riservisti appartengono a
questa organizzazione virtuale. Lo fanno di nascosto, in molti modi, perch�
non vogliono subire le conseguenze. Non vogliono finire in prigione e non
vogliono rischiare il loro lavoro ed il loro status sociale nella societ�
israeliana.
Penso che la societ� israeliana si nasconda la realt�. C'� ancora molta
gente che non vede la connessione tra i crimini commessi dai kamikazers
sugli autobus e nei ristoranti, ed i crimini causati dalla continua
occupazione. Stiamo cercando di farci sentire pi� che possiamo per scuotere
la societ� israeliana su questo punto. Molti di quelli che si sono
risvegliati si stanno dedicando a lottare contro il governo e la sua
politica corrotta. E' una lotta dura, ma sentiamo che questo � un nostro
obbligo verso il popolo palestinese e verso la futura generazione di ebrei
ed arabi in quel piccolo pezzo di terra.
Questo � probabilmente il posto giusto per dirvelo: non traete troppa
speranza da ci� che dico e rappresento. Non traete troppa speranza da quei
giovani audaci che hanno il coraggio di essere dei refusers, e preferiscono
finire in prigione invece di servire un esercito di occupazione. Non traete
troppa speranza dal crescente sostegno che riceviamo dalla gente e dall'
�lite culturale israeliana. E, innanzitutto, non traete nessuna speranza
dalla promessa di Sharon di ritirarsi da Gaza.
Credo che potremmo lentamente convincere sempre pi� persone a proclamarsi
pubblicamente refusers ed a creare cos� un lento cambiamento della
situazione politica. Ma avremmo dovuto farlo anni fa. Ora abbiamo esaurito
il tempo e noi tutti - palestinesi ed israeliani - stiamo per distruggerci.
Per cui oggi la mia vera speranza viene da voi. Noi in Israele continueremo
a lottare nei tribunali e ad incoraggiare i rifusers; mentre voi qui dovete
fare pressione su vostri leaders cos� che loro, a loro volta, facciano
grandi pressioni sul mio governo perch� inizi a rispettare la legge
internazionale e fermi l'occupazione e l'apartheid. Lo dir� ancora per
essere chiaro. Come israeliano e come ebreo che vuole avere un futuro di
speranza nel mio paese, e come essere umano che vede il disastro umanitario
nei territori palestinesi, chiedo sanzioni internazionali contro il regime
israeliano. Non contro di noi, israeliani, ma per noi. So che le cose che
faccio e dico possono sconvolgere alcuni ufficiali israeliani del Ministero
degli Esteri, ma devo dirvi che come ex pilota di soccorso che non voler�
pi� in missione, io sento che forse questa � la mia pi� importante missione
di soccorso.
Grazie




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